Parità di genere: stessa retribuzione anche per lavori diversi ma di identico valore

concept di gender pay gap

(foto Shutterstock)

Sentenza Corte di Giustizia UE in tema di gender pay gap: le lavoratrici hanno diritto allo stesso stipendio dei colleghi maschi per attività di pari valore, anche se non identiche

Il caso

Numerose lavoratrici, impiegate presso i negozi di una nota società britannica, hanno fatto causa al datore di lavoro, per ottenere parità di retribuzione rispetto ai colleghi maschi addetti ai centri di distribuzione della società. Le lavoratrici, infatti, sostenevano che il loro lavoro potesse essere confrontato con quello dei lavoratori maschi, anche se svolto presso stabilimenti e con mansioni diverse, e che avesse pari valore. E che pertanto, avrebbero avuto diritto a pari stipendio. 

Invece, il datore di lavoro aveva riconosciuto alle lavoratrici una retribuzione inferiore, così violando, secondo le lavoratrici, il principio della parità di retribuzione tra lavoratori di sesso maschile e quelli di sesso femminile previsto dall’art. 157 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea. Questa norma stabilisce che ciascuno Stato membro debba assicurare l’applicazione del principio della parità di retribuzione tra lavoratori di sesso maschile e quelli di sesso femminile “per uno stesso lavoro o per un lavoro di pari valore”.

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La decisione della Corte di Giustizia UE

La Corte di Giustizia UE ha fissato alcuni importanti principi in materia di parità retributiva tra lavoratrici e lavoratori (sentenza 3 giugno 2021, causa C-624/19).

La parità di retribuzione prevista dall’art. 157 TFUE costituisce uno dei principi fondamentali dell’Unione europea ed è finalizzata ad eliminare qualsiasi discriminazione fondata sul sesso per quanto riguarda tutti gli aspetti e le condizioni di retribuzione. Questo principio si applica sia quando i lavoratori e le lavoratrici svolgono lo stesso lavoro, sia quando svolgono un lavoro diverso, ma di pari valore.

Infatti, è lo stesso art. 157 TFUE a imporre, in modo chiaro e preciso, la parità di retribuzione tra lavoratori e lavoratrici anche «per un lavoro di pari valore». Inoltre, la Corte di Giustizia UE ha precisato che il lavoro e la retribuzione dei dipendenti di sesso diverso possono essere messi a confronto sulla base dell’art. 157 TFUE anche se i lavoratori lavorano presso stabilimenti diversi della stessa azienda.

La parità di retribuzione tra lavori di pari valore e il divieto di discriminazione basata sul sesso può essere fatto valere dalle lavoratrici direttamente avanti i Tribunali nazionali affinché giudichino il rispetto di questo fondamentale principio dell’Unione Europea.

 

Leggi anche:
Gender gap, dove “inciampano” le donne?

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