Dormire sul posto di lavoro: si rischia il licenziamento?

(foto Shutterstock)

La Corte di Cassazione ha chiarito la distinzione tra l’addormentamento in servizio e l’abbandono del posto di lavoro

IL FATTO

Una guardia giurata, addetta alla vigilanza di uno stand, è stata sorpresa dal proprio datore di lavoro a dormire su un divano durante l’orario lavorativo.
Il datore di lavoro, in seguito a questo accertamento, ha provveduto al licenziamento per giusta causa, considerando il comportamento del dipendente come un caso di abbandono del posto di lavoro.
La guardia giurata si è rivolta al giudice, ritenendo il licenziamento illegittimo e sproporzionato rispetto al fatto commesso.
Dormire sul posto di lavoro giustifica il licenziamento per giusta causa del dipendente?

LA DECISIONE DELLA CORTE DI CASSAZIONE

La Corte di Cassazione, pronunciandosi sulla questione, ha ritenuto illegittimo il licenziamento.
In particolare, i giudici hanno escluso che il comportamento della guardia giurata fosse equiparabile all’abbandono del posto di lavoro.
Quest’ultima condotta, infatti, è considerata particolarmente grave, e come tale giustifica il licenziamento per giusta causa perché si caratterizza per un totale distacco dal bene da proteggere.

Nel caso della guardia giurata, invece, questo distacco non si è verificato, e di conseguenza non è possibile parlare di abbandono del posto di lavoro.
La Corte di Cassazione ha fondato questa considerazione su due motivi.
Il primo è che il contesto in cui si è verificato l’addormentamento non è stato tale da determinare un pericolo, anche solo potenziale, per lo stand da sorvegliare.
Quest’ultimo, infatti, era collocato all’interno di un padiglione controllato anche da altre guardie giurate e con porte di accesso chiuse.
In secondo luogo, il lavoratore si è addormentato in un padiglione dal quale era comunque possibile vedere lo stand da sorvegliare.
In altri termini, queste circostanze hanno consentito di escludere la volontà del dipendente di abbandonare il posto di lavoro, pur essendosi allontanato dalla propria postazione.

In questo caso, pertanto, il comportamento della guardia giurata configura la meno grave ipotesi di addormentamento in servizio, punita con la sanzione della sospensione dal servizio e dalla retribuzione da 1 fino a 6 giorni.
Si tratta di una condotta scorretta, ma non al punto tale da determinare giusta causa di licenziamento, in quanto non è idonea ad incidere, in modo definitivo, sul rapporto di fiducia con il datore di lavoro (Sentenza 10 ottobre 2019 n. 25573).

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