La banca ore solidale. Cos’è: un caso per spiegarlo

(foto TreCuori)

In provincia di Lecco i lavoratori hanno donato l’equivalente di un’ora di lavoro a favore di un fondo comune per l’assistenza delle persone in difficoltà a causa della pandemia

Un progetto di solidarietà diffusa

Lavoratori, aziende, realtà del Terzo Settore si sono unite per aiutare i soggetti maggiormente colpiti dalla crisi economica provocata dalla pandemia: i disoccupati e i lavoratori autonomi. Dalla provincia di Lecco arriva il “Patto territoriale per la promozione di iniziative e interventi di contrasto agli effetti della crisi occupazionale a seguito dell’emergenza pandemica – Fondo Aiutiamoci nel Lavoro”.

Si tratta di un progetto di solidarietà collettiva e trasversale, con cui un intero territorio fa fronte comune per aiutare i lavoratori più in difficoltà. Partecipano a questo progetto tutti i soggetti del mondo produttivo e dei servizi: i lavoratori, le aziende (di qualsiasi dimensione), i sindacati e le rappresentanze delle aziende, le realtà del mondo associazionistico, culturale (Fondazioni, associazioni, ecc) e professionale. 

Aiuti per i disoccupati e i lavoratori autonomi

In base al regolamento del fondo, posso accedere a queste misure di aiuto sia i lavoratori autonomi, sia i lavoratori subordinati, con un valore Isee uguale o inferiore a 25.000 euro. In entrambi i casi, la situazione di difficoltà deve essere collegata alla pandemia. Più nel dettaglio, possono richiedere l’intervento del fondo:

  • lavoratori disoccupati a seguito di licenziamento e/o di scadenza del contratto a termine, di apprendistato, in somministrazione, a chiamata o di dimissioni per giusta causa, per effetti causati dalla crisi emergenziale;
  • lavoratori autonomi che hanno cessato la partita Iva o avuto una significativa riduzione del reddito a causa della crisi economica derivante dalla pandemia

Come vengono raccolti i fondi?

Il progetto prevede la costituzione di un fondo per poter aiutare economicamente i soggetti svantaggiati.

I fondi vengono raccolti attraverso le donazioni dei privati e delle associazioni. Anche i lavoratori sono i protagonisti di questa operazione di solidarietà collettiva: possono donare l’equivalente di un’ora di retribuzione a favore di questo progetto. Aderendo al progetto, l’importo viene trattenuto in busta paga e il sindacato a cui sono iscritti è autorizzato a devolvere tale importo a favore di questa iniziativa. A poche settimane dall’inizio del progetto è stato raccolto più di 1 milione e mezzo di euro.

Con le risorse così raccolte, il fondo acquista generi alimentari o servizi alla persona da donare ai soggetti richiedenti; il fondo, inoltre, può sostenere i costi per le spese scolastiche e per il trasporto e i costi per i canoni di affitto.

La misura massima pro-capite è di 1.400 euro.

Un Patto unico in Italia

All’iniziativa partecipano anche realtà di rilievo nazionale e internazionale, tra cui Moto Guzzi, Conad, Esselunga. Soddisfazione da parte delle Istituzioni: secondo il Prefetto di Lecco, a cui spetta la supervisione dell’intero progetto, «Questo Patto è unico, non c’è un’altra cosa simile in Italia».

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