La parte bassa della busta paga: guida alla lettura

(foto Shutterstock)

Scheda di sintesi

COSA È INDICATO NELLA PARTE BASSA DELLA BUSTA PAGA?

La parte bassa della busta paga (o cedolino) è quella considerata più complessa e corposa, e contiene l’indicazione di vari valori, tra cui i dati storicizzati fiscali e previdenziali.

1 dati previdenziali e fiscali
2 ferie e permessi
3 TFR
4 stipendio netto

I dati previdenziali comprendono i contributi INPS, necessari per garantire al dipendente la pensione di vecchiaia e di invalidità, i trattamenti economici in caso di malattia e di maternità, la Cassa integrazione, gli assegni familiari.
L’importo di queste trattenute varia in base al tipo di inquadramento del datore di lavoro e quindi dal tipo di attività che l’impresa svolge.

I dati fiscali comprendono: l’imponibile fiscale, l’imposta lorda IRPEF, le detrazioni di imposta, il totale trattenute IRPEF e infine il netto, ovvero quello che effettivamente viene pagato al lavoratore.

COME SI CALCOLA LO STIPENDIO NETTO?

Il calcolo dell’importo netto che viene percepito dal lavoratore è frutto di una serie di operazioni algebriche, che consistono in trattenute sullo stipendio esposto nel corpo della busta paga.
La prima operazione utile è: sottrarre al totale delle competenze la quota di contribuzione, la stessa che vediamo indicata nella parte bassa del cedolino (anche se, non esistendo un modello standard di busta paga, a volte è indicata nel corpo).
Quindi si passa alla sottrazione dell’IRPEF, la cui determinazione però è un po’ più macchinosa: è necessario, infatti, conoscere una serie di ulteriori elementi.
Tra questi, l’imponibile fiscale, che si ottiene dalla sottrazione, dall’importo dello stipendio lordo, delle trattenute previdenziali.
Su quest’ultimo valore viene calcolata l’imposta lorda IRPEF: il calcolo è effettuato sulla base degli scaglioni di reddito, nel senso che più il reddito percepito è alto, maggiore è  l’imposta da pagare.

Esempio: se il reddito annuo è compreso tra 8.000 e 15.000 euro, l’imposta lorda è pari al 23% dello stesso; se, invece, il reddito annuo è compreso tra i 15.001 e i 28.000 euro, la percentuale sale al 27%, per salire fino al 43% per redditi superiori a 75.000 euro.

Per la determinazione dell’imposta netta, ovvero quel valore che dobbiamo sottrarre all’imponibile fiscale, giocano un ruolo fondamentale le detrazioni di imposta.
Si tratta di quelle somme determinate con l’applicazione di diverse formule algebriche, in base al reddito e alla composizione del nucleo familiare, e che riducono l’impatto dell’IRPEF.

Esempio: se il reddito annuo è di 15.000 euro, si applica l’aliquota del 23% e si determina l’importa lorda di  3450 euro. Ma dovendo ancora applicare le detrazioni, questo non è l’importo dell’imposta che verrà trattenuto in busta paga. Così, applicando le detrazioni da lavoro dipendente e per figli a carico al 50%, si potrà ridurre l’imposta lorda di ben 1.905 euro (valore delle detrazioni).

L’imposta netta IRPEF, quindi, è il valore che si ottiene dalla sottrazione, dall’imposta lorda, delle detrazioni di imposta ed è quel valore indispensabile per la determinazione del netto della busta paga.

QUALI ALTRI VALORI SONO INDICATI NELLA PARTE BASSA DELLA BUSTA PAGA?

Nella parte bassa della busta paga è presente la voce espositiva relativa al TFR (trattamento di fine rapporto) che rappresenta un elemento della retribuzione, a formazione pluriennale, il cui pagamento avviene in un momento successivo rispetto allo svolgimento dell’attività lavorativa, alla “fine del rapporto” per l’appunto.
Nella busta paga può essere esposto Il TFR lordo maturato, che è pari all’importo della retribuzione lorda percepita diviso per 13,5.

Esempio: se il reddito annuo è pari a 25.000 euro, per calcolare il TFR si deve dividere questa somma per 13,5. In questo caso il TFR accantonato è pari a 1.851,85 euro.

In altri casi può essere esposta solamente la retribuzione utile al calcolo del TFR da accantonare in azienda (per erogarlo alla cessazione del rapporto).

La parte bassa della busta paga contiene anche l’indicazione delle ferie e dei permessi maturati, goduti e residui, nonché dello stipendio netto.

Leggi anche:

COME SI LEGGE LA BUSTA PAGA
BUSTA PAGA: LE DOMANDE PIÙ FREQUENTI
BUSTA PAGA: LA LETTURA DELL’INTESTAZIONE
LA LETTURA DEL CORPO DELLA BUSTA PAGA

Chiedici qualsiasi cosa e non esitare a proporre qualche idea per il prossimo articolo.



Site Footer

© LABORABILITY ® è un progetto di GIANLUCA SPOLVERATO | P.IVA IT03471600282 | Privacy Policy