Istat, da gennaio 500 mila disoccupati in più

ISTAT, DA GENNAIO 500 MILA DISOCCUPATI IN PIÙ

(foto Shutterstock)

Il trend rimane fortemente negativo, ma in molti tornano a cercare lavoro. La situazione risulta più difficile per i giovani e per le donne

Mezzo milione di persone rimaste senza lavoro negli ultimi sei mesi. Se qualcuno sperava che al lockdown sarebbe seguita una tenace ripresa, al momento non se ne vede nemmeno l’alba. L’ultimo rapporto Istat sull’occupazione in Italia (pubblicato il 30 luglio) disegna un quadro a tinte fosche, che dopo mesi molto bui non accenna a migliorare. 

Giugno, 46 mila nuovi disoccupati

Il mese più nero, che ha visto quasi 275 mila persone perdere il lavoro, è stato aprile. Di lì una lieve ripresa, che tuttavia continua a spingere verso il basso gli indicatori dell’istituto di statistica. A giugno la diminuzione dell’occupazione su base mensile è stata dello 0,2%, pari a -46 mila unità. Risultano più colpite le donne (-0,9%), i dipendenti permanenti (-0,4%) e gli under 50. Mentre gli occupati aumentano tra gli uomini (+0,3%), i dipendenti a termine, gli indipendenti e gli ultracinquantenni. Nel complesso, il tasso di occupazione scende lievemente, attestandosi al 57,5% (-0,1 punti percentuali).

Si torna a cercare lavoro

 Se c’è un dato positivo, in questo scenario desolante, è che chi è rimasto a casa si è finalmente rimesso in moto per trovare una nuova occupazione. L’aumento, dice l’Istat, è «consistente»: +7,3% pari a quasi 150 mila persone. Come sempre sui numeri pesa la conciliazione familiare: i due terzi (99 mila persone) sono uomini, mentre solo 50 mila sono donne. Risale anche il tasso di disoccupazione, che tocca l’8,8% (+0,6 punti) e, tra i giovani, arriva al 27,6% (+1,9 punti). Numeri terribili, ma poteva andare peggio: nel suo ultimo bollettino, infatti, la Bce stima che senza la rete di ammortizzatori la disoccupazione sarebbe potuta arrivare anche al 25%

-3,2% rispetto a giugno 2019

L’indagine dell’Istat mette a confronto anche il primo ed il secondo trimestre del 2020, evidenziando come nei secondi tre mesi il calo è stato molto più marcato: -2,0% pari a -459 mila unità per entrambe le componenti di genere. Complessivamente, nell’arco del trimestre sono diminuite anche le persone in cerca di occupazione (-15,7% pari a -364 mila), mentre sono aumentati gli inattivi tra i 15 e i 64 anni (+5,9% pari a +793 mila unità).

Il calo assume una dimensione rilevante anche nel confronto con il mese di giugno 2019: -3,2% pari a -752mila unità. L’onda della pandemia ha travolto entrambe le componenti di genere, i dipendenti (-613 mila), gli autonomi (-140mila) e tutte le classi d’età. L’unica eccezione risultano essere gli over 50 (+102 mila). Il tasso di occupazione è sceso, in un anno, di 1,8 punti.

 

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