I software “Ona” mettono in luce i talenti invisibili nelle aziende

(foto Shutterstock)

I tool informatici aiutano le imprese a capire chi sono le ‘stelle nascoste’: i dipendenti di riferimento per gli altri, ma senza ruoli chiave sulla carta

Chi conta davvero nell’organizzazione informale di un’impresa? Quali sono le figure vitali per un’azienda, che operano nell’ombra, senza ruoli chiave sulla carta?
Ad avere un peso determinante nelle performance aziendali non sono soltanto i dipendenti che ricoprono posizioni di rilievo. E i vertici delle organizzazioni hanno capito che, per avere una mappa dettagliata di chi sono esattamente queste persone, non bastano i resoconti del middle management, spesso soggetti a valutazioni errate, non obiettive, anche a causa di simpatie e antipatie. 

Per ovviare a questo, esistono dei software dedicati – si legge su Affari & Finanza, con riferimento a un articolo del 19 luglio scorso del The Wall Street Journal –, in grado di identificare le ‘stelle nascoste’. Le quali – secondo il professor Boris Groysberg della Harvard Business School – «in molti casi sono più potenti delle persone che vengono apprezzate ufficialmente. Se un’impresa perde una di quelle persone-chiave, declinerà anche la performance di almeno altre sette persone».

LA FUNZIONE DEI SOFTWARE COLLEGATI ALL’ONA

I software di cui stiamo parlando fanno riferimento all’“Organizational network analysis” (Ona). Una metodologia di analisi che rientra negli strumenti della “people analytics”, e permette di raccogliere informazioni in un’azienda, fino a delineare un quadro preciso di come essa è realmente organizzata al suo interno, di studiarne i flussi informativi, gli scambi informali fra le persone, e di mappare le relazioni fra dirigenti, quadri e impiegati (per esempio risalendo a chi fanno riferimento i dipendenti per avere informazioni relative a un compito da svolgere). Arrivando a rivelare anche che, ad esempio, persone senza autorità, i ‘servant leader’, nella realtà dei fatti hanno funzioni di leadership, danno supporto ai colleghi e sono per loro una guida. È quindi nell’interesse delle imprese capire chi sono questi dipendenti e valorizzarli, per evitare di perdere dei talenti di supporto alla crescita del business.

LE AZIENDE CHE UTILIZZANO I TOOL

Le aziende medio-grandi e grandi hanno capito l’utilità di questi tools e hanno iniziato a utilizzarli, anche in Italia. 

C’è il software di Workday Inc., che consente ai dipendenti di ringraziare chi li ha aiutati a risolvere un problema, risalendo alle figure di riferimento per le persone. O il software usato dalla multinazionale americana Equinix Inc., che chiede agli impiegati di identificare quali sono le persone che godono di maggiore credibilità e sono di supporto agli altri. Con l’obiettivo di migliorare la comunicazione interna relativa a progetti, informazioni e priorità. 

In Italiaall’interno del Gruppo farmaceutico Sanofi, i collaboratori possono avere dei feedback dai colleghi sulle proprie prestazioni, attraverso il software di Workday, e renderli pubblici. Feedback che offrono così ai manager elementi insindacabili per creare quadri valutativi più completi di ruoli e personalità.
Banche Generali Italia invece ha usato l’Ona per effettuare analisi utili a una riorganizzazione dell’area ‘Operations’, perché fosse più aderente al reale funzionamento aziendale. Attraverso un software quindi, sono stati analizzati flussi informativi, email, traffico telefonico, numero di riunioni etc., per capire quali fossero le persone e i ruoli davvero al centro dei processi.

 

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