Assegno di maternità dello Stato: cos’è e come funziona?

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(foto Shutterstock)

Guida pratica all’assegno di maternità dello Stato per chi lavora senza contratto continuativo

Cos’è l’assegno di maternità dello Stato 

L’assegno di maternità dello Stato è un aiuto pensato per chi lavora in modo discontinuo e non ha un contratto stabile. È un contributo economico gestito e pagato dall’INPS, rivolto alle madri e, in alcune situazioni, anche ai padri con lavori precari o con contratti atipici.

Spesso viene confuso con l’assegno di maternità dei Comuni, ma sono due misure diverse. L’assegno dei Comuni riguarda chi non ha alcuna copertura legata al lavoro. Quello dello Stato, invece, è pensato per chi ha smesso di lavorare da poco e rientra nelle condizioni previste.

Quando si parla di lavori atipici e discontinui si intende, in pratica, un lavoro che non viene svolto in modo continuo oppure che ha modalità più flessibili rispetto a un impiego ordinario.

Lo Stato cerca di garantire un aiuto anche in caso di maternità a chi lavora con queste formule. L’assegno di maternità dello Stato, previsto dall’articolo 75 del decreto legislativo 151/2001, è pagato dall’INPS. L’importo viene stabilito ogni anno dall’INPS con una circolare. Per il 2026 l’importo è pari a 2.508,04 €.

Attenzione! Questo tipo di assegno non è da confondere con quello che viene comunemente chiamato “Bonus mamme disoccupate”, che sarebbe l’assegno dei Comuni.

La differenza principale è nel motivo per cui vengono pagati. L’assegno dello Stato è una misura previdenziale e spetta a chi ha versato almeno 3 mesi di contributi, anche se ha lavorato in modo precario o a periodi. L’assegno dei Comuni, invece, è un aiuto assistenziale per chi non ha copertura contributiva e si trova in una situazione economica fragile, verificata tramite ISEE.

Assegno di maternità per lavori atipici e discontinui: cosa significa?

Un contratto di lavoro viene definito “atipico” perché è diverso dal contratto di lavoro subordinato a tempo pieno e indeterminato e, in genere, viene scelto per assicurare, nella gestione del rapporto di lavoro, una maggiore flessibilità sia all’azienda che al lavoratore.

Un esempio? Il lavoro a chiamata, conosciuto anche come lavoro intermittente. Se ti interessa conoscere e approfondire la disciplina di questi contratti, bisogna fare riferimento al Decreto 81/2015

I lavori discontinui, invece, comprendono le prestazioni lavorative che non prevedono un impegno continuativo e permettono al lavoratore di organizzarsi in modo più variabile.

Puoi leggere l’elenco nel REGIO DECRETO 6 dicembre 1923: troverai, ad esempio, il lavoro di cameriere di sala oppure di commesso nei negozi.

Assegno di maternità dello Stato: requisiti 

Facciamo chiarezza sull’assegno di maternità dello Stato: requisiti, situazioni particolari e scadenze. 

L’INPS richiede anzitutto due requisiti, senza distinzioni: 

  • la residenza in Italia al momento della nascita del bambino o dell’ingresso in famiglia del minore;
  • la cittadinanza italiana o di uno Stato europeo, oppure il possesso di un titolo di soggiorno in fase di presentazione della domanda.

Inoltre, per capire a chi spetta l’assegno di maternità dello Stato, oltre ai due requisiti appena descritti, se ne aggiungono altri, a seconda che a farne richiesta sia la madre o il padre. 

Requisiti della madre

Se sei una neomamma e lavori devi avere almeno 3 mesi di contributi versati tra i 18 e i 9 mesi prima del parto oppure prima dell’ingresso effettivo del bambino o della bambina in famiglia.

Se invece non lavori, devi poter dimostrare due cose. Devi aver lavorato almeno 3 mesi e poi aver perso il diritto a prestazioni previdenziali o assistenziali, per esempio la NASpI.

In questo secondo caso fai attenzione a un limite importante. Tra la data in cui hai perso queste prestazioni e la data del parto o dell’ingresso del bambino o della bambina in famiglia non devono passare più di 9 mesi.

Requisiti del padre  

Se sei il padre puoi fare domanda dell’assegno di maternità dello Stato solo se la madre abbandona il figlio oppure il bambino gli viene affidato al 100%.

In questi casi, dovrai rispettare gli stessi requisiti previsti per la madre lavoratrice oltre a dimostrare che il figlio: 

  • è stato da te riconosciuto; 
  • si trova nel tuo nucleo familiare al momento di  presentazione della domanda.

Esistono ulteriori e diversi requisiti nel caso di genitore affidatario o adottante, puoi leggerli nella pagina di approfondimento dell’INPS

Assegno di maternità dello Stato: quando arriva

Se ti stai chiedendo quando arriva l’assegno di maternità dello Stato, devi sapere che la tempistica per il pagamento dell’assegno di maternità da parte dell’INPS è entro 55 giorni dal Regolamento dell’Istituto. 

Questo termine potrebbe comunque essere minore, qualora la situazione familiare e documentale non richieda specifiche verifiche da parte dell’istituto.

Assegno di maternità dello Stato importo

L’importo dell’assegno di maternità dello Stato non resta uguale nel tempo. L’INPS lo aggiorna ogni anno seguendo l’andamento dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo. In questo modo l’aiuto mantiene, almeno in parte, il suo valore anche quando aumentano i prezzi.

Per il 2026, la Circolare INPS del 30 gennaio ha indicato che l’assegno di maternità dello Stato per lavori atipici e discontinui può arrivare fino a 2.543,15 € e viene pagato in un’unica soluzione.

Questo importo ti spetta per intero se non hai nessun altro sostegno economico collegato alla maternità. Se invece ricevi già un’altra prestazione, per esempio l’indennità di maternità, l’assegno viene pagato come integrazione, cioè solo per coprire la differenza.

Assegno di maternità dello Stato 2026: cosa cambia rispetto al 2025 

Per il 2026 l’unico cambiamento rispetto all’assegno di maternità dello Stato 2025 riguarda l’importo.

L’ISTAT, con il comunicato del 16 gennaio 2026, ha indicato una variazione percentuale per il 2025 pari a +1,4%. Di conseguenza l’assegno è aumentato leggermente, passando da 2.508,04 € nel 2025 a 2.543,15 € nel 2026.

Quando e come fare la domanda di assegno di maternità dello Stato

Puoi presentare la domanda per l’assegno di maternità dello Stato entro 6 mesi dalla nascita del bambino o della bambina, oppure dall’ingresso del minore in famiglia.

Puoi farla online con il servizio dedicato, oppure chiedere aiuto al Contact Center INPS o a un patronato.

Se vuoi fare la domanda da solo o da sola, entra nella tua area personale INPS con SPID oppure con la carta d’identità elettronica. Poi vai su “Sostegni, sussidi e indennità” e seleziona “Per genitori”. A quel punto trovi la pagina del servizio tra i risultati, di solito come secondo.

Per concludere clicca su “Utilizza il servizio” e visualizzerai questa schermata che dovrai compilare con i tuoi dati: 

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