Il bonus turismo è stato confermato fino a settembre 2026: agevolazioni fiscali per chi lavora in turismo, ristorazione e somministrazione
Il Governo ha confermato anche per quest’anno il cosiddetto bonus turismo che potremmo definire come un metodo per rendere la busta paga un po’ più “leggera” dal punto di vista fiscale.
Scopriamo insieme in questo articolo cos’è il bonus turismo.
In parole semplici, non parliamo di un voucher vacanze per i cittadini, ma di un vero e proprio bonus per gli operatori del turismo che agisce sulla parte fiscale della loro busta paga.
In sostanza, il bonus turismo è un trattamento integrativo speciale che premia i sacrifici lavorativi fatti durante i giorni di festa o nelle ore notturne. Detta in modo ancora più semplice: il bonus lavoratori del turismo prevede che tu abbia un vantaggio fiscale in base alle ore lavorate durante i giorni festivi oppure nelle fasce notturne.
Ai telegiornali potremmo averlo sentito spesso definire bonus draghi turismo per via della sua prima introduzione, ma a parte questo vale la pena ricordare che la misura è nata per dare un sostegno concreto ai lavoratori del turismo.
Ti stai ancora chiedendo come funziona il bonus turismo? È molto tecnico ma vantaggioso: si tratta di una somma che non concorre a formare il reddito imponibile, pagata direttamente in busta paga secondo una percentuale fissa stabilita dalla legge.
Ora che abbiamo visto alcuni elementi che ci aiutano a capire come funziona il bonus turismo, entriamo nel vivo delle novità per quest’anno.
Il passaggio dal bonus turismo 2025 al bonus turismo 2026 porta con sé un’ottima notizia: la tanto attesa proroga del bonus turismo.
Il Governo, consapevole delle difficoltà nel trovare personale nel settore, ha deciso di estendere la misura a tutto il 2026. A differenza del passato, il bonus turismo 2025 e 2026 non deve essere confuso con un’altra novità introdotta dalla Legge di bilancio 2026 che potrebbe sembrare identica, ovvero l’agevolazione prevista per straordinari, lavoro notturno e festivo.
Quest’ultima novità, infatti, è disciplinata dai commi 10 e 11 della Manovra, mentre il bonus turismo di cui stiamo parlando è regolato dal comma 18.
Come possiamo leggere nella Finanziaria del 2026, infatti, l’agevolazione dei commi 11 e 12 non può essere applicata ai settori di somministrazione di alimenti e bevande e nel turismo o stabilimenti termali.
Per poter beneficiare di questo “extra” a fine mese non devi necessariamente lavorare in un hotel o in un ristorante. Ci sono dei paletti precisi stabiliti dalla normativa.
Vediamo quindi i requisiti da rispettare:
La Manovra prevede che questo bonus sia pari al 15% delle retribuzioni lorde pagate per lavoro notturno e per lo straordinario festivo.
Come faccio a capire cosa è o non è lavoro straordinario festivo e lavoro notturno? Per rispondere a questa domanda bisogna sempre fare riferimento a come il CCNL disciplina questi aspetti e le varie regole previste al riguardo.
Attenzione: per espressa previsione di legge, la somma è pagata nel periodo dal 1° gennaio al 30 settembre 2026 e non è considerata per la formazione del reddito.
Se ci sono tutti i requisiti previsti, è “rimborsata” direttamente dal Fisco in busta paga, quindi incide direttamente sul tuo netto.
Se lavori nei settori che abbiamo elencato e vuoi ottenere questa somma dovrai presentare richiesta al tuo datore di lavoro.
Se vuoi sapere come richiedere il bonus turismo, la procedura è piuttosto snella. Dovrai presentare all’azienda per cui lavori una dichiarazione in cui assicuri di non aver superato il limite di reddito di 40.000 € nell’anno precedente.
Una volta consegnato questo documento, il datore di lavoro provvederà a inserire il credito direttamente nella busta paga mensile di riferimento.
Come sempre, è bene ricordare che capire come richiedere bonus turismo è fondamentale per non perdere questa opportunità, poiché il sostituto d’imposta non può agire in automatico senza la tua dichiarazione scritta.
Se hai dubbi sulla compilazione del modulo o se il tuo reddito dell’anno scorso è al limite, noi consigliamo sempre di fare un passaggio veloce dal tuo consulente di fiducia o al CAF.
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