Buurtzorg trasforma la motivazione in produttività I laborability

Il caso Buurtzorg, come ti trasformo la motivazione in produttività

“Buurtzorg - Network di strutture per l’assistenza sanitaria”

(foto Buurtzorg)

Il network di strutture sanitarie olandese dimostra come l’engagement dei lavoratori migliori la motivazione e l’efficienza aziendale. Un esempio da seguire per sanità e imprese

Buurtzorg nasce nel 2006, nella città olandese di Almelo, da un gruppo di infermieri desiderosi di migliorare il servizio di assistenza sanitaria del loro quartiere. In poco tempo, il team è riuscito a dar vita ad un network di strutture sanitarie e di professionisti destinato a cambiare l’organizzazione del sistema sanitario olandese, fino a spingersi agli Stati Uniti. Il network si è sviluppato a livello internazionale, andando a coprire 25 Paesi e fornendo assistenza domiciliare a circa 80.000 persone.

Come nasce Buurtzorg

Affrontare le difficoltà con un approccio positivo e creativo aiuta, inevitabilmente, a superarle: è quello che nel 2006 hanno fatto gli infermieri, insoddisfatti della fornitura di assistenza sanitaria da parte delle tradizionali organizzazioni di assistenza domiciliare nei Paesi Bassi. Hanno messo a fuoco un malfunzionamento del sistema e cercato di cambiarlo utilizzando le loro competenze, dando spazio alla creatività.

E ci sono riusciti, creando un nuovo metodo gestionale: la “semplificazione integrata”, caratterizzata da una struttura organizzativa semplice, attraverso la quale è possibile fornire un’ampia gamma di servizi, facilitati dalla tecnologia informatica.

Come funziona l’organizzazione Buurtzorg

 In pratica, quando si recano a casa di un paziente, le infermiere di Buurtzorg forniscono non solo servizi medici, ma anche servizi di supporto, come l’aiuto a vestirsi e lavarsi, che solitamente sono delegati a personale meno qualificato e meno costoso. Squadre autonome di 10-12 infermieri altamente qualificati, si assumono la responsabilità dell’assistenza sanitaria domiciliare di 50-60 pazienti in un dato quartiere. Questo permette flessibilità negli accordi di lavoro, per soddisfare le esigenze sia degli infermieri che dei pazienti.

L’organizzazione ha la forza lavoro più soddisfatta di qualsiasi azienda olandese con più di 1.000 dipendenti. Uno studio di KPMG mostra come l’azienda sia un fornitore a basso costo di servizi di assistenza domiciliare, e che ciò non è attribuibile alla situazione dei pazienti o alla retribuzione dei lavoratori. Quando i costi della casa di cura, del medico e dell’ospedale dei pazienti sono stati aggiunti all’analisi, i costi totali per paziente erano nella media.

Buurtzorg in numeri

Oggi questa straordinaria realtà è un esempio di come valorizzare la motivazione dei lavoratori porti, necessariamente, a migliorare le performance aziendali, sia in termini di profitto, che di qualità del lavoro svolto. Attualmente l’organizzazione comprende 950 team, per un totale di 15.000 infermieri, presenti  con le loro competenze in 25 Paesi a livello internazionale. Attualmente fornisce assistenza domiciliare a circa 80.000 persone, e più della metà di tutti gli infermieri distrettuali nei Paesi Bassi lavora per l’organizzazione.

L’organizzazione del lavoro proposta da Buurtzorg può essere d’ispirazione per le realtà aziendali di altri settori: è composta da sei elementi sequenziali, che devono essere presi in considerazione, contemporaneamente, al momento della definizione dell’intervento affinché quest’ultimo sia efficace e risponda sia alle necessità dei pazienti, che a quelle del personale.

I sei elementi sequenziali sono:

  • valutare le esigenze del cliente: la valutazione è olistica e include esigenze mediche, esigenze di condizioni a lungo termine ed esigenze personali e sociali. Sulla base delle informazioni emerse, viene redatto il piano assistenziale individuale;
  • mappare le reti di assistenza informale e coinvolgerle nell’assistenza;
  • identificare e includere figure di caregiver;
  • consegna delle cure;
  • supportare il cliente nei suoi ruoli sociali;
  • promuovere la cura di sé e l’autonomia.

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