Assegno di maternità dello Stato: cos’è e come funziona?

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(foto Shutterstock)

Guida pratica all’assegno di maternità dello Stato per chi lavora senza contratto continuativo

Cos’è l’assegno di maternità dello Stato 

L’assegno di maternità dello Stato è un sostegno per la maternità che l’INPS riconosce, con precisi requisiti, ai lavoratori atipici e discontinui. 

L’assegno di maternità statale si differenzia dalla comune maternità che invece è riconosciuta a tutte le lavoratrici assunte con un ordinario rapporto di lavoro e si rivolge a particolari categorie di lavoratrici.

In Italia esistono infatti tante tipologie di rapporto di lavoro e alcune, anche se rientrano nel concetto di lavoro subordinato, presentano degli aspetti particolari 

Stiamo parlando dei lavori atipici discontinui, cioè di lavori che non sono svolti con quotidianità oppure che, per una maggiore flessibilità sia del lavoratore che del datore, consentono di svolgere la prestazione lavorativa in modo diverso rispetto al lavoro ordinario

Come abbiamo scritto più volte nei nostri articoli, lo Stato cerca di assicurare degli aiuti a quante più categorie di lavoratori possibili e questo avviene anche in caso di maternità

L’assegno di maternità statale per lavori atipici e discontinui​ è previsto dall’articolo 75 del Decreto Legislativo 151 del 2001 e l’importo è deciso ogni anno dall’INPS che lo comunica con una propria Circolare: per il 2025 l’importo dell’assegno di maternità dello Stato è pari a 2.508,04 euro.

In questo articolo spieghiamo come funziona l’assegno di maternità dello Stato – cioè l’aiuto economico riconosciuto alla madre o al padre, anche adottivi o affidatari – per i lavoratori discontinui atipici

Quali sono i requisiti da rispettare? A quanto ammonta? Scopriamolo! 

Assegno di maternità per lavori atipici e discontinui: cosa significa?

Un contratto di lavoro viene definito “atipico” perché è diverso dal contratto di lavoro subordinato a tempo pieno e indeterminato e, in genere, viene scelto per assicurare, nella gestione del rapporto di lavoro, una maggiore flessibilità sia all’azienda che al lavoratore.

Un esempio? Il lavoro a chiamata, conosciuto anche come lavoro intermittente. Se ti interessa conoscere approfondire la disciplina di questi contratti, prova a leggere il Decreto 81/2015

lavori discontinui, invece, comprendono le prestazioni lavorative che non prevedono un impegno continuativo e permettono al lavoratore di organizzarsi in modo più variabile.

Puoi leggere l’elenco nel REGIO DECRETO 6 dicembre 1923: troverai, ad esempio, il lavoro di cameriere di sala oppure di commesso nei negozi.

Assegno di maternità dello Stato: requisiti 

Facciamo chiarezza sui requisiti, perché ne esistono tanti e cambiano a seconda di chi fa la domanda

L’INPS ne richiede due senza distinzioni

  • la residenza in Italia al momento della nascita del bambino o dell’ingresso in famiglia del minore;
  • la cittadinanza italiana o di uno Stato europeo, oppure il possesso di un titolo di soggiorno in fase di presentazione della domanda.

Inoltre, per capire a chi spetta assegno di maternità dello Stato, oltre ai due requisiti appena descritti, si aggiungono altri requisiti, a seconda che a farne richiesta sia la madre o il padre

Requisiti della madre

Se la neomamma è una lavoratrice, dovrà avere almeno 3 mesi di contributi versati nel periodo compreso tra i 18 e i 9 mesi precedenti il parto o l’effettivo ingresso del bambino in famiglia. 

Nel caso in cui sia disoccupata, invece, deve dimostrare di aver lavorato almeno 3 mesi e, successivamente, aver perso il diritto a prestazioni previdenziali o assistenziali come la NASpI.

Attenzione: in quest’ultimo caso non devono essere trascorsi più di nove mesi tra la data in cui ha perso le prestazioni e la data del parto ingresso del bambino in famiglia.     

Requisiti del padre 

Il padre può fare domanda dell’assegno di maternità dello Stato solo se la madre abbandona il figlio oppure il bambino gli viene affidato al 100%.

 In questi casi, dovrà rispettare gli stessi requisiti previsti per la madre lavoratrice oltre a dimostrare che il figlio

  • è stato da lui riconosciuto
  • si trova nel nucleo familiare del padre al momento di  presentazione della domanda.  

Esistono ulteriori e diversi requisiti nel caso di genitore affidatario o adottante, puoi leggerli nella pagina di approfondimento dell’INPS

Assegno di maternità dello Stato: quando arriva

La tempistica per l’erogazione dell’assegno di maternità da parte dell’INPS è fissato nel termine massimo di 55 giorni dal Regolamento dell’Istituto.

Assegno di maternità dello Stato importo

Per il 2025, la Circolare dell’INPS del 30 gennaio 2025 e del 2 aprile 2025 ha precisato che l’ assegno di maternità dello Stato 2025 ha un importo​ massimo per lavori atipici e discontinui pari a 2.508,04 euro ed è pagato in un’unica soluzione.

Questo bonus spetta per intero se chi fa la domanda non può contare su alcuna tutela economicaaltrimenti viene erogato come integrazione di altre prestazioni economiche, come ad esempio l’indennità di maternità.  

Assegno di maternità dello Stato 2025: cosa cambia rispetto al 2024 

Per il 2025, l’unico cambiamento rispetto all’assegno di maternità dello Stato 2024​ è la misura dell’assegno: l’importo ha subito un leggero rialzo, passando dall’importo di 2.488,14 euro del 2024 al maggior importo di 2.508,04 euro per il 2025

Quando e come fare la domanda di assegno di maternità dello Stato

Puoi fare la domanda di assegno di maternità dello Stato entro sei mesi dalla nascita del bambino oppure dall’ingresso del minore in famiglia. 

Puoi usare il servizio dedicato online, oppure chiedendo aiuto al Contact Center dell’INPS o a un Patronato

Se vuoi presentarla in autonomia, accedi alla tua area privata INPS con SPID oppure Carta d’identità elettronica e clicca su “Sostegni, Sussidi e Indennità” e poi su “Per genitori”. Troverai la pagina del servizio come secondo risultato. 

Per concludere clicca su “Utilizza il servizio” e visualizzerai questa schermata che dovrai compilare con i tuoi dati: 

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