Mercoledì 28 ottobre all'H-Farm Campus di Roncade si è svolta la 7° edizione dello spettacolo del lavoro che cambia di laborability, scopriamo com’è andata
L’Auditorium di H-FARM al completo e una voglia palpabile di mettere in discussione le vecchie certezze sul lavoro. Mercoledì 28 ottobre 2026 è andata in scena la settima edizione di IMPACT2030, l’evento annuale firmato da laborability dedicato a chi lavora, guida persone o fa impresa.
A dare il via alla giornata è stato Gianluca Spolverato, founder di laborability e managing partner di WI LEGAL, che ha raccontato i numeri del lavoro in Italia: tra inoccupati, salari bassi, produttività che arranca e denatalità, una risposta c’è, ed è quella di tornare a parlare senza tabù di soldi, salute e carriera.
Sul palco è salito poi Lucas Pavanetto, Vicepresidente della Regione del Veneto e Assessore regionale al Turismo, al Lavoro e alla Sicurezza, che ha portato all’attenzione ombre ma anche luci di una regione come il Veneto in ambito lavorativo.
Il punto di partenza della giornata ha messo subito a fuoco la questione: il classico schema lineare studio-lavoro-carriera-pensione è andato in frantumi, lasciando dietro di sé disincanto e burnout. La vera sfida, oggi, è ribaltare la rotta e fare in modo che sia il lavoro a mettersi al servizio della vita, e non il contrario.
La mattinata ha acceso i riflettori sulle tre direttrici che definiscono l’esperienza lavorativa contemporanea: Soldi, Salute e Carriera.
Sul tema dei soldi, affrontato senza retorica come presupposto fondamentale per garantire autonomia e libertà di scelta, ad aprire i lavori è stato Simone Dedda, Head of Operations & Customer Success di Dritto, che ha condiviso i dati dell’Osservatorio realizzato dal prodotto tech di laborability, un report che mette a nudo le esigenze molto concrete delle famiglie italiane e le risposte che Stato ed enti bilaterali hanno da offrire.
Il confronto si è poi allargato a una tavola rotonda su cosa significhi generare valore economico reale. Domenico Di Gravina, Managing Director Italy di Iziwork, ha spiegato come oggi la RAL sia solo una parte dell’equazione, affiancata da orari prevedibili, rimborsi per i trasporti, flessibilità e formazione spendibile nel tempo. Giorgio Galli, Senior Channel Manager di N2F, ha quantificato l’enorme costo nascosto della burocrazia aziendale, mostrando come l’automazione e l’AI applicate alle note spese restituiscano ore preziose e serenità a chi viaggia e a chi amministra. Nicola Alessi, Group HR Director di ARGEA, ha portato l’esperienza concreta del gruppo vitivinicolo che, dopo una complessa fusione, ha introdotto welfare on top e premi di risultato convertibili per aumentare il netto dei collaboratori a costi sostenibili per l’impresa. A chiudere il cerchio è intervenuto Paolo Stefan, Direttore generale di Solidarietà Veneto, ribadendo che la previdenza complementare funziona davvero solo se supportata da un’educazione finanziaria capace di costruire sicurezza a lungo termine.
La seconda sessione ha spostato lo sguardo sulla salute, partendo dalla necessità di non limitarsi ad allungare l’aspettativa di vita, ma di garantire qualità e benessere al tempo che viviamo.
Giorgio Leo, Co-founder e CEO di Show Club, ha aperto il blocco ricordando che il movimento fisico è la prima vera infrastruttura sociale per invecchiare bene e contrastare le disuguaglianze.
Ma il benessere del corpo si intreccia a quello della mente: Erica Fifield, Sales Manager di Serenis, ha spiegato che il lavoro difficilmente diventerà meno stressante e che le aziende devono smettere di chiedere resilienza alle persone per iniziare a costruire contesti organizzativi psicologicamente sicuri e sostenibili.
Giuseppina Vicario, Vice direttrice generale Responsabile Persone e Cultura di Banca Etica, ha poi allargato la riflessione ai carichi di cura invisibili, raccontando come l’organizzazione supporti i caregiver familiari attraverso percorsi strutturati sulla salute mentale, uno sportello di consulenza sui servizi territoriali e nazionali e un gruppo di auto-aiuto tra persone che vivono la stessa situazione.
A completare la sessione è stata Sara Malaguti, fondatrice e CEO di Flowerista, con una riflessione sull’abitudine a usare l’AI come confidente comodo e accomodante, interrogandosi sui rischi di disabituarci alla complessità e all’attrito delle relazioni umane autentiche.
L’ultima parte della mattinata è stata dedicata al terzo tema di questa edizione di IMPACT2030: la carriera, ridisegnando competenze, modelli di leadership e senso del tempo.
Giulio Buciuni, Associate Professor al Trinity College di Dublino, ha analizzato le contraddizioni del mercato del lavoro italiano, dove la fatica delle imprese nel reperire profili operativi convive con la fuga all’estero di giovani laureati in cerca di percorsi più qualificati e retribuzioni competitive.
La professoressa Gaya Spolverato, Professoressa associata dell’Università di Padova e Direttrice della UOC di Chirurgia Generale 3, ha catturato l’attenzione della sala raccontando cosa accade quando in sala operatoria entra il robot da Vinci: la tecnologia allontana fisicamente dal paziente ma moltiplica le responsabilità, imponendo una leadership vocale fondata sull’ascolto e sulla libertà di chiunque nel team di dire «Fermati».
Sul piano dello sviluppo organizzativo, Vito Crosetto, Presidente esecutivo di PRAXI, insieme a Juri Meotto, Partner e Board Member, e Roberta Mingari, Responsabile formazione e sviluppo organizzativo, hanno mostrato perché le generazioni non debbano rimpiazzarsi a vicenda, ma dialogare costantemente attraverso il mentoring e il reverse mentoring.
Infine Alessandro Rimassa, CEO e Founder di Future of Work Group, a vent’anni dal suo libro Generazione Mille Euro, ha lanciato tre proposte concrete su stipendi, politiche per la casa e formazione per rimettere le persone al centro del mercato.
Dopo la pausa pranzo con le lunch box curate dallo chef Alajmo, il pomeriggio ha cambiato formato, puntando su confronto operativo e verticalità.
In Auditorium si sono svolti i due appuntamenti di People for IMPACT, panel tematici su hospitality e temporary management. Nel panel “Hospitality senza personale?”, Laura Chiaia e Barbara Archesso di ENAIP Veneto hanno approfondito il mismatch nel settore turistico, tra inverno demografico, aspettative delle nuove generazioni e progetti di formazione internazionale.
Subito dopo, Roberto La Caria di Valtus ha spiegato come il Temporary Management non sia un semplice cerotto d’emergenza, ma una leva strategica per traghettare le PMI attraverso passaggi generazionali e trasformazioni complesse.
In contemporanea, nelle sale College i partecipanti a IMPACT2030 hanno potuto partecipare a 8 diversi workshop pratici insieme a Bulldozer, 360 welfare, PRAXI, Solidarietà Veneto, Mosaico eLearning, Percinque, Sygmund e il campione paralimpico Daniele Cassioli.
Durante l’intera giornata il centro nevralgico del networking è stato l’IMPACT HUB: uno spazio dove scoprire strumenti innovativi per le risorse umane e testare demo tecnologiche grazie ai numerosi desk di Eteris, Fluente Languages, GoodHabitz, Softworks, 360Welfare, Motorclass e Mosaico eLearning, ma anche un luogo dove sfogliare e acquistare un libro grazie a Egea o bere un caffè grazie a Nims – Gruppo Lavazza.