Il Manifesto di Ambrosetti per favorire l’empowerment femminile

img 1: “Manifesto sull’empowerment femminile”

(foto Ambrosetti Club)

10 regole da seguire per valorizzare e far crescere l’empowerment delle donne nel mondo del lavoro. Il decalogo di Ambrosetti

La parità di genere è una necessità, e il primo ambito dove si manifesta più apertamente è quello lavorativo. A supporto della gender equality arriva l’empowerment femminile, quel processo che consente alle donne di individuare i propri talenti, e acquisire forza e fiducia sia nella quotidianità sia nel loro lavoro.

L’occupazione femminile è in calo  

Nel 2020 l’Italia avrebbe dovuto raggiungere gli obiettivi previsti dalla Strategia Europa per la Parità di Genere, con l’innalzamento del tasso di occupazione al 67% e l’incremento in numeri del lavoro femminile. In un contesto generale già critico, la pandemia ha complicato ulteriormente le cose, rallentando ancora di più la crescita dell’occupazione femminile non solo in Italia, ma in tutta Europa. 

Tra aprile e settembre 2020, l’Italia ha registrato una perdita di lavoratrici doppia rispetto alla media europea. Rispetto al calo del 4,1% delle lavoratrici italiane tra i 15 e 64 anni (402 mila in meno), in Europa il numero delle occupate nella stessa fascia d’età è diminuito del 2,1%. Dopo la Spagna, il nostro è il Paese che segna la contrazione più elevata nell’occupazione femminile

Ambrosetti dedica un manifesto all’empowerment femminile

La società di consulenza Ambrosetti Club, attiva da oltre 50 anni grazie al supporto di 280 professionisti esperti, ha elaborato un’analisi degli ostacoli che impediscono e penalizzano l’empowerment femminile nei paesi G20

Il Business Advisory Board, il comitato consultivo individuato da Ambrosetti, mette in evidenza i tre punti principali del processo da mettere in atto per favorire l’empowerment delle donne.

  • analisi della partecipazione femminile all’economia e degli ostacoli culturali e sociali che impediscono l’empowerment femminile nei Paesi G20, anche identificando le principali best-practice di Paesi e aziende;
  • elaborazione degli scenari e quantificazioni economiche per un’equa partecipazione delle donne all’economia nei Paesi G20;
  • elaborazione delle direttive guida per indirizzare gli interventi futuri dei Paesi G20, in modo da raggiungere la parità di genere nella società e nell’economia.

Il Manifesto di Ambrosetti per l’empowerment femminile

Ambrosetti Club ha redatto un Manifesto, firmato dai suoi membri, che espone 10 principi guida per promuovere l’empowerment delle donne:

  • Senza una visione non c’è futuro: definire una visione a 360° per il raggiungimento dell’empowerment femminile formulando un piano strategico di lungo periodo, che possa improntare un cambio di rotta permanente verso il raggiungimento della parità di genere.
  • Senza una corretta lettura del fenomeno non può esserci uguaglianza di genere: migliorare la raccolta pubblica e privata di dati sulla parità di genere, misurare gli impatti e monitorare i progressi per colmare i gap di dati e la scarsità di analisi di genere.
  • Superare gli stereotipi di genere: incoraggiare un cambiamento culturale attraverso la promozione di nuovi modelli di riferimento maschili e femminili che vadano al di là dei persistenti stereotipi di genere che impattano uomini e donne nelle società e sul posto di lavoro, anche attraverso i media
  • Se lo puoi immaginare, lo puoi fare: cambiare la percezione del ruolo della donna nell’economia e nella società, a partire dall’educazione di primo grado, promuovendo un linguaggio inclusivo e gender-neutral, per modificare gli stereotipi di genere tradizionali.
  • L’educazione è fondamentale: rimuovere gli ostacoli che impediscono la parità di accesso all’educazione e alla formazione permanente a tutte le donne, e intraprendere iniziative volte a promuovere l’alfabetizzazione economica e finanziaria.
  • Camminare fianco a fianco: introdurre target ispirazionali per la rappresentazione femminile in politica, definire un rapporto minimo uomo-donna nelle politiche di assunzione, e aumentare la partecipazione delle donne alle posizioni manageriali per incrementare la rappresentazione femminile nella sfera pubblica e privata.
  • Investire nelle generazioni future: introdurre iniziative per supportare e gestire la genitorialità, e per bilanciare le attività di cura tra uomini e donne per le generazioni future.
  • L’accesso al capitale è fondamentale per l’indipendenza delle donne: implementare programmi di finanziamento specifici, con un accesso preferenziale per le donne, e creare strumenti finanziari volti a incoraggiare l’imprenditorialità femminile e l’accesso paritario al capitale, così da coltivare l’indipendenza finanziaria delle donne.
  • Il salario equo non ha genere: chiudere il divario salariale di genere, promuovendo la trasparenza nel settore privato, e istituendo una strategia nazionale comprensiva di target ispirazionali da raggiungere e azioni da intraprendere.
  • Tolleranza zero verso la violenza: promuovere una cultura di “tolleranza zero” nei confronti della violenza, attraverso la definizione di un Piano di lungo periodo, per prevenire la violenza di genere e per supportare le aziende private nell’introduzione di iniziative volte a individuare e combattere la violenza, e offrire supporto alle vittime.

 

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