L’Intelligenza Artificiale nelle redazioni giornalistiche

img 1: “Riunione di una redazione giornalistica”

(foto Shutterstock)

L’Intelligenza Artificiale entra nelle redazioni: come cambiano il giornalismo e i rapporti tra colleghi

Quale sarà il ruolo dell’intelligenza artificiale nel giornalismo? Anche questa professione è destinata a cambiare profondamente grazie alla tecnologia sempre più avanzata. 

Un’idea di come si lavorerà nelle redazioni arriva dai progetti europei che applicano l’intelligenza artificiale al giornalismo. C’è chi lavora ad algoritmi per rendere più ricche e accattivanti le notizie, o chi si concentra sui contenuti personalizzati per ciascun lettore, sia di testo che radiofonici. O, ancora, chi applica l’IA per contrastare le fake news.

Il robot-giornalista non esiste

Pensare che l’IA trasformi il professionista in un robot-giornalista che sostituisce l’uomo è un’idea assolutamente sbagliata, che allontana dalla comprensione del valore delle tecniche, delle idee e delle tecnologie che permettono, in realtà, di alleggerire e personalizzare il lavoro nelle redazioni.

I progetti Smart Journalism e Smart Radio, finanziati con i fondi Google’s Digital News, hanno creato contenuti pensati appositamente per il singolo lettore. 

Nel caso dello Smart Journalism, attraverso l’invio di una newsletter con i cinque articoli più apprezzati della settimana, si è riusciti a raccogliere le preferenze dei lettori, a cui successivamente è arrivata solo una lista di contenuti selezionati per interesse.

Intelligenza Artificiale, attenzione alle fake news

Se, da una parte, gli esperti sostengono che sia necessario preparare i giornalisti all’impatto dell’intelligenza artificiale nelle redazioni, perché ne alleggerisce il lavoro con l’utilizzo di strumenti efficienti, è altrettanto vero che i newsbot possono contribuire alla propaganda e alla disinformazione, a causa di errori provocati dagli algoritmi.

L’intelligenza artificiale, infatti, può generare fake news, a cui si accompagnano video e volti con sembianze reali, ma inesistenti.

Il progetto InVID, realizzato ancora nel 2020 con i fondi europei, è una piattaforma che fornisce servizi per indagare e controllare l’autenticità dei video che vengono messi in rete sui social media.

È uno strumento con un elevato grado di personalizzazione testato da numerose testate giornalistiche televisive di rilievo internazionale.

Come i giornalisti percepiscono l’IA

Il giornalismo, come altri settori, non può sottrarsi all’influenza dell’intelligenza artificiale. È indispensabile preparare le redazioni ad affrontarne l’impatto in modo positivo, così da coglierne le potenzialità e non condannare la tecnologia a priori.

Tra i progetti finanziati da Google News Initiative, ce ne è uno che guarda principalmente alla prospettiva degli editori. È stato, in sostanza, proposto un sondaggio alle redazioni, per raccogliere informazioni dai giornalisti rispetto all’impatto dell’IA in termini di vantaggi nei servizi e nell’economia delle redazioni.

I casi studio più interessanti sono stati condivisi con le redazioni che non avevano ancora iniziato il proprio percorso con l’intelligenza artificiale, facendo emergere come la percezione dell’IA sia stata positiva da parte dei professionisti che ne hanno usufruito.

 

 

Leggi anche:

‘BRT, intelligenza artificiale e futuro green per la logistica’

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