Considi esporterà la cultura dell’industria 4.0 in Arabia Saudita

(nell’immagine il Kacst di Riyad)

Considi e il centro ricerche saudita Kacst creeranno la prima piattaforma industriale altamente tecnologica di moduli fotovoltaici inverter in Arabia Saudita

La società di consulenza direzionale Considi di Vicenza ha stretto una partnership con il centro ricerche governativo Kacst (King Abdulaziz City for Science and Technology), che ha sede a Ryad in Arabia Saudita

Grazie all’esperienza in innovazione e attraverso la collaborazione con la società controllata Mixa Consulting, Considi metterà in campo le sue competenze per supportare i sauditi nell’allestimento e nella gestione di una fabbrica altamente tecnologica, destinata alla produzione di moduli fotovoltaici inverter.
La struttura, ora in fase di costruzione, verrà avviata tra 6-9 mesi e dovrà diventare un riferimento nel manifatturiero locale, in fase di sviluppo.

Tramite l’intesa, le tre realtà lavoreranno insieme per costruire in Arabia Saudita piattaforme industriali e processi 4.0.

«Nella sua attività di consulenza alle aziende – ha raccontato Gianni Dal Pozzo, Ad di Considi, a Il Sole 24 Ore – Considi sta cercando di promuovere un approccio originale all’industry 4.0, che consiste nel porre al centro di questi processi il coinvolgimento delle persone, la loro creatività e la formazione di nuove competenze. Con le imprese del made in Italy stiamo percorrendo con successo questo cammino e il riconoscimento che ci arriva dalla partnership con il King Abdulaziz City for Science and Technology è, per noi, motivo di orgoglio e conferma che la via italiana all’industria 4.0 può essere valida ed esportata anche fuori dai nostri confini».

IL PROGETTO

La partnership avrà una durata pluriennale e si svilupperà sia attraverso l’allestimento di una linea di assemblaggio dove studiare e testare la digital transformation applicata ai processi produttivi, sia con la formazione di dirigenti e dipendenti dell’istituto sul “Toyota Production System” (precursore della “lean production”), un metodo strategico di organizzazione produttiva “efficace ed efficiente” che punta a “fare di più con meno”, a massimizzare la produzione, eliminando gli sprechi e tutto ciò che è superfluo, utilizzando le risorse disponibili nel modo più produttivo.

A seguire verrà creata una Kacst academy, ha spiegato Isidoro Perillo, Ad di Mixa, «che fungerà da ente certificatore in ottica lean e digital transformation direttamente sul territorio saudita, dove verranno formati a loro volta responsabili e dipendenti di altre aziende locali. La partnership ha il fine ultimo di creare un network di company saudite certificate, che condividano esperienza, know-how e benchmarking con le best practices europee. Infine, tra i 5 capability center in corso di realizzazione, stiamo collaborando alla creazione di quello dedicato a lavorazioni meccaniche e 3D printing».

IL CONTESTO

Lo scenario in cui si sviluppa il progetto è la “Saudi Vision 2030”, il piano di sviluppo approvato in Arabia Saudita nel 2016, che prevede riforme strutturali, privatizzazioni e sviluppo delle pmi, per diversificare l’economia, creare nuove opportunità di lavoro ed elevare la qualità della vita.

Nei prossimi dieci anni l’Arabia Saudita vuole attirare investimenti del settore privato per 1,6 trilioni di riyal (427 miliardi di dollari). Solo per il Kacst è previsto un fondo per l’innovazione pari a 1,5 miliardi di dollari.

Recentemente è stato nominato anche un ambasciatore per la quarta rivoluzione industriale, che dovrà verificare la buona riuscita del programma industry 4.0 del governo e facilitare la collaborazione pubblico-privato.
Entro il 2030 il governo vuole creare 450 mila posti di lavoro nel privato.

 

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