La comunicazione come leva per l’aumento del valore del welfare

Comunicazione del welfare
(foto Shutterstock)

Trasmettere ai/alle dipendenti tutte le informazioni legate al welfare è il primo passo per la sua corretta valorizzazione

Nel panorama di oggi, le risorse adibite al welfare provengono da fonti differenziate. Non è solamente l’azienda che, tramite l’offerta di benefit, concorre al benessere del personale, ma le agevolazioni provengono anche dalle amministrazioni pubbliche e da enti bilaterali.

In questo terzo articolo del nostro speciale dedicato a welfare e wellbeing approfondiamo il tema della comunicazione, per capire come apportare benefici reali alla popolazione aziendale attraverso la corretta promozione delle opportunità a loro disposizione.

La sfida dell’offerta frammentata

Quando parliamo di welfare integrato facciamo riferimento alla rete di beni e servizi che viene messa a disposizione del personale di un’organizzazione da parte di diversi stakeholder.

Non è solo il datore di lavoro, quindi, che concorre alla creazione di un pacchetto di opportunità per migliorare il benessere di chi lavora: un appoggio arriva anche da Stato, enti e organizzazioni private.

Nonostante i benefici possano essere numerosi e in grado di coprire diverse necessità personali, è difficile orientarsi agilmente all’interno di un’offerta frammentata. È frequente, infatti, che le persone non utilizzino i benefit a loro disposizione perché manca la conoscenza delle opportunità e di come accedervi.

Il fattore chiave è la comunicazione 

In un sistema di questo tipo, con iniziative che provengono da diverse fonti – azienda, Stato, altri enti – può capitare che le persone ricevano informazioni confuse o inesistenti. Potrebbero non sapere di possedere i requisiti per accedere a dei bonus o, addirittura, di avere a disposizione determinate agevolazioni.

La comunicazione esplicita dunque i servizi a disposizione e dà loro coerenza, segnalandoli in modo efficace lungo tutto l’employee journey. Comunicare correttamente e in modo chiaro le opportunità collegate welfare aiuta non soltanto ad aumentare il valore percepito, ma anche quello reale.

Comunicare il welfare: una scelta strategica

Vale la pena soffermarsi su questo punto perché sulla comunicazione del welfare c’è un corto circuito davvero eclatante fra aziende e personale: molte organizzazioni pensano che non sia loro compito spiegare il welfare pubblico e degli enti al personale, mentre oltre l’80% di chi lavora si aspetta che il datore di lavoro offra un orientamento su questi temi. 

Ma l’impresa ha interesse a farsi carico di questa responsabilità? Sì, dal momento che sappiamo che sempre più il welfare è una leva strategica di attrazione e retention. Come abbiamo visto, inoltre, anche alle organizzazioni conviene che il personale sfrutti bene le opportunità esterne. In questo modo si interviene con precisione, proponendo benefit chiari, senza duplicare opportunità già esistenti. Aumenta il benessere di chi lavora, senza costi aggiuntivi, e cresce la fiducia di chi lavora nei confronti dell’organizzazione. 

La comunicazione e il monitoraggio del welfare

Molte aziende scelgono di appoggiarsi a un ente o una piattaforma privata per i servizi di welfare. È importantissimo per il personale avere informazioni chiare su quali benefit sono proposti e come accedere, altrimenti si rischia che le misure a disposizione vengano dimenticate e non usate. 

Non ci sono solo informazioni pratiche da fornire, ma anche valoriali: spiegare alle persone perché si è scelta proprio una piattaforma anziché un’altra, perché si è scelto di offrire per esempio benefici legati a famiglia, benessere psicologico o sport è un importante elemento di comunicazione interna

Attenzione poi, da parte delle aziende, a raccogliere riscontri sul welfare: monitoraggio degli accessi, oppure una survey periodica su uso e gradimento, sono strumenti preziosissimi per capire da un lato l’utilità e il gradimento delle misure offerte, dall’altro per valutare se l’investimento è stato valido

Nel welfare integrato, insomma, la comunicazione non è un’attività accessoria o un annuncio sporadico, ma una leva organizzativa.

Come promuovere il welfare integrato

Per comunicare e aumentare l’utilizzo del welfare, ci sono due concetti chiave a cui rifarsi: education e navigation. A cosa ci riferiamo? 

Education significa rendere comprensibile quello che per le persone è invisibile nelle misure di welfare, a prescindere da chi le eroga. Navigation vuol dire accompagnare il personale, aiutando anche a destreggiarsi tra requisiti e burocrazia. 

Il modo più efficace per aumentare il valore – percepito e concreto – del welfare integrato è dunque dotarsi di uno strumento di navigazione che guidi le persone attraverso i beni e i servizi offerti, completo di spiegazioni per non perdersi tra procedure e presentazioni di domande.

La creazione di un piano editoriale strutturato diventa quindi una soluzione fortemente strategica: i benefit non sono più un insieme di prodotti e servizi scollegati (welfare frammentato), ma un sistema facile da leggere e da utilizzare per chi lavora e misurabile per l’impresa.

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