Covid-19, il vademecum per i lavoratori

Covid-19, il vademecum per i lavoratori

(foto Shutterstock)

Cosa deve fare un lavoratore positivo al Covid-19 o dopo il contatto con un collega positivo? Quali tutele per i genitori in caso di malattia del figlio e quarantena scolastica? E per i lavoratori fragili?

Se un lavoratore non si sente bene in azienda, cosa deve fare?

Se all’ingresso in azienda o durante la giornata lavorativa un lavoratore presenti una temperatura superiore a 37.5, deve tornare a casa e contattare il proprio medico curante per i dovuti accertamenti. È raccomandato il medesimo comportamento anche in presenza di sintomi influenzali.

Qualora il medico curante del lavoratore reputi che la sua condizione di salute sia equiparabile a malattia, nonostante l’assenza del tampone, potrà predisporre un certificato medico ordinario di malattia e, per la durata della prognosi, rimarrà a casa percependo l’indennità di malattia.

Diversamente, se il medico non predisporrà alcun certificato, il lavoratore che vorrà stare a casa potrà essere autorizzato alla fruizione di ferie da parte del datore o di permessi qualora richiesti. 

Se il datore, per ragioni tecniche, organizzative o produttive non potesse collocare in ferie il lavoratore, e non fosse possibile usare i permessi – qualora non fossero ancora stati maturati – il dipendente dovrà necessariamente recarsi al lavoro per non risultare assente ingiustificato.

Quali sono i sintomi riconducibili al Covid-19?

 Sintomi più comuni: febbre, tosse secca, spossatezza.

Sintomi meno comuni: indolenzimento e dolori muscolari, mal di gola, diarrea, congiuntivite, mal di testa, perdita, del gusto o dell’olfatto, eruzione cutanea o scolorimento delle dita di piedi o mani.

Sintomi gravi: difficoltà respiratoria o fiato corto, oppressione o dolore al petto, perdita della facoltà di parola o di movimento.

Se un lavoratore è positivo al Covid-19, cosa deve fare?

Il lavoratore positivo al Covid-19, anche asintomatico, deve prima di tutto comunicare all’azienda la positività, successivamente, dovrà consegnare al datore di lavoro il certificato di malattia redatto dal proprio medico curante. Per i giorni di prognosi verrà pagato con l’indennità di malattia ordinaria

Per rientrare a lavoro il lavoratore dovrà presentare il certificato di avvenuta negativizzazione che viene rilasciato dall’Asl territorialmente competente. 

Se un lavoratore è venuto a contatto con un collega positivo cosa deve fare?

Se un lavoratore è venuto a contatto con un collega positivo, e l’Asl lo considera un contatto stretto, quest’ultima predisporrà un provvedimento con cui mettere in quarantena il lavoratore. In tal caso il lavoratore dovrà inviare tale documento anche all’azienda. Se il lavoratore fruirà della quarantena verrà pagato con l’indennità di malattia. Durante tale periodo, però, se la mansione lo consente, il lavoratore potrà comunque lavorare in smart working percependo la normale retribuzione.

Se l’Asl non emette nessun provvedimento il lavoratore potrà:

  • chiedere al proprio datore di lavorare in smart working (per qualche giorno);
  • sottoporsi al tampone;
  • disporre di un’assenza retribuita autorizzata dall’azienda; 
  • chiedere di fruire di ferie o permessi.

Se un lavoratore decide in autonomia di fare il tampone, come vengono considerati i giorni in cui attende il risultato?

Se il lavoratore vuole stare a casa prudenzialmente, dovrà chiedere ferie o permessi al proprio datore per non risultare assente ingiustificato, rischiare di perdere la retribuzione ed essere licenziato.

Un lavoratore che sta bene può rifiutarsi di andare al lavoro per timore del contagio?

No. In questo caso il timore del lavoratore non giustifica la sua assenza, quindi potrà essere sanzionato disciplinarmente qualora l’azienda non risultasse disponibile a concedere un’assenza retribuita o ferie.

Cosa deve fare un lavoratore con figlio positivo al Covid-19?

Il lavoratore potrà assentarsi per la malattia del figlio (anche se ha esaurito i congedi per malattia del figlio e qualora, per l’età del figlio, non avesse diritto a fruire del congedo ordinario). L’Asl dispone, infatti, la quarantena per i contatti stretti, e quindi anche per i genitori. In questo caso il genitore dovrà rendere all’azienda il relativo provvedimento di quarantena disposto dall’Asl e starà a casa percependo l’indennità di malattia.

Cosa deve fare un lavoratore con figlio in quarantena scolastica?

Il lavoratore con figlio in quarantena scolastica deve rendere all’azienda il relativo provvedimento disposto dall’Asl al fine di richiedere lo smart working, dove sia possibile, o il congedo parentale per quarantena scolastica.

Se un lavoratore è “fragile”, cosa può fare?

Il lavoratore fragile può ottenere lo smart working, qualora la sua mansione lo renda possibile. Diversamente dovrà essere adibito ad altra mansione disponibile, nel rispetto della categoria o inquadramento di appartenenza, che possa essere espletata in questa modalità. 

 

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