Cassa integrazione, anticipata dal datore di lavoro: usa l’utile, e pareggia gli stipendi

Vincenzo Verità, managing director di Fec Italia

(foto facebook.com/fecitalia)

Vincenzo Verità, MD Fec Italia, ha investito parte dell’utile del 2020 perché i lavoratori potessero incassare l’equivalente dello stipendio ordinario. E per evitare ritardi, ha anticipato anche la cig

«Se riusciremo a chiudere in positivo anche quest’anno, investirò l’utile per colmare la differenza tra stipendio e cassa integrazione». Una promessa mantenuta, quella dell’imprenditore friulano Vincenzo Verità. Nonostante il calo di fatturato, infatti, nel 2020 la Fec di Udine (impresa che produce computer touchscreen per il mercato dell’automazione) ha incassato 140 mila euro di utile, e Verità ne ha speso oltre un terzo per “pareggiare” gli stipendi dei suoi dipendenti. 

Stipendio pieno nonostante la cig: una promessa mantenuta

Con il primo lockdown, lo scorso anno, anche la Fec, come molte altre aziende, ha dovuto affrontare una situazione tutt’altro che semplice. Buona parte del 16 dipendenti dell’azienda è stata messa, a rotazione, in cassa integrazione. In più la Fec lavora soprattutto con il mondo della ristorazione, rimasto pressoché fermo per mesi. Il principale interlocutore, nei mesi più bui della pandemia, è diventato quindi il settore elettromedicale, che tuttavia non è in grado di coprire l’abituale mercato dell’azienda. In più si è aggiunta la carenza di materie prime, divenute per un lungo periodo molto difficili da reperire. Nonostante tutto, però, la Fec è riuscita a stare a galla. Di più: è riuscita a chiudere in positivo. E dei 140 mila euro guadagnati, Verità ne ha spesi 50 mila per i suoi lavoratori. 

Un prestito per anticipare la cassa integrazione

L’imprenditore ha sempre creduto nel valore della motivazione, che spinge le persone a lavorare di più e meglio. Per questo ha sempre avuto molto a cuore la soddisfazione personale dei suoi dipendenti. Così, in un momento di grave difficoltà, ha fatto il possibile per ridurre il disagio causato dalla pandemia, permettendo loro di ricevere lo stipendio pieno nonostante la cassa integrazione. Di più: per evitare ritardi nel pagamento della cassa integrazione, il datore di lavoro ha chiesto un prestito per poter anticipare lui quanto dovuto ai lavoratori. 

«Fondamentale il buon rapporto con i dipendenti»

La Fec Italia è un’azienda giovane ma solida: nata nel 2017, nel 2019 ha fatturato poco più di 5 milioni di euro, per scendere a 4 milioni nel 2020. «Non ho avuto alcun problema ad aver accesso al credito» ha dichiarato Verità durante un’intervista al Messaggero Veneto «e questo grazie anche agli strumenti messi a disposizione dal Governo per fronteggiare la fase emergenziale. Ritengo ciò che ho fatto doveroso, perché credo che avere un buon rapporto con i dipendenti sia fondamentale. A maggior ragione in un periodo in cui il personale specializzato è davvero difficile da trovare». 

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