Il coaching, strumento di crescita personale e lavorativa

Coaching

(foto Shutterstock)

Nato in ambito sportivo, il coaching ha oggi anche finalità personali o aziendali. Prevede un percorso per obiettivi da raggiungere con un coach

Crescita personale, miglioramento delle competenze, raggiungimento di specifici obiettivi concreti lavorativi o sportivi: tutto questo è il coaching, una metodologia dove una persona (detta coach) supporta un cliente o allievo (coachee) verso un più alto grado di consapevolezza, fiducia e autonomia.

Secondo la definizione dell’Acoi, l’Associazione Coaching Italia, il rapporto tra coach e coachee deve basarsi su una relazione di partnership paritaria, promossa da un’attività di sostegno e affiancamento. In ambito aziendale, il coaching è frequentemente usato con molteplici obiettivi: valorizzare le risorse interne, migliorare le relazioni, gestire i conflitti, lavorare sulla motivazione.

I più diffusi tipi di coaching sono tre: life coaching, sport coaching e business coaching. Vediamoli nel dettaglio.

Sport coaching, un allenamento mentale che completa quello fisico

Il coaching nasce in ambito sportivo, quando nel 1974 Timothy Gallwey, maestro di Tennis, sviluppa una precisa teoria sul processo che porta l’atleta alla vittoria. «L’avversario che si nasconde nella nostra mente» dice Gallwey «è molto più forte di quello che troviamo dall’altra parte della rete».

Per vincere l’avversario, quindi, il primo passo è fare piazza pulita dalle interferenze interne, dai pensieri che possono nuocere alla prestazione atletica e dai condizionamenti negativi. Questa teoria ha dato origine ad un fruttuoso sviluppo anche in altri settori, dalla vita privata alla crescita aziendale. Nello sport, le sessioni di coaching rimangono un metodo efficace e molto diffuso per allenare la forza mentale dell’atleta e della squadra. Un training che affianca quello fisico, completandolo e rendendolo più efficace.

Life coaching, per migliorare la propria vita e lavorare sulle skills

Sempre più diffuso, si rivolge alla singola persona e attiene alla sfera personale. La relazione con il coach prevede un’alleanza progettuale alla pari, che permette di esplorare l’attuale lavorando sul futuro.

Coach e coachee definiscono insieme un percorso per step, dove il coach ha un ruolo di supporto e di guida e ogni passo viene stabilito in condivisione. Generalmente questo percorso porta all’individuazione e al raggiungimento di obiettivi personali e lavorativi, al miglioramento del work life balance o allo sviluppo di determinate skills.

Non va tuttavia confuso con la terapia psicologica, per quanto possa avere dei riflessi positivi anche in questo frangente. Il coaching, infatti, non mira alla guarigione emotiva ma sempre al conseguimento di propri obiettivi.

Business coaching per far crescere l’impresa

Si applica al mondo dell’impresa. Il metodo di base è sempre lo stesso, ma viene declinato in ambito business. In questo caso coach e cliente si concentrano su obiettivi di crescita aziendale.

Gli ambiti di lavoro sono molteplici, tra questi possono esserci: organizzazione aziendale, organizzazione del personale, valorizzazione delle risorse umane, riorganizzazione o standardizzazione dei processi aziendali. Il coaching ha molti benefici anche nell’ambito relazionale, è infatti usato per gestire correttamente i conflitti, accrescere la motivazione, aumentare l’autostima dei dipendenti e le competenze di leadership.

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