Costo della vita e caro carburanti: protesta dei benzinai

Rifornimento carburante

(foto Shutterstock)

Sale il costo di benzina, diesel e metano, mentre calano le vendite. E con la guerra in Ucraina esplodono le bollette. I benzinai in crisi denunciano perdite del 30%

L’innalzamento incontrollato del costo del carburante, fenomeno tangibile ormai da mesi ma esploso con la guerra in Ucraina, grava tanto sui consumatori quanto sui gestori, che denunciano una situazione drammatica. Il loro margine di guadagno (3,5 centesimi a litro) rimane infatti invariato, a fronte di vendite in calo e spese di gestione aumentate a dismisura in poco tempo. Tanto che da lunedì 14 marzo le sigle sindacali Faib Confesercenti, Fegica Cisl e Figisc/Anisa Confcommercio hanno compattamente proclamato una protesta “pacifica”, con impianti al buio nelle ore notturne a partire dal 14 marzo.

Costi alle stelle per benzina, diesel e metano

Nelle ultime settimane i prezzi di benzina, diesel e metano sono esplosi raggiungendo picchi mai toccati finora: benzina e diesel si attestano intorno ai 2,3 euro al litro, ma si registrano stazioni di servizio dove il prezzo applicato raggiunge i 2,7 euro al litro. Quanto al metano, in alcune zone è arrivato a sfiorare i 4 euro al chilo

«Dobbiamo tornare indietro di dieci anni» denunciano le associazioni dei gestori «per trovare, nel 2012, un prezzo della benzina a circa 1,9 euro e quello del gasolio a circa 1,78 euro. E non c’era alcuna situazione di conflitto o sanzioni a gravare sul mercato. Da sempre accisa e iva compongono la parte maggioritaria del prezzo, sfiorando il 60% di quello pagato dal consumatore e non si può far finta di ignorarlo». 

Perdite del 30% per effetto degli aumenti

A fronte dei rincari, che inevitabilmente incidono sui consumi, l’introito dei gestori rimane tuttavia inalterato, anzi in grave perdita: «in un anno» denuncia il Presidente Faib Giuseppe Sperduto, «i benzinai, per effetto degli aumenti, hanno perso oltre il 30% del loro esiguo margine fisso passando dal 3 al 2% ogni litro. Poco più di 3 cent al litro medi. Forse una delle poche categorie al mondo che quando aumenta il prezzo di vendita di un prodotto che vende, non solo non ci guadagna, ma ci rimette». 

La protesta: impianti al buio nelle ore notturne

Mentre si riducono le vendite, poi, aumentano a dismisura le spese di gestione: +78% per l’energia elettrica, + 71% per il gas, +3,1% la tariffa rifiuti.  «Per questo» scrivono le associazioni di categoria, «abbiamo chiesto al Governo un intervento urgente dando applicazione a quanto previsto dalla L. 244/07, in tema di accisa mobilie (o anticiclica) che consente, da una parte, di sterilizzare gli aumenti dell’iva e, dall’altra, di creare un minimo di stabilità per famiglie ed operatori economici. Nel frattempo, parte la nostra protesta di spegnimento delle luci per contenere le spese di gestioni». 

 

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