AI per la formazione dei dipendenti: come l’intelligenza artificiale cambia l’apprendimento in azienda

(foto Shutterstock)

L’Intelligenza Artificiale cambia i processi aziendali e richiede di sviluppare nuovi tipi di competenze

Con lo sviluppo di nuovi strumenti algoritmici diventa fondamentale fare una riflessione sulle competenze necessarie per lavorare in questo nuovo contesto in costante cambiamento. La vera sfida non è più rappresentata dall’apprendimento di un nuovo tool: serve sviluppare un metodo di lavoro capace di integrare sperimentazione, analisi critica e apprendimento continuo.

Con questo articolo inauguriamo uno speciale dedicato a intelligenza artificiale, lavoro e innovazione e approfondiamo quali sono e come acquisire le competenze che consentono di operare con l’AI in modo efficace ed efficiente.

Nuovi strumenti AI e formazione: stato dell’arte

I dati dell’Osservatorio italiano sull’adozione dell’AI mettono in luce come la maggior parte delle aziende siano ferme in tema di intelligenza artificiale.

Il 52% del campione analizzato, pur dimostrando curiosità nei confronti del nuovo strumento, non lo utilizza in modo organico all’interno del flusso di lavoro, contro il 29% che ha già integrato l’AI nel lavoro quotidiano, dimostrando maturità organizzativa.

Altro dato significativo è quello che riguarda le competenze del personale: secondo una ricerca condotta da Fairflai oltre il 60% delle aziende afferma di aver dedicato meno di 4 ore totali alla formazione dei dipendenti sui nuovi strumenti algoritmici.

Come l’innovazione cambia le competenze

Fino a pochi anni fa, sviluppare competenze tecnologiche era un processo lineare e consentiva un guadagno a lungo termine. In passato, imparare a utilizzare un software riconosciuto dal mercato come “standard” significava acquisire competenze destinate a durare nel tempo: le ore investite in formazione venivano quindi ampiamente ripagate. 

L’AI, però, velocizza l’innovazione e rompe questo equilibrio: lo strumento che oggi ci appare come indispensabile può cadere in obsolescenza nel giro di pochi mesi.

Quello che deve cambiare dunque è l’approccio alla formazione, che non deve limitarsi all’insegnamento dell’uso di uno strumento specifico ma deve diventare un momento didattico strategico.

Se la tecnologia cambia rapidamente, ma i principi che ne stanno alla base no, allora risultano centrali in questo senso le capacità di riconoscere e formulare i problemi, valutare in maniera critica i risultati, comprendere a fondo i processi, ossia tutte quelle competenze alla base di un metodo di lavoro adattabile e trasferibile.

Formazione AI: da processo lineare a iterativo

Se le competenze tecniche sul singolo tool rischiano di diventare obsolete rapidamente, allora è fondamentale che la formazione sposti il focus sull’apprendimento di un metodo.

Lo scopo non è diventare utilizzatori dell’intelligenza artificiale, ma supervisori di quel processo che sfrutta l’AI per ottenere dei risultati efficienti ed efficaci.

Come osservato da Luigi Riva in un articolo “Come l’IA cambia le competenze richieste e la formazione dei futuri professionisti” pubblicato su Il Sole 24 Ore, l’intelligenza artificiale non sta cambiando solo gli strumenti con cui lavoriamo, ma anche il modo in cui le competenze vengono costruite. Automatizzando attività operative che prima richiedevano tempo, tentativi ed errori, l’AI rischia di comprimere quella “gavetta” attraverso cui le persone imparavano metodo, senso critico e capacità di valutazione. 

Per questo, la formazione dei dipendenti non può limitarsi all’insegnamento dei tool: deve concentrarsi soprattutto sullo sviluppo di competenze umane, capacità di giudizio, pensiero strategico e apprendimento continuo.

Il processo di apprendimento, che un tempo era lineare, diventa quindi iterativo.

Sapere in che modo funziona lo strumento non è più sufficiente per stare al passo con l’obsolescenza tecnologica, bisogna capire perché funziona e a quali condizioni.

Formazione ai aziendale: individuale o collettiva?

Secondo i dati dell’Osservatorio nazionale sull’Intelligenza Artificiale nel mondo del lavoro, l’uso dell’AI è aumentato a livello individuale, ma non a livello aziendale. Nello specifico, contro l’83% dei rispondenti che afferma di utilizzare questi strumenti in maniera individuale, solo il 17% li impiega in modo collaborativo e condiviso.

Eppure, in questo nuovo modo di pensare il processo di formazione, appare chiaro che l’AI migliora quando le competenze individuali entrano in dialogo tra di loro e le informazioni raccolte tramite esperienza vengono scambiate tra più individui.

Se è vero che l’apprendimento passa attraverso la pratica, formulando ipotesi, testando soluzioni, confrontando alternative e misurando esiti, allora partecipare alla conversazione è fondamentale per alimentare la conoscenza collettiva e affinare le competenze.

Condividere gli approcci sperimentati e gli errori riscontrati genera un pattern funzionale, capace di portare a risultati migliori.

AI per la formazione dei dipendenti: un alleato per la tua azienda

La formazione AI può diventare uno strumento di sostegno all’interno delle aziende, ma bisogna utilizzarla nel modo corretto.

Cambiare l’approccio è fondamentale per incentivare il personale a un uso ragionato di questi nuovi tool tecnologici: non un mero apprendimento del software, ma lo sviluppo di un metodo di lavoro replicabile.

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