Fila Solutions: investire nella formazione anche dei familiari

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(in foto: Francesco Pettenon, CEO di Fila Solutions)

A parlarne con noi è Francesco Pettenon CEO di Fila Solutions, che ha messo a punto un programma di formazione per il personale esteso anche ai familiari

«Investire nella formazione del nostro personale è sempre stato nel nostro DNA». A parlarne con noi è Francesco Pettenon, CEO di Fila Solutions. L’azienda, nata nel ’43, opera nel settore della protezione e detergenza delle superfici, con stabilimento produttivo in Veneto. Ma l’anima dell’impresa, divenuta attraverso tre generazioni un punto di riferimento per il settore, è internazionale. L’azienda, infatti, opera in 80 mercati e ha filiali commerciali in Germania, Francia, Spagna, Regno Unito, USA ed Emirati Arabi.

La formazione per noi è una priorità

«Quando a guidare l’azienda c’era mio padre – racconta Pettenon – l’attenzione alla formazione era già fortemente sentita, nella consapevolezza di dover guidare ogni giorno le persone attraverso stimoli continui. Abbracciamo da anni questa filosofia organizzativa: far crescere gli individui all’interno di un’organizzazione che guarda anche ad altri mercati fuori dall’Italia, senza perdere di vista il contesto territoriale di riferimento. Ogni anno in sola formazione spendiamo circa 250 mila euro per i nostri 105 dipendenti della sede principale italiana e delle nostre consociate».                                                                  

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Dott. Pettenon, come interpreta per la sua azienda queste sfide?

«Il sapere delle persone deve essere coltivato e arricchito. Questo principio, presente tra i nostri valori e nostro fattore identitario, si traduce nel desiderio di avere all’interno dell’azienda persone formate e consapevoli del proprio valore. È uno strumento indispensabile per affrontare le complessità che oggi il lavoro richiede a tutti i livelli. Le aziende che temono di investire nella formazione, perché temono che il valore investito possa poi disperdersi e uscire dall’azienda, sono poco lungimiranti».

Quindi la formazione per voi è una sfida organizzativa prima che individuale?

«Certamente, se si abituano le persone a superare le sfide e le complessità del lavoro di oggi con gli strumenti giusti, il desiderio di crescita individuale e il desiderio di “alzare l’asticella” diviene parte del bagaglio individuale di conoscenze e di esperienze e questo si traduce in opportunità per tutti. In questo modo le persone, invece di cercare altre occasioni all’esterno dell’azienda, possono coltivare il desiderio di restare. Soprattutto quando le sfide collettive che l’azienda porta avanti in termini di business divengono sfide individuali perché le persone ci credono, le fanno proprie e sono in grado di trasmetterle anche all’esterno trasformandole in attrazione di talenti».

E come mettete in pratica questi principi?

«Per dare valore concreto a questo principio per noi così importante, abbiamo avviato nel corso del 2021 un progetto di formazione che utilizza la piattaforma Udemy per garantire a tutto il nostro personale in Italia e all’estero un’offerta formativa ampia, qualificata, multilingue e trasversale. Il fattore per noi determinante nella scelta di questa piattaforma è stata l’estrema ampiezza di argomenti trattati e la versatilità dello strumento, disponibile H24 e 365 giorni all’anno, misurabile e multilingue».

A chi è dedicato il progetto?

«L’azienda, proprio nella consapevolezza del ritorno in capitale intellettuale del proprio investimento, ha deciso di estendere a tutto il personale e a tutti i livelli l’accesso alla piattaforma, anche all’estero. Inoltre, la possibilità di fruire della piattaforma è valida anche per i familiari. Il valore aggiunto è dato dalla libertà per ciascuno di scegliere in autonomia gli argomenti e i corsi di maggiore interesse, non necessariamente solo quelli utili per il lavoro, ma ad esempio anche quelli di interesse per i figli». 

Come funziona l’utilizzo della piattaforma?

«Per garantire un utilizzo individuale e mirato della piattaforma, l’azienda ha messo a disposizione del proprio personale l’acquisto della licenza attraverso un credito suddiviso in tante licenze quante sono le persone che possono accedervi (circa 110). L’accesso ai corsi disponibili sulla piattaforma è regolato da un account personale all’interno del quale la funzione HR, d’accordo con la Direzione aziendale, ha costruito dei percorsi dedicati per area, tecnica, commerciale e così via». 

