Galateo del lavoro in presenza: cosa non si può (più) fare in ufficio

Nuove regole in ufficio

(foto Shutterstock)

Addio effusioni tra colleghi, meglio evitare a pranzo la “schiscetta”, categoricamente rimanere a casa al primo starnuto. Così cambiano le regole per il lavoratore educato

Calano i contagi, aumenta la fetta di popolazione vaccinata e le regole per garantire la sicurezza vanno allentandosi in tutta Italia. Molti uffici dove lo smart working è rimasto per mesi, se non per oltre un anno, l’unico canale stanno iniziando a riaccogliere gradualmente i dipendenti. Ma come comportarsi nell’ufficio post pandemia? Anche il bon ton si adatta ai tempi, con nuove formalità. Irene Maria Scalise ha tracciato per Repubblica alcune interessanti linee guida, da cui abbiamo preso spunto.

1 L’importanza della comunicazione

Avvisare quando si torna in ufficio dopo un periodo di smart working è un gesto non obbligatorio ma gentile. Anche gli uffici di gestione dovranno avvisare i dipendenti in relazione alle dovute novità, come la nuova gestione degli spazi in osservanza del distanziamento ed eventuali modifiche degli orari.

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2 Più pulito, con il contributo di tutti

Addio mozziconi di sigaretta che si accumulano sui terrazzi, mani appiccicose e cianfrusaglie personali che si accumulano senza motivo sulle scrivanie. L’era dell’igiene impone che ognuno metta il proprio per contribuire alla sicurezza di tutti: molte persone hanno iniziato a toccare il meno possibile le superfici comuni (dalle maniglie delle porte alla macchinetta del caffè), e cortesia vuole che in generale si continui a lavare frequentemente le mani e igienizzare le superfici dopo averle toccate. Lo stile minimal, che passa anche dall’addio all’accumulo di cose inutili, certamente aiuta a mantenere più pulito.

3 Affettuosi, ma a debita distanza

“Torneremo a riabbracciarci”, dicevano, ma fuori dalla famiglia c’è chi non ha alcuna intenzione di abbracciare chicchessia. Anche una pacca sulla spalle può risultare eccessiva. Meglio allora un sorriso a debita distanza (almeno mezzo metro), senza ulteriori manifestazioni che potrebbero risultare inopportune.

4 Schiscetta addio

Il pranzo portato da casa ha moltissimi pro: è salutare, economico ed è anche un modo per prendersi cura di sé. D’altro canto in ufficio può causare odori sgradevoli (ad alcuni) e lascia tracce nelle aree comuni. Pur con tutte le dovute precauzioni d’igiene, quindi, la nuova etichetta dell’ufficio post Covid-19 evidenzia come preferibile il panino al bar, o comunque un pranzo da consumare fuori dal posto di lavoro.

5 A casa anche per un raffreddore

Può sembrare un’ovvietà, ma non lo è. Se fino a non molto tempo fa stare a casa per un raffreddore poteva risultare quasi malvisto, oggi nessuno additerebbe come pigro chi preferisce stare a casa anche per un lieve malessere. La pandemia ci ha insegnato che (purtroppo o per fortuna) si può lavorare bene anche da casa, quindi meglio sfruttare lo smart working ed evitare di portare in giro germi inutilmente.

6 Abbassare il tono di voce

Se nelle videoconferenze il volume tende ad essere più alto, dal vivo meglio abbassare i toni ed attenersi a qualche decibel in meno. Da limitare il più possibile anche telefonate e conversazioni personali. Se potevano risultare sgradite prima, lo sono a maggior ragione ora, dato che per parlare al telefono le persone tendono ad abbassare la mascherina.

7 Niente irruzioni improvvise

Anche visite improvvise nell’ufficio di un collega o del capo potevano apparire inopportune anche in epoca pre-Covid, ma ora lo sono ben di più. Il bon ton impone di avvisare sempre, anche solo con un messaggio o una mail che annuncia il proprio passaggio.

8 Benefit aziendali, gradito lo psicologo

Di norma, in testa alle classifiche sui benefit aziendali più graditi, ci sono sempre i buoni pasto o al limite i buoni per la palestra e le attività di fitness. Ma la pandemia ha portato con sè un’ondata di depressione e di spaesamento generale causati dal cambiamento profondo e improvviso, da mesi di reclusione forzata e infine dalle stesse regole della socialità che non sono, e forse non torneranno per molto tempo, quelle a cui eravamo abituati. Lo stress è tanto e tale che, allo stato attuale, molti lavoratori preferirebbero lo psicologo.

 

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