Far crescere le idee: requisiti di una startup innovativa

img 1: “Briefing di lavoro di una startup”

(foto Shutterstock)

Cosa fare per avviare e far crescere una startup. Le diverse forme di innovazione

L’avvio, e soprattutto lo sviluppo di una startup sono cose tutt’altro che semplici. Non basta avere un’idea valida e buona volontà: servono competenze e lungimiranza, concretezza e molta pazienza, per non rischiare di scontrarsi malamente con un mercato globale altamente competitivo.

Fondare un’impresa significa misurarsi con il mercato, e avere a che fare con investitori sempre più esperti ed esigenti. Una startup deve avere una visione chiara: non avrà paura nella raccolta dei capitali, perché i soldi per le buone idee e per i team affiatati ci sono sempre. Bisogna, però, sapersi dedicare senza sosta alla propria impresa, e non cercare facili scorciatoie.

Innovazione di prodotto ma anche di metodi

Una startup può essere considerata come un nuovo progetto imprenditoriale, che prevede una fase preparatoria in cui un team elabora un’idea e ne valuta la fattibilità. Sono 15.000 le start up innovative presenti in Italia. 

L’innovazione non è necessariamente limitata alla creazione di un nuovo prodotto: ciò può riguardare un primo tipo di start up innovative, ma esistono altre forme di innovazione che riguardano maggiormente il modo in cui si vende un prodotto

Ad esempio, individuando canali di distribuzione alternativi e più efficienti, e rendendo il prodotto più accessibile per ciò che riguarda i costi. Ma ‘innovazione’ può significare anche rivedere un processo di produzione, rendendolo più sostenibile.

Startup, strumenti giusti e team affiatato

Il Business model canvas è uno strumento  che aiuta un’idea imprenditoriale a prendere forma, e rientra nel panorama di tool che gli startupper hanno a disposizione oggi. 

Ma oltre a una buona idea, e a strumenti validi di cui servirsi, per non vanificare un progetto di startup è necessario che il team di lavoro sia davvero affiatato. A fare la differenza è la componente umana che, spesso proprio nella fase iniziale del percorso, rischia di essere messa duramente alla prova dallo stress che l’elaborazione del progetto comporta. 

Business angel e venture capital

Per la prima volta nel 2021, i finanziamenti alle giovanissime imprese sono arrivati al miliardo di euro. I primi finanziatori delle startup sono i ‘family and friends’, gruppi di persone molto vicini agli imprenditori che credono nel progetto e possono intervenire finanziariamente. 

L’investimento iniziale può essere fatto in proprio, ma la fase successiva necessita di finanziamenti più solidi. È qui che entrano in gioco business angel e venture capital, che decidono di scommettere su un determinato progetto. 

È importante che la startup sia ben consapevole del tipo di percorso che vuole intraprendere, considerando come prima tappa di investimento quella portata avanti dal business angel, per affidarsi poi ai venture capital in una fase più matura del progetto. 

Leggi anche:

‘Silvia Wang, Serenis: come avviare una start up di successo’

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