Ricerca del lavoro: media e automotive i settori più gettonati

Lavori più attrattivi

(Foto: Shutterstock)

Lo studio di Randstad rivela i settori più appetibili, ma anche la tendenza fra i giovani a puntare molto su benessere aziendale e work life balance, con un occhio di riguardo alla reputazione dell’azienda

Lo studio sull’employer brand di Randstad ha coinvolto 190 mila dipendenti di 6.493 imprese, dislocate in 34 paesi. Di questi, 6.581 sono italiani. Per quanto riguarda i settori più desiderati da chi cerca lavoro, troviamo ai primi posti media, automotive e logistica. L’analisi rivela poi la tendenza sempre più marcata, specialmente nei giovani, a privilegiare il benessere rispetto alla sicurezza, a considerare i rapporti umani un tassello fondamentale della vita lavorativa, ad escludere le aziende di cui non apprezzano la reputazione. Anche di fronte ad uno stipendio allettante.

Benessere aziendale al primo posto

L’indagine di mette in luce una tendenza già emersa negli ultimi anni: i giovani talenti chiedono misure di conciliazione casa-lavoro, un clima aziendale sereno e produttivo, attenzione alla salute e alla sicurezza. Ma anche relazioni sane e piacevoli con i colleghi, che sono una parte inscindibile dell’ambiente di lavoro. In particolare, un buon work life balance, richiesto dal 66% del campione italiano, è al primo posto tra i fattori più ricercati in un’azienda. A seguire troviamo l‘atmosfera piacevole (64%) e la retribuzione/benefit (62%). La visibilità del percorso di carriera scivola al quarto posto (54%) e ancora più in basso la solidità finanziaria (51%). In altre parole il posto fisso, stella polare dei baby boomers, è lentamente scivolato in fondo alle priorità delle generazioni più giovani.

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Media, automotive e logistica sono i settori più attrattivi nella ricerca del lavoro

Se andiamo a vedere l’attrattività dei diversi settori, al primo posto ci sono i media, citati dal 64% dei lavoratori, al secondo l’automotive con il 63%, al terzo la logistica con il 58%, a pari merito con beni di largo consumo e aeronautica. Ma più ancora del settore conta la reputazione aziendale: il 50% degli intervistati, infatti, ha dichiarato che non lavorerebbe mai, neanche di fronte alla proposta di un aumento retributivo, per un datore di lavoro con una cattiva reputazione. Non solo: secondo l’osservatorio Randstad le imprese con un employer brand forte hanno tempi di assunzione due volte più veloci. E lo smart working? Il 39% di chi ha partecipato alla ricerca avrebbe piacere di continuare. Una fetta sicuramente importante, che tuttavia ci consegna il fatto che oltre la metà dei lavoratori continua a preferire l’ufficio.

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