Coronavirus, quanto prende un lavoratore in cassa?

(foto Shutterstock)

Chi guadagna 1500 euro lordi al mese potrebbe ricevere 750 euro netti al mese in cassa integrazione a zero ore

PERCHÈ SONO STATI ATTIVATI GLI AMMORTIZZATORI E QUALI SONO?

A causa dell’emergenza coronavirus  moltissime aziende dovranno sospendere alcuni o tutti i lavoratori, in seguito ai decreti e alle ordinanze. Da sole le aziende non ce la fanno a sostenere i costi degli stipendi a fronte del repentino, non a loro imputabile, calo di lavoro.

Vediamo quindi quanto prende un lavoratore in sospensione.

SE UN LAVORATORE VIENE MESSO IN CASSA INTEGRAZIONE QUANTO GUADAGNA?

Il trattamento di integrazione salariale spetta nei limiti del 80% della retribuzione globale che sarebbe spettata per le ore di lavoro non prestate. 

Le ore che possono essere integrate vanno da 0 al limite dell’orario contrattuale osservato e comunque non oltre le 40 ore settimanali. L’importo così determinato dovrà essere diminuito del 5,84%.

In ogni caso anche il trattamento integrativo ha dei limiti, infatti l’INPS stabilisce annualmente un importo massimo di retribuzione che reintegrerà.
I limiti per l’anno 2020 sono 998,18 euro per chi percepisce meno di 2.1159,48 (somma comprensiva delle mensilità aggiuntive), e 1.199,72 se percepisce più di 2.1159,48 (somma comprensiva delle mensilità aggiuntive.

Esempio di un dipendente pagato a ore, sospeso a zero ore, che normalmente prende 1.500 euro lordi al mese:

1.500 euro è la retribuzione lorda mensile che normalmente percepirebbe il lavoratore, ma il calcolo retribuzione in cassa integrazione si basa sulla retribuzione globale, cioè dobbiamo aggiungerci anche i ratei di 13ma e 14ma (qualora percepita), e fa 1.750.
Dal momento che l’INPS integra solo l’80% della retribuzione, avremmo 1.750,00:168 (ore lavorabili nel mese) = 10,42 * 80% e cioè 8,33 euro l’ora. La retribuzione oraria così ottenuta non dovrà essere superiore alla retribuzione massima stabilita dall’ INPS, che è di 5,94 euro.
Essendo 8,33 euro maggiore di 5,94 si applicherà quest’ultima retribuzione oraria, perciò dovrà essere applicata la retribuzione INPS.
Quindi la retribuzione lorda da corrispondere sarà di 5,94*168 = 998,18 lordi a cui sottrarre il 5,84% di contribuzione a carico del dipendente cioè 939,88. Tale importo corrisponde a 750,00 euro circa sul contro corrente del dipendente.

Esempio di un dipendente pagato a ore, sospeso parzialmente a 20 ore mensili, che normalmente prende 1.500 euro lordi al mese:

1.500 euro è la retribuzione lorda mensile normale che, divisa per 168 (divisore contrattuale), dà 8,92 euro all’ora.

Se moltiplichiamo la retribuzione oraria per le ore in cui deve prestare la sua prestazione a settimana (20 ore per 4,33 settimane al mese), otteniamo le ore di retribuzione normale che deve erogare il datore al lavoratore che ha lavorato solo 20 ore a settimana, ottenendo quindi 773,21 euro (8,92*20*4,33).
A questi 773,21 euro andrà sottratta l’aliquota contributiva a carico del lavoratore di 9,49%, cioè 699,84 euro lordi.

Le restanti 20 ore settimanali verranno integrate dall’ammortizzatore sociale.
Come spiegato nel precedente esempio il lavoratore avrà diritto a (20*4,33 = 86,6 ore *5,94) 514,40 euro mensili lordi, a cui andrà sottratto il 5,84% di contribuzione a carico del lavoratore. Il lavoratore avrà diritto a 484,36 euro lordi.
699,84 + 484,36 = 1.184,20 cioè circa 913,00 euro netti.

DURANTE LA CASSA INTEGRAZIONE SI MATURANO FERIE, PERMESSI, E TFR?

Bisogna distinguere se il lavoratore viene sospeso totalmente o solo per una parte limitata di ore lavorabili nel mese.

Se il lavoratore è sospeso totalmente e gode dell’integrazione dell’ammortizzatore sociale, cioè non lavora per tutto il mese, non matureràferie permessi ma solo il TFR salvo che il contratto collettivo non preveda diversamente.

Il lavoratore sospeso solo parzialmente, cioè che continua a lavorare ma per meno tempo, maturerà ferie e permessi in base alle regole del contratto collettivo applicato. In mancanza di specifica indicazione nel ccnl, il lavoratore maturerà ferie e permessi proporzionalmente all’attività prestata, e cioè se si hanno più di 15 giorni di prestazione lavorativa nel mese.

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