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Sgravi contributivi

Per favorire le assunzioni, lo Stato italiano ha introdotto diversi vantaggi fiscali per le aziende che decidono di reclutare nuovo personale o regolarizzano la posizione contrattuale dei dipendenti già assunti. Questi aiuti delle imprese prendono il nome di esoneri e sgravi contributivi.

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Se vuoi scoprire di più sulle possibilità di sgravio contributivo per le aziende italiane, i contributi scritti e curati dai nostri esperti del lavoro ti aiuteranno a rimanere al corrente di tutte le novità più importanti.

Sgravi contributivi: significato del termine

Ma cosa sono di preciso gli sgravi contributivi? In generale si tratta di una riduzione o esenzione dei contributi previdenziali e assistenziali che viene concessa dalle autorità pubbliche a specifiche categorie di contribuenti o di aziende.

Come spiegato, gli sgravi contributivi vengono spesso introdotti per incentivare, agevolare o promuovere comportamenti specifici (come appunto l’assunzione di nuovo personale) o per sostenere settori particolari dell'economia. Queste agevolazioni consentono inoltre di ridurre il carico finanziario che le imprese o i lavoratori devono sostenere per i contributi sociali.

Gli sgravi contributivi si rivelano particolarmente vantaggiosi sia per l’azienda che per il dipendente. Da un lato, l’azienda può ridurre il costo del lavoro derivante dall'assunzione di nuovi dipendenti, grazie a specifiche esenzioni o riduzioni contributive collegate alla retribuzione e ai benefit dei lavoratori. Essendo collegati a determinate forme contrattuali o condizioni occupazionali, inoltre, gli sgravi contributivi potrebbero offrire alle aziende maggiore flessibilità nella gestione del personale.

Per quanto riguarda i dipendenti, gli sgravi contributivi mirano a favorire l’occupazione, in particolar modo per specifiche categorie: basti pensare, ad esempio, agli incentivi per promuovere l'assunzione dei giovani o dei NEET. Inoltre, queste misure potrebbero migliorare anche l’inclusione e la diversificazione della forza lavoro, oltre che la parità di genere (nel caso di incentivi per le assunzioni femminili). Inoltre, l'aumento dell'occupazione stimolato dagli sgravi fiscali può contribuire alla crescita dell’economia e dell’occupazione nazionale.

Sgravio contributivo: alcuni esempi

Negli ultimi anni, il nostro Paese ha introdotto diverse categorie di sgravi fiscali e contributivi per le aziende, con l’obiettivo di favorire l’occupazione di diverse categorie di lavoratori.

Fin dal 2017, ad esempio, le aziende possono beneficiare di sgravi contributivi appositi in caso di assunzione a tempo indeterminato di giovani under 30. Più di recente, sgravi specifici sono stati stabiliti anche per l’assunzione di under 36, donne ed ex percettori del Reddito di Cittadinanza. Le aziende possono beneficiare di specifici vantaggi anche assumendo giovani studenti che hanno terminato il loro percorso di alternanza scuola-lavoro o di apprendistato professionale. 

Un ulteriore sgravio fiscale riguarda l’assunzione di specifiche categorie di lavoratori da parte di aziende del Sud Italia, con l’obiettivo di favorire l’occupazione nel Mezzogiorno

Ma gli sgravi contributivi non finiscono qui, essendo disponibili anche in caso di assunzione di over 50 disoccupati di lunga data, percettori di NASpI o lavoratori detenuti, per citare qualche esempio.