Quando i compiti diventano una battaglia: il DSA in famiglia, anche per chi lavora

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(foto Shutterstock)

Strumenti, organizzazione e consapevolezza per affrontare lo studio con maggiore equilibrio.

    di Antonia Frustagli, psicologa, esperta in Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) e Bisogni Educativi Speciali (BES)

    Sono le 18.30 e si arriva a casa stanchi. Ad aspettare i libri sul tavolo, un figlio che deve fare i compiti e la sensazione di iniziare un secondo lavoro appena chiuso il primo. Se c’è anche un Disturbo Specifico dell’Apprendimento, il carico richiede tempo ma anche specifiche competenze ed energia emotiva.

    In Italia gli alunni con certificazione DSA sono circa il 6% della popolazione scolastica (dati MIM, a.s. 2022/2023), quasi il doppio rispetto allo 0,9% del 2010/2011. In un’azienda di media dimensione è statisticamente probabile che diversi genitori-professionisti stiano vivendo la stessa situazione in solitudine, il tema resta ancora poco raccontato negli ambienti di lavoro.

    Il carico organizzativo si somma a quello lavorativo tra valutazioni, incontri con la scuola, sedute con specialisti e il senso di colpa per non dare abbastanza né da genitore né da professionista.

    Per alleggerire la pressione quotidiana e affrontare il momento dello studio con più serenità. ecco cinque spunti utili da cui partire:

    1. Separare i compiti dal resto della relazione e dedicare del tempo ad altre attività da svolgere insieme;
    2. Usare gli strumenti compensativi (sintesi vocale, mappe, calcolatrice) e considerarli come alleati, non sono scorciatoie!
    3. Costruire un planning di studio con le pause, adattato alla tenuta attentiva;
    4. Parlare al bambino del suo funzionamento, non dell’etichetta diagnostica. Spiegare come funziona la sua mente lo rende progressivamente più consapevole e gli permette di dare un nome alle proprie difficoltà;
    5. Tenere aperto il dialogo con la scuola: il PDP funziona se pienamente condiviso e monitorato nel tempo e, se possibile, affidarsi al supporto di esperti esterni.

    Il DSA non è solo un tema scolastico: impatta sul tempo e sull’equilibrio dei genitori che lavorano. Riconoscerlo anche negli ambienti professionali significa volgere uno sguardo di cura alle persone in azienda, nella loro interezza.

    Antonia Frustagli è psicologa, esperta in Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) e Bisogni Educativi Speciali (BES). Si occupa di consulenza rivolta ai genitori su questi temi, sia in ambito privato sia all’interno di percorsi di welfare aziendale, attraverso sportelli di ascolto e workshop dedicati.

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    Fonti: Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM), “I principali dati relativi agli alunni con DSA”, aa.ss. 2021/2022 – 2022/2023.

    Gianluca Spolverato analizza il mondo del lavoro con passione raccontandoci il suo punto di vista da profondo conoscitore della materia e valorizzando i temi più complessi riguardanti il diritto del lavoro.

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