Quale ruolo ha la direzione HR nell’uso della piattaforma?

«Compito della Direzione aziendale e, soprattutto della funzione HR, è quello non solo di mettere a disposizione tale strumento ma anche di seguirne e monitorarne l’utilizzo verificando con i diretti interessati il raggiungimento degli obiettivi individuali e di area da ciascuno auspicati. Si tratta di un fondamentale lavoro di affiancamento continuo, che costituisce il presupposto di una formazione che sia non solo efficace, ma anche costruttiva proprio in termini di quelle sfide e di quel miglioramento continuo che sono già nel nostro DNA».

Traendo spunto dall’estensione ai familiari dell’uso della piattaforma, che valore ha per voi oggi l’attenzione alle persone anche in termini di sostenibilità?

«È difficile oggi dare concretezza alla sostenibilità se non si è pronti a scommettere su due obiettivi principali. Il primo è che non si può far crescere un’impresa in un territorio senza attenzione alle persone che ci vivono. Il secondo, che il profitto senza etica non porta da nessuna parte. Per noi, per i miei nonni, per mio padre dopo di loro e per me sarebbe stato impensabile far crescere un’azienda chimica – che oggi è inglobata all’interno del paese di San Martino di Lupari (PD) – inquinando il territorio e rischiando di fare ammalare le persone che vivono con noi e intorno a noi. Così abbiamo iniziato già venti anni a fare ricerca ed a portare in azienda prodotti a base acqua che oggi sono il 90% di una produzione che ha bassissime emissioni di CO2».

Insomma, non si vive di solo profitto?

«Proprio così. Tra i nostri obiettivi vi è sicuramente il profitto, perché siamo comunque un’azienda, e il profitto è fondamentale per sostenere la crescita e le sfide ma non è possibile parlare di Profitto senza tenere conto di altri due obiettivi altrettanto importanti: People e Planet». Fila Solutions è stata inserita tra le 100 imprese italiane che sono rientrate a pieno titolo nella classifica delle imprese più sostenibili stilata da Credit Suisse e Kon Group. «Un risultato possibile ricorda Pettenon perché da sempre siamo attenti al territorio ed eticamente responsabili. Un binomio non scontato, frutto di anni di lavoro».

E per concludere qual è per voi il bilancio di questi due anni vissuti con la pandemia?

«Pur con tutte le difficoltà personali e lavorative che ciascuno di noi ha dovuto affrontare in questi ultimi due anni, posso dire che l’esperienza – soprattutto del lavoro da remoto – si è rivelata essere tutto sommato positiva sotto molteplici aspetti. Abbiamo compreso che è possibile lavorare da ovunque e che dare fiducia ai collaboratori è un potente strumento di organizzazione. Il nostro essere un’azienda familiare, a vocazione internazionale, attenta alle persone, ci ha molto guidato in questo».

«Proprio per dare valore a questo principio e consentire a tutti di ritrovarsi insieme in presenza, il nostro tradizionale meeting annuale – cancellato nel 2020 – quest’anno è stato ridotto a due soli giorni focalizzati sulle best practices, lo sviluppo, i progetti per l’immediato futuro, conclusi con un momento che per me è stato molto importante. Abbiamo infatti trascorso una giornata insieme a Milano con visita alla BCorp Panino Giusto e all’Accademia del Panino di Francesco Morace e quindi in SDA Bocconi per delle sessioni di coaching sulla Leadership».

Perché proprio in SDA Bocconi? 

«È stata per noi tutti un’occasione straordinaria per ritrovarsi e per studiare insieme le strategie di sviluppo della nostra attività negli 80 mercati in cui operiamo e in un mondo in continuo cambiamento.  È stata per noi l’occasione per sperimentare sul campo l’efficacia del modello di governance che abbiamo introdotto in azienda con l’inserimento di membri del CDA esterni alla famiglia ma con un’importante professionalità proprio in SDA Bocconi. Perché il modello tradizionale di azienda di famiglia non è più sostenibile, mentre è necessario affidarsi anche a tecnici, docenti, specialisti nel loro campo, soggetti dotati della necessaria competenza e autorevolezza per affiancare la Direzione aziendale e assicurare che il passaggio generazionale sia effettivo strumento di efficacia per il futuro di un’impresa».

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