Disability Manager, cresce l’interesse delle imprese

(foto Shutterstock)

Sempre più aziende inseriscono nelle strutture un professionista dedicato alla valorizzazione dei lavoratori con disabilità

Il concetto di disabilità in azienda indica il rapporto che c’è fra l’ambiente e il dipendente che ha delle limitazioni a livello fisico, motorio e psicologico. Il disability manager interviene per cambiare in positivo questo rapporto.
Il suo compito è quello di valorizzare le persone con disabilità e adattare l’organizzazione per accoglierle e gestirne i bisogni.
Si tratta di una figura chiamata ad occuparsi potenzialmente di tutti i dipendenti, che possono avere delle disabilità in diversi momenti della vita. Facendo un esempio, per un lavoratore che soffre di una patologia come l’emicrania, potrebbe essere definita una programmazione del lavoro concentrato nelle ore in cui il dipendente è più produttivo.

Più che una professione in sé, quella di disability manager, secondo SIDiMa (Società Italiana Disability Manager), è una “competenza” aggiuntiva che può integrare una professionalità preesistente (come quella di avvocato, assistente sociale, terapista occupazionale etc), e il ruolo può cambiare molto anche in base ai diversi contesti di lavoro, a seconda che si tratti di enti locali, ospedali o aziende.

La figura, nata alla fine degli anni ottanta negli Stati Uniti, è stata introdotta in Italia nel 2009, con il “Libro bianco su accessibilità e mobilità urbana” a cura del Tavolo Tecnico istituito tra comune di Parma e ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali. In seguito, il ruolo ha avuto un focus d’interesse grazie al “Programma di azione biennale per la promozione dei diritti e l’integrazione delle persone con disabilità”, all’interno del quale veniva proposta alle aziende la creazione del ruolo di disability manager, per l’inclusione dei lavoratori con disabilità negli ambienti di lavoro.

COMUNI, OSPEDALI E AZIENDE CON IL DISABILITY MANAGER

Alcuni enti e aziende, nel pubblico e nel privato, hanno inserito il disability manager nel loro organico: dalla Rai ai comuni di Treviso, Alessandria, Bologna, Parma, agli ospedali di Motta di Livenza e Vittorio Veneto, ad aziende sanitarie locali come la Ulss 4 del Veneto orientale.
Sul fronte
aziende invece sono presenti figure di disability manager in Unicredit, Intesa San Paolo, IBM, Tim e Merck Serono.

In Unicredit il ruolo esiste da dieci anni, inoltre vengono attuate delle iniziative particolari, come quella dedicata ai dipendenti non vedenti e ipovedenti, formati per il recupero crediti.
IBM ha un team Mwa (Mobile Wireless Accessibility) composto anche da persone con disabilità, dedicato alla ricerca di soluzioni che permettano di integrarsi al meglio con i processi aziendali.
Tim promuove da alcuni anni dei progetti dedicati alla disabilità, come lo smartphone studiato per permettere ai lavoratori sordi di videocomunicare.
Merck Serono è stata la prima azienda a seguire le indicazioni del Programma biennale integrando la funzione di direttore risorse umane con quella di disability manager e creando un osservatorio interno sull’inclusione.

 

 

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