Rinnovato il contratto nazionale pulizie e multiservizi

Rinnovato il contratto nazionale pulizie e multiservizi

(foto Shutterstock)

Aumenti in busta paga, limite del 25% ai contratti a termine, nuove tutele per le donne lavoratrici. Queste sono alcune delle principali novità del rinnovo contrattuale che riguarda più di 600.000 dipendenti

Dopo 8 anni di attesa è stato rinnovato il contratto nazionale dei lavoratori impegnati nel mondo delle pulizie e delle società multiservizi. È un settore che occupa più di 600.000 dipendenti, la maggior parte donne. Soddisfatti i sindacati confederali: «il risultato ottenuto è importante e complessivamente positivo» dichiarano i segretari generali di Filcams, Fisascat e Uiltrasporti.

Vediamo le principali novità del rinnovo in vigore da luglio 2021 fino a dicembre 2024.

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A chi si applica il rinnovo contrattuale?

Il contratto collettivo e il recente rinnovo si applica alle società che operano nel settore delle pulizie (civili, industriali e di comunità) e nel cosiddetto facility management. Qualche esempio concreto: le società che offrono servizi di pulizia, sanificazione, disinfestazione e derattizzazioni, servizi di manutenzione (aree verdi, piscine, spiagge, arenili, impianti e macchinari industriali, immobili); servizi di reception, accoglienza, guardiania, accompagnamento, custodia di locali.

Da luglio aumento di stipendio

La notizia più importante riguarda l’aumento in busta paga: 120 euro lordi in più per il 2° livello, poi riparametrato per tutti gli altri livelli di inquadramento, con primo aumento, di 40 euro, dalla mensilità di luglio 2021. Le parti firmatarie hanno poi previsto che a luglio 2025, nel caso in cui non fosse stato sottoscritto un nuovo rinnovo, gli aumenti retributivi verranno riconosciuti in automatico applicando l’indice Istat dei Prezzi al consumo (indice IPCA) e ciò al fine di tutelare il potere di acquisto dei lavoratori.

Scambio di informazioni nel caso di cambio appalto

Quello delle pulizie e dei multiservizi è uno dei settori in cui è più diffuso il ricorso al contratto di appalto per aggiudicare i lavori e i servizi da effettuare, sia nel pubblico, sia nel privato. A tal proposito, il rinnovo prevede un più intenso scambio di informazioni nel caso di subentro di una nuova società nell’esecuzione dell’appalto: tra le previsioni più importanti, l’obbligo per la società uscente di comunicare al nuovo appaltatore e alle organizzazioni sindacali, almeno 15 giorni prima dell’inizio del nuovo contratto, il numero di lavoratori impiegati, l’orario e il livello di inquadramento e l’estratto degli ultimi 4 mesi del Libro Unico del Lavoro.

Contratti a tempo determinato: massimo il 25% in azienda

Viene stabilita nel 25% la percentuale massima di assunzioni di lavoratori a termine rispetto a quelli assunti a tempo indeterminato, considerando la media annua dell’anno solare precedente l’assunzione. Viene previsto il diritto di precedenza nelle assunzioni a tempo indeterminato per i lavoratori a termine che hanno lavorato per più di 12 mesi.
Le parti firmatarie, inoltre, riconoscono la stagionalità alle attività di derattizzazione e disinfestazione.

Licenziamento per assenze ingiustificate

Viene codificata una nuova ipotesi di licenziamento: nel caso di assenze ingiustificate per 10 giorni continuativi, l’azienda può effettuare il licenziamento senza periodo di preavviso, trattenendo, a titolo di penale, una somma pari all’indennità di preavviso.

Violenze e molestie sessuali sul luogo di lavoro: maggiore tutela per le donne lavoratrici

Considerato che la maggior parte della forza lavoro è costituita da donne lavoratrici, l’attenzione delle parti firmatarie si è concentrata anche sul tema della tutela delle donne vittime di violenza e molestie. L’azienda si fa promotrice di iniziative di informazione e sensibilizzazione sui temi della lotta alla discriminazione e alla violenza sul luogo di lavoro.

Inoltre, la lavoratrice inserita in un programma di protezione può chiedere un congedo retribuito (anticipato dall’azienda e poi rimborsato dall’Inps) per massimo 90 giorni lavorativi. La lavoratrice può usufruire del congedo su base orario o giornaliera ed è tenuta ad informare l’azienda con almeno 7 giorni di preavviso.

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