Indagine “Salary guide 2019”, il benessere del dipendente in primo piano

(foto Adobe Stock)

Cresce l'attenzione delle aziende italiane per welfare, flessibilità e smart working

Nelle imprese italiane c’è una crescente attenzione verso il benessere e la qualità della vita dei dipendenti. È questo il trend forte, che emerge da “Salary Guide 2019, l’indagine condotta annualmente da Hays, società di recruitment specializzato, su un panel di 160 aziende e oltre 500 professionisti, sull’andamento del mercato del lavoro in Italia.

I TEMI SIGNIFICATIVI

I focus emersi riguardano i temi di welfare aziendale, orari di lavoro flessibili e smart working. Seguiti da social recruiting e retribuzione.

SEGNALI POSITIVI E AREE DI MIGLIORAMENTO

«Rispetto a un anno fa, nei settori che abbiamo analizzato (banking, engineering, finance, IT, insurance, life, science, oil & gas, sales & marketing) – secondo Carlos Manuel Soave, managing director di Hays Italia  – si registrano tanti segnali positivi: dalle politiche retributive al social recruiting, dalla flessibilità lavorativa ai programmi di welfare aziendale. Tuttavia in altri ambiti c’è ancora molta strada da fare, ad esempio, sul wellbeing, o politiche per il benessere dei dipendenti, non ci siamo ancora. Così come sul discretionary time off, ovvero la possibilità di assentarsi o prendere le ferie senza richiedere l’autorizzazione formale, siamo solo all’inizio».

WELFARE AZIENDALE

In Italia il 50% delle aziende ha già attivato dei programmi di welfare aziendale, mentre l’altra metà (49%) è orientata a introdurli in futuro. I servizi verso i quali ci si orienta maggiormente sono “medicina e salute” (70%), “previdenza integrativa” (44%), “cultura e tempo libero” (41%) e “servizi per la famiglia” (31%).
Per quanto riguarda i bonus economici, oltre il 95% delle aziende ritiene che siano uno strumento importante per la soddisfazione del personale e l’80% li eroga ai dipendenti.
Il 71% offre anche benefit, tra cui cellulare (92%), auto aziendale (83%), assicurazione sanitaria integrativa (53%) e convenzioni con società di servizi (30%).

FLESSIBILITÀ E SMART WORKING

Politiche di flessibilità e smart working sono diffuse nel 61% delle imprese. Nell’85% dei casi è possibile usufruire di orari di lavoro flessibili e nel 55% praticare lo smart working. Tipologia di lavoro, cosiddetto ‘agile’, che permette al lavoratore di ridurre tempi e costi del tragitto casa-lavoro (51%), di avere maggiore autonomia organizzativa (47%) e di raggiungere un migliore equilibrio tra lavoro e famiglia (32%).
Per il datore di lavoro, lo smart working porta una riduzione dei costi di gestione degli uffici e un aumento di produttività.

RECRUITING

Nell’ambito della selezione del personale, per il 36% delle aziende la situazione è stabile, per il 28% in miglioramento e per il 30% difficile. Nel 2019 il 71% delle aziende manterrà stabile il livello d’investimento nelle risorse umane, mentre solo un 18% apporterà degli aumenti. Niente novità quindi per chi è in cerca di lavoro. 

In questo contesto il social recruiting offre alle aziende uno strumento efficace per avere una valutazione più completa del candidato (90%), lasciando trapelare anche l’aspetto psicologico, accertare eventuali attitudini professionali (40%) e avere informazioni sulla sua rete di contatti (13%).

Per quanto riguarda le figure ricercate, la selezione si focalizza su profili tecnici o di middle management (71%), con breve esperienza professionale (48%), tirocinanti e apprendisti (35%). Più bassa invece la richiesta di profili top management (13%).

RETRIBUZIONE

Segnali positivi nell’area retributiva. Più della metà dei professionisti ha ricevuto un aumento di stipendio rispetto alla precedente occupazione oppure ritiene il suo trattamento salariale adeguato al ruolo ricoperto.

I MOTIVI PRINCIPALI CHE SPINGONO A CAMBIARE LAVORO

Nell’indagine di Hays vengono analizzati anche i motivi che spingono i lavoratori a cambiare lavoro (82%). ll tema più sentito è la ricerca di maggiore soddisfazione personale (59%), seguito dall’obiettivo di avere uno stipendio migliore e prospettive di crescita (54%); la possibilità di seguire progetti più interessanti (20%), l’insoddisfazione con il datore di lavoro (17%) e il desiderio di avere maggiori benefit (10%).

È chiaro quindi come la maggior parte dei lavoratori desideri essere impiegato in aziende attente ai bisogni dei dipendenti, in cui avere una buona qualità di vita e un buon livello di soddisfazione. Dal canto loro, nell’applicare politiche che generino una condizione di benessere e gratificazione nelle risorse, le imprese possono trarre molti vantaggi, fidelizzando i talenti e guadagnandone in produttività.
La strada è ancora lunga, ma la direzione verso la quale sta andando l’occupazione sembra già chiara. 

 

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