Golee, un tuffo nel futuro per le società sportive

FUTURO_Golee, un tuffo nel futuro per le società sportive
(Foto: https://www.facebook.com/goleeIT))

La startup innovativa offre software per digitalizzare tutti i processi dei club sportivi. Antonino Ceraolo, responsabile Affari Legali: «Puntiamo a 4000 club iscritti entro l’anno»

Golee, startup innovativa, nasce a Milano nel 2018, con l’obiettivo di digitalizzare le società sportive. Il team è composto da 18 persone tra dipendenti e collaboratori, tutti under 30: il più giovane ha appena 21 anni. Ad oggi Golee conta 1500 club iscritti, ma la società è pronta a pigiare sull’acceleratore e arrivare a 4000 entro l’anno. Ce lo racconta Antonino Ceraolo (classe 1991) membro del board e responsabile Affari Legali di Golee.

(In foto: il team di Golee)

Antonino, ci presenti Golee?

«Golee è una startup innovativa che ha lo scopo di digitalizzare l’intero ecosistema sportivo. Più nel dettaglio, offriamo un software gestionale utile a digitalizzare tutti i processi. C’è, ad esempio, la parte finanziaria, amministrativa, le scadenze da rispettare, le visite mediche, tutto. Per il momento lavoriamo con il calcio e, nello specifico, siamo partiti dalle società dilettantistiche. Ma puntiamo ad ampliare il servizio a tutto il mondo dello sport».

Quanti siete in azienda? Quali sono i programmi sul fronte risorse umane?

«Ad oggi, tra dipendenti e collaboratori, siamo 18. Una parte delle nostre persone, tra cui il sottoscritto, sono liberi professionisti con partita iva che hanno deciso di scommettere in questo progetto. E stanno facendo un grande lavoro: con il loro aiuto abbiamo già raggiunto grandi risultati, l’ultimo è un fundraising da 500 mila euro. Ora si spera che il Covid ci dia una mano, che smetta di assillarci. Il nostro obiettivo è quello di arrivare ad assumere tutti i ragazzi e prevediamo, in conformità con la legge di bilancio, di arrivare a stabilizzarne la maggior parte in tempi brevi».

Operativamente come siete organizzati? In questo momento lavorate da remoto?

«La sede è a Milano e, in questo momento, c’è ovviamente l’opportunità di lavorare da remoto. Non abbiamo dato direttive in tal senso, perché abbiamo anche lo spazio necessario per poter lavorare in ufficio nel rispetto del distanziamento. Abbiamo lasciato scegliere al nostro team, e 17 professionisti su 18 hanno preferito venire in ufficio. Si tratta, ribadisco, di una libera scelta, tanto più che per lavorare da casa non c’è bisogno di nessuna particolare strumentazione. Ma venire in ufficio è bello: siamo tutti under 30, io sono il secondo più vecchio e il più giovane è del 2000. Ci fa piacere stare insieme».

La Figc come ha accolto la vostra proposta?

«Dalla Figc (Federazione Italiana Gioco Calcio, ndr) abbiamo avuto un’ottima accoglienza, il nostro progetto è stato molto apprezzato. Il calcio italiano è centralizzato a Roma, ma poi operano i cosiddetti comitati regionali. La Federazione ci ha messi in contatto con i comitati interessati alla nostra piattaforma, così abbiamo sviluppato funzionalità per interagire in maniera più semplice con i club di provincia. I comitati con cui lavoriamo di più sono in Lombardia e Piemonte, l’obiettivo del 2021 è quello di espanderci su scala nazionale. Per il momento stiamo avendo un ottimo riscontro, in particolare grazie ad alcuni tool che migliorano le comunicazioni tra club ed istituzioni sportive. Il Covid ha impattato in maniera pesante sui flussi di cassa, ma è stato anche una forte spinta per l’espansione. Non potendosi recare nei campi, servivano strumenti digitali e la nostra piattaforma è stata molto importante».

Anche da parte dei tecnici e dei professionisti più anziani?

«A volte l’inizio è stato un po’ complicato. Però con il tempo ci è stata data grande fiducia da parte di allenatori, preparatori atletici e dei dirigenti stessi per quanto riguarda l’area finanziaria e amministrativa. Pian piano siamo riusciti a “conquistare i loro cuori”: la nostra piattaforma viene usata a 360 gradi ed abbiamo ricevuto tanti feedback positivi. Siamo partiti dal calcio, che è lo sport più popolare d’Italia, ma speriamo di espanderci a tutto campo».

Quali, intanto, gli obiettivo del 2021?

«Ad oggi abbiamo 1500 club iscritti, puntiamo ad arrivare a 4/5mila entro dicembre. E poi negli anni a venire vorremmo raggiungere tutti gli altri sport».

 

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