ISEE: che cos’è e come funziona

Donna lavora alla scrivania con calcolatrice

(foto Shutterstock)

Come si richiede l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente e quali redditi e patrimoni prende in considerazione

Cosa significa ISEE?

ISEE è l’acronimo di Indicatore della Situazione Economica Equivalente. È un metodo per calcolare, valutare e confrontare la situazione economica di una famiglia.  L’ISEE è spesso necessario quando si richiede una prestazione sociale o previdenziale agevolata (ad esempio il pagamento di buoni mensa, rette d’asilo, tasse scolastiche e universitarie) il reddito di cittadinanza o di emergenza, l’assegno unico per i figli, e tante altre agevolazioni. Per questo è importante sapere come funziona, come opera e come farne richiesta.

L’ISEE considera il patrimonio e non solo il reddito

Come si ricava dalla stessa definizione, l’ISEE è un indicatore economico ed equivalente. È un indicatore economico perché considera la situazione economica della famiglia. Non si limita al solo reddito percepito, ma prende in considerazione la situazione economica, e dunque anche il patrimonio immobiliare e mobiliare della famiglia. Ciò significa che, ai fini dell’ISEE, sono importanti non solo i redditi da lavoro (o da impresa), ma anche i depositi nei conti correnti, l’eventuale casa di proprietà e gli investimenti. Allo stesso tempo, vengono considerate alcune detrazioni, come ad esempio l’affitto ed eventuali familiari a carico.

Attenzione: salvo specifiche deroghe, l’ISEE considera il reddito e il patrimonio prodotto o posseduto nel secondo anno precedente la richiesta. Ad esempio, nel 2021 si considerano i redditi e il patrimonio goduti nell’anno 2019; nel 2022 quelli del 2020.

Il patrimonio è parametrato con una scala di equivalenza

“Equivalente” significa che la somma di tutti i redditi e beni, indicati nel paragrafo precedente, è riproporzionato secondo un moltiplicatore, in base al numero dei componenti del nucleo familiare. La ragione è molto semplice: lo stesso patrimonio non è uguale se posseduto da una famiglia di 2 persone o da una persona di tre persone.
Il moltiplicatore opera con questi indici: 1,00 per una persona; 1,57 per 2 persone; 2,04 per 3 persone; 2,46 per 4 persone;  2,85 per 5 persone. Sono previste alcune maggiorazioni per casi specifici, ad esempio 0,35 per ogni ulteriore componente, 0,5 per ogni componente con disabilità media, grave o non autosufficiente.

Come si richiede l’ISEE e che documentazione serve?

Per ottenere il calcolo e la certificazione Isee è necessario compilare la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU), un documento che contiene i dati anagrafici, reddituali e patrimoniali del nucleo familiare. Alcuni dati sono già in possesso dell’Agenzia delle Entrate (il reddito complessivo) e dall’Inps (trattamenti assistenziali e previdenziali), altri invece sono da autocertificare (ad esempio il costo dell’affitto, la giacenza media nel conto corrente, la titolarità di azioni, i dati del patrimonio immobiliare).

La modalità di trasmissione: ISEE online e ISEE precompilato

Per trasmettere la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) e per ottenere la certificazione ISEE si possono utilizzare i seguenti canali:

  • INPS: compilazione online, direttamente dall’interessato, utilizzando il servizio dell’INPS;
  • CAF: la DSU può essere compilata e trasmessa attraverso i servizi dei CAF, che prestano assistenza gratuita ai cittadini sulla base di una convenzione stipulata con INPS;
  • ISEE precompilato: dal 2020 la normativa ISEE introduce la DSU precompilata, caratterizzata dalla presenza di dati precompilati forniti dall’Agenzia delle Entrate e da INPS, a cui vanno aggiunti quelli autodichiarati da parte del cittadino. Il servizio è disponibile in via sperimentale sul sito dell’INPS.
    Il cittadino può accedere al servizio direttamente o tramite i CAF, conferendo apposita delega.

L’ISEE ha validità fino al 31 dicembre dell’anno in cui è stato rilasciato.

 

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