FITT, nuova policy con smart working 3 giorni a settimana

Sede FITT

(foto FITT)

L’azienda, che è anche società benefit, sