Le dieci migliori startup italiane dove lavorare, secondo LinkedIn

APPROFONDIMENTI_Le dieci migliori startup italiane dove lavorare, secondo Linkedin(foto Shutterstock)

Per la prima volta, il social dedicato al mondo del lavoro estende all’Italia la sua “LinkedIn top startups”, in cui entrano le società più attrattive e in crescita

Per la prima volta, il social dedicato al mondo del lavoro estende all’Italia la sua “LinkedIn top startups”, in cui entrano le società più attrattive e in crescita

Dall’immobiliare all’automotive, dalla spesa a domicilio alle stampanti 3d: per la prima volta, LinkedIn ha esteso anche all’Italia la sua “top ten” delle migliori startup dove cercare lavoro. I settori sono i più diversi, ma molte hanno a capo giovani – se non giovanissimi – imprenditori e tutte hanno saputo affrontare la crisi con grinta, uscendone non solo indenni ma, in molti casi, in crescita. Il team di LinkedIn news, nell’elaborare la classifica, ha tenuto presenti quattro aspetti fondamentali: la crescita della forza lavoro; l’interesse delle persone in cerca di impiego in queste startup; le interazioni degli utenti con le aziende e i loro dipendenti; la loro capacità di attrarre talenti. Unici vincoli: la startup deve avere non oltre 7 anni di “anzianità”, almeno 30 dipendenti in Italia, deve essere a capitale privato e avere sede in Italia

Ecco la classifica.

1. Casavo

In cima alla top ten troviamo Casavo, instant buyer immobiliare fondata da Giorgio Tinacci, selezionato da Forbes Italia tra gli Under 30 del 2019. Nel 2019 ha raggiunto il record di 82 milioni di euro di fatturato. Casavo consente di chiedere un appuntamento per la valutazione di un immobile che sarà visionato e valutato da un team di esperti. Parte così un processo semplificato che può portare a formalizzare la vendita davanti a un notaio nel giro di 30 giorni. Il vero vantaggio, spiega la società, è che non c’è bisogno di perdere tempo a cercare un acquirente: Casavo acquista la tua casa quando vuoi. 

2. Boom

Al secondo posto si qualifica Boom, startup di servizi fotografici on-demand che ha fatto dell’intelligenza artificiale il suo cavallo di battaglia. Boom consente ai propri clienti di ottenere un servizio fotografico completo in 24 ore in oltre 60 paesi nel mondo. La startup è stata fondata da tre amici – Jacopo Benedetti, Federico Mattia Dolci e Giacomo Grattirola – anche loro under 30 e anche loro volti noti di Forbes. In due anni hanno raccolto 4 milioni di finanziamenti. 

3. Satispay

All’ultimo posto del podio c’è Satispay, app che sta rivoluzionando il sistema dei pagamenti digitali nel nostro paese. Recentemente è comparsa anche nella classifica “Fintech 250” di CB Insights, che raccoglie le 250 aziende fintech a più rapida crescita nel mondo. Operando in modo indipendente da carte di credito o debito, Satispay offre la possibilità di pagare in negozio e scambiarsi denaro tra amici via smartphone, oltre a una serie di altri servizi come ricariche telefoniche, il pagamento di bollettini e pagoPA, donazioni e risparmi. 

4. Everli

Al quarto posto spunta Everli, leader nel campo della spesa a domicilio. Nata a Verona con il nome di Supermercato24, Everli permette al cliente di scegliere il supermarket di fiducia tra i principali retailer della grande distribuzione italiana, ordinare la spesa online e riceverla nel posto desiderato «entro un’ora o nella fascia oraria richiesta». Il servizio oggi è attivo in oltre 50 province e punta ad espandersi ulteriormente anche fuori dai confini italiani.

5. Credimi

Credimi è una fintech specializzata nei finanziamenti digitali alle imprese. Operativa dal gennaio 2017, in tre anni e mezzo ha risposto alle richieste di liquidità di quasi 30 mila aziende, raggiungendo il miliardo di euro di erogato tra servizi di factoring e prestiti a medio e lungo termine con una crescita media anno su anno del 200%.

6. EnergyWay

Società di data science e artificial intelligence, EnergyWay è composta da matematici e ingegneri. Mette a punto modelli innovativi al servizio dell’efficienza e della sostenibilità delle imprese.

7. Milkman

Milkman opera nell’ambito della logistica, offrendo servizi di delivery costruiti attorno al consumatore. Anche grazie al boom di consegne a domicilio generato dal lockdown, nel primo trimestre del 2020 l’azienda ha registrato circa 400 mila consegne. Tra i suoi investitori figura anche Poste Italiane.

8. Kineton

Fondata nel 2017, Kineton è una società di ingegneria specializzata nel settore automobilistico, dei media, delle telecomunicazioni e dell’ intrattenimento. Tra la fine del 2020 e l’inizio del 2021, la punta a lanciare su strada il suo «iphone con le ruote»: Kinecar, una microcar elettrica da guidare senza patente, che fa dell’intelligenza artificiale il suo punto di forza.

9. iGenius

Lo scopo di iGenius è quello di rendere accessibile l’analisi dei dati anche a chi non è un tecnico o un data scientist, consentendo a qualsiasi utente aziendale di prendere le decisioni migliori basate su riscontri. All’inizio di marzo l’azienda ha chiuso un round di finanziamento da 11 milioni di dollari, che ha portato il totale raccolto presso gli investitori privati, a partire dal 2016, sopra quota 20 milioni.

10. Roboze

Chiude la classifica Roboze, startup che progetta e produce stampanti 3D professionali e industriali per il mercato mondiale. Da poco conta tra i suoi investitori Federico Faggin, padre del microprocessore e co-inventore del touchpad e del touchscreen. Il suo fondatore, Alessio Lorusso, era stato selezionato da Forbes nel 2018 tra gli Under 30 più influenti d’Europa.

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