Apprendimento intenzionale, fondamentale soft skill

Apprendimento intenzionale: la più fondamentale tra le soft skill

Intentional learning

(Foto: Shutterstock)

Secondo i consulenti di McKinsey&Company l'apprendimento stesso è un'abilità. Imparare a svilupparla può offrire un vantaggio nella vita personale e professionale

L’apprendimento stesso è una soft skill, ed è forse la più fondamentale di tutte. Così suggerisce McKinsey&Company, multinazionale di consulenza strategica, in un approfondimento sul tema. In particolare, i consulenti della società statunitense parlano di “intentional learning”. L’espressione definisce l’imparare in modo motivato e “intenzionale”, che in questo caso significa “non incidentale”. 

La formazione e l’aggiornamento continui: una necessità anche prima del Covid-19

Anche prima del Covid-19 era emersa con forza la necessità di aggiornamento continuo, tanto per i dipendenti quanto per i dirigenti. La pandemia ha solo aumentato l’urgenza di sviluppare nuove competenze, sia per stare al passo con il rapido cambiamento, sia per gestire le nuove modalità di lavoro. Anche in questo contesto, tuttavia, molte aziende faticano a raggiungere i loro obiettivi di reskilling e molte persone faticano a imparare competenze nuove in modo efficace. Una causa di fondo, secondo McKinsey, sta nel fatto che pochi adulti hanno l’attitudine mentale all’apprendimento continuo. L’apprendimento stesso è un’abilità e svilupparla è un fattore fondamentale per il successo professionale a lungo termine. 

L’apprendimento è più efficace se “intenzionale”

Posto che la formazione non avviene solo sui banchi di scuola, quindi secondo McKinsey a fare la differenza è la disposizione mentale con cui ci si approccia alle novità.  Le esperienze e le interazioni quotidiane offrono enormi opportunità di apprendimento, ma solo lo studente “intenzionale” sa cogliere a pieno le occasioni, appagando il proprio bisogno di imparare. Pur vivendo gli stessi momenti quotidiani che chiunque altro potrebbe vivere, infatti, lo studente intenzionale ottiene di più perché ogni cosa, ogni esperienza, conversazione, incontro e consegna, porta con sé un’opportunità di sviluppo e crescita.

Come imparare in modalità intentional learning

Contrariamente a come si potrebbe pensare, questo approccio mentale non è (solo) innato: c’è molto da imparare e ci sono anche accorgimenti che chiunque può adottare. Ecco alcuni dei suggerimenti di McKinsey

Passare al growth mindset. Secondo gli psicologi, si può avere una mentalità “fixed”, convincendosi che talenti e abilità siano risorse limitate o fisse, oppure una mentalità “growth”, che al contrario apre a prospettive di crescita, espansione, evoluzione. La mentalità growth libera dall’aspettativa di essere perfetto, perché punta al miglioramento. 

Coltivare la curiosità. La curiosità, motore dell’apprendimento intenzionale, può essere coltivata anche in chi non si considera naturalmente curioso. La curiosità è consapevolezza, apertura alle idee e capacità di creare connessioni.

Esercizio, esercizio e ancora esercizio. Una mentalità di crescita e una curiosità attiva sono il carburante dell’apprendimento intenzionale. Ma è anche importante dirigere le energie in modo efficace. Cinque best practice aiutano gli studenti intenzionali a ottenere il massimo dalle loro esperienze: stabilire obiettivi, riservare del tempo per l’apprendimento, cercare attivamente feedback, riflettere per valutare se stessi e determinare i propri progressi.

 

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