Riders: lavoro subordinato secondo Commissione Europea, se…

(foto Shutterstock)

Da Bruxelles arriva la proposta di direttiva per garantire maggiore tutela dei lavoratori delle piattaforme digitali

La Commissione Europea ha approvato una proposta di Direttiva per tutti gli Stati membri. L’obiettivo è uniformare la legislazione dei singoli Stati e garantire maggiori tutele ai riders.

Riders proposta Commissione EN

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Viene introdotta una presunzione di subordinazione in presenza di alcuni criteri. Inoltre, si richiede una maggiore trasparenza alle piattaforme nella gestione degli algoritmi. Dall’approvazione del Parlamento, gli Stati membri avranno due anni di tempo per uniformare le proprie legislazioni. 

Riders: le dimensioni del fenomeno

Quello dei lavoratori delle cosiddette «piattaforme digitali» è un fenomeno in continua espansione. La maggior parte – e quelli più conosciuti – sono i riders, i fattorini delle consegne a domicilio; ma stanno nascendo ulteriori figure, come i personal shoppers e più in generale tutti coloro che non dipendono da un datore di lavoro fisico, ma prendono ordini e direttive da una App.

La Commissione Europea stima che nella sola Unione Europea i lavoratori alle dipendenze delle piattaforme digitali siano 28 milioni, che diventeranno 43 milioni alla fine del 2025.

Il fatturato generato da tutte le piattoforme piattaforme è di circa 14 miliardi di euro.

Il 90% dei lavoratori delle piattaforme è inquadrato come lavoratore autonomo, mentre il 55% ha una retribuzione inferiore al salario minimo.

La presunzione della subordinazione: i criteri

L’obiettivo dichiarato della Commissione Europea è quello di uniformare le legislazioni dei Paesi membri. A tal proposito introduce dei criteri di fatto che fanno operare la presunzione di subordinazione.

Cosa significa? In presenza di alcuni di questi criteri, i riders si devono considerare come lavoratori subordinati. Sarà onere della piattaforma contestare che in realtà il rider è un lavoratore autonomo.

Per far scattare la presunzione basta provare la presenza di due di questi elementi: 

  • la determinazione o la fissazione dei limiti massimi del livello della retribuzione;
  • la supervisione dell’esecuzione dell’attività lavorativa lavoro mediante mezzi elettronici;
  • la limitazione della facoltà di scegliere l’orario di lavoro o i periodi di assenza, di accettare o rifiutare incarichi o di ricorrere a subappaltatori o sostituti;
  • l’istituzione di norme vincolanti specifiche per quanto riguarda l’aspetto esteriore, il comportamento nei confronti del destinatario del servizio o l’esecuzione del lavoro; 
  • la limitazione della possibilità di costruire una propria clientela o di svolgere lavori per terzi.

C’è un passaggio importante nella proposta della Commissione: bisogna guardare ai «fatti» e non agli aspetti formali del contratto. In altri termini, gli Stati devono valorizzare il modo in cui si è svolto il rapporto e non a come è stato regolamentato.

La contestazione della subordinazione

Come anticipato, la presunzione di subordinazione può essere contestata da parte della singola piattaforma. Nei fatti, le società che gestiscono le App saranno onerate di contestare la fondatezza dei criteri adotti dal rider ai fini del riconoscimento del rapporto di lavoro subordinato.

Algoritmo: stop agli abusi

La peculiarità del lavoro per le piattaforme digitali è rappresentata dal fatto che l’orario di lavoro, i turni e le direttive sono generate non da un superiore gerarchico, ma da un algoritmo. In alcuni casi, è lo stesso algoritmo a decidere se e come premiare alcuni collaboratori, rispetto ad altri. 

La proposta della Commissione impone che l’algoritmo sia caratterizzato dalla massima trasparenza, in particolare: 

  • informazione ai lavoratori e ai rappresentanti sindacali della modalità di monitoraggio, supervisione e valutazione;
  • indicazione di una persona a cui il rider possa rivolgersi per parlare delle decisioni assunte dall’algoritmo;
  • condivisione delle modalità di assegnazione degli incarichi, dei corrispettivi e delle promozioni;
  • supervisione delle decisioni prese automaticamente dall’algoritmo.

 

Leggi anche: 

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