Star bene in smart working: i consigli di Alessandro Rimassa

alessandro rimassa

(In foto: Alessandro Rimassa, co-founder Talent Garden Innovation School ed esperto d’innovazione)

Vestire l’abito adeguato, prendersi delle pause, bere molta acqua e ascoltare il proprio corpo. Ecco alcuni semplici consigli per superare bene il lockdown lavorando da casa

Lavorare da casa, ormai si sa, è molto diverso da lavorare in ufficio: alcuni benefici sono indubbi, ma anche gli “effetti collaterali” non mancano. «Il benessere delle persone – spiega in breve video realizzato per il Sole 24 Ore Alessandro Rimassa, co-founder Talent Garden Innovation School ed esperto d’innovazione – è diventato un tema centrale nel mondo del lavoro. Si parla di wellbeing e sempre più aziende sono molto attente alla salute e al benessere dei propri dipendenti. Ma in smart working siamo noi i responsabili di noi stessi, siamo noi a dover impostare le nostre giornate in modo da rispettare i tempi e gli spazi del lavoro, della famiglia, dello svago». Ecco, allora, i consigli dell’esperto. 

Anche l’occhio vuole la sua parte

La tentazione di rimanere in tuta tutto il giorno, quando si lavora da casa, è fortissima. A maggior ragione in assenza di meeting o webconference, non c’è alcun obbligo formale a cambiarsi d’abito, e così i vestiti “da ufficio” rischiano di rimanere a prender polvere. «Se è pur vero che cambiarsi non serve – dice Rimassa – è comunque utile immaginare un abbigliamento “lavorativo”. Anche se non usciamo di casa ci possiamo “preparare” per andare a lavoro e mettere la camicia, oppure la polo. Possono essere gli stessi abiti che utilizziamo per l‘ufficio, o anche no. L’importante è cambiare abbigliamento rispetto ai momenti di svago nella nostra casa». 

L’importanza delle pause

Quando si è in ufficio è naturale qualche piccola interruzione per un caffè con i colleghi o per una breve chiacchiera. E non è una perdita di tempo: l’attenzione ha dei cali fisiologici, quindi una breve pausa è realmente utile a fermarsi e ricominciare con più energia. Ma a casa? «Le pause a casa sono non meno importanti – spiega Rimassa – possiamo prendere per farci un caffè, per una telefonata di piacere, per muoverci un po’ in casa o per bere un bicchiere d’acqua. A questo proposito, ricordo che un bicchiere non basta. Abbiamo bisogno di bere molti liquidi, perché l’acqua ci aiuta a rimanere freschi e a mantenere la concentrazione. Un consiglio semplicissimo per bere con regolarità: mettete sul tavolo una bottiglia d’acqua da un litro e, una volta finita, se volete passate ad altre bibite». 

Ascoltare il proprio corpo

L’ultimo consiglio di Alessandro Rimassa è imparare ad ascoltare il proprio corpo, e a non ignorare i segnali che ci invia. «Se iniziare ad avere mal di schiena – suggerisce l’esperto – alzatevi e fate un po’ di stretching. Se avete mal di testa forse l’aria è viziata: provate ad aprire la finestra per cambiare l’aria. Ascoltate il vostro corpo, così alla fine della giornata lavorativa riuscirete ad avere ancora energie da dedicare allo sport, alla famiglia, ai piaceri.

Prendersi cura di noi stessi – conclude Rimassa – non è un plus, è fondamentale per affrontare al meglio la nostra giornata lavorativa». 

Leggi anche:

Più felici e più produttivi. Gli insegnamenti di Changers per gli HR

 

La tua opinione ci sta a cuore. Se vuoi proporre temi o raccontare storie di lavoro, saremo contenti di ascoltarti. Contattaci.

Articoli correlati

Ultimi articoli