In giardino, in “vacanza” o in coworking: i nuovi uffici per smart worker

Wellio, Milano

(coworking a Milano, foto Wellio)

Il lavoro smart non è solo da casa, e si moltiplicano le proposte per chi cerca soluzioni alternative all’ufficio domestico

La pandemia ha dato una spinta irreversibile a un processo che era già in atto da anni: il passaggio dal lavoro rigido a forme sempre più flessibili, tanto negli orari quanto nella sede da cui lavorare. Ci sono aziende che già da tempo hanno iniziato ad assumere con la clausola del lavoro strettamente da remoto, altre che consentono forme ibride, e poi ci sono moltissimi liberi professionisti senza un ufficio stabile. Alcuni di questi lavoratori scelgono di dedicare alla propria attività uno spazio in casa o uno studio esterno, altri preferiscono spazi di coworking o uffici condivisi. E da diversi mesi, complice la pandemia, le proposte in quest’ambito continuano ad aumentare.

Uffici, coworking e sale riunioni per smart worker

Le persone, almeno un po’, hanno bisogno di lavorare in ufficio. Ne è convinto Alexei Dal Pastro, ad per l’Italia di Covivio, gruppo che fa capo a Leonardo Del Vecchio e che vanta portafoglio uffici da tre miliardi, di cui 2,6 a Milano. Il ramo dedicato specificamente agli spazi di coworking si chiama Wellio, e in Italia ha inaugurato, a gennaio di quest’anno, “Wellio Milan Dante”: 4.700 metri quadrati di uffici, con 700 postazioni. L’offerta spazia da uffici privati, condivisi e sale riunioni, il tutto a disposizione di chi è alla ricerca del giusto compromesso tra comfort, flessibilità e ottimizzazione della spesa. Convivio in questo settore è un gigante, ma l’offerta è quanto mai varia. Un altro colosso, ad esempio, è Regus, che vanta centinaia di uffici in tutto il mondo, ed anche in Italia. 

Lavorare al mare o in montagna: si può, e fa bene

Lavorare in montagna
(foto Airbnb)

Sempre più numerose sono anche le strutture turistiche che si stanno attrezzando con scrivanie ed internet wi-fi, per permettere ai lavoratori che amano viaggiare di regalarsi una fuga dalla città, senza tuttavia prendere giorni di ferie. Questa modalità di lavoro – detta anche “workation” – è recentissima, dato che ha iniziato a diffondersi dopo il lockdown, ma sembra destinata a prendere piede. Secondo una recente indagine di Airbnb lo smart working ha aperto gli occhi agli italiani: maggiore flessibilità nell’uso degli spazi, liberandosi dalle catene del tran tran casa-lavoro, significa maggior felicità e più tempo per se stessi. Due lavoratori del terziario su tre starebbero infatti pianificando per i prossimi mesi di lavorare da remoto per un periodo di tempo lontano dalla propria residenza, perché la bellezza del luogo ha effetti benefici non solo sul benessere psicofisico ma anche sulla produttività e sulla qualità del lavoro. 

Zen Work Pod, ovvero l’ufficio in giardino

Workpod di Anonimous
(Rendering del “Work Pod”, foto Anonimous)

Una soluzione meno economica, ma certamente innovativa e d’avanguardia è poi lo “Zen Work Pod”, una postazione pensata per freelance e creativi che vorrebbero avere a disposizione uno spazio privato, luminoso e stretto contatto con la natura. Il progetto porta la firma di Autonomous, azienda statunitense specializzata in forniture per uffici, e consiste in uno smart office in legno di noce, vetro temperato e alluminio resistente. E’ dotato di ampie vetrate che garantiscono un’elevata luminosità e al suo interno sono forniti in dotazione una scrivania, una poltrona e uno scaffale. Occupa circa 7 metri quadrati e il montaggio richiede non più di 72 ore. 

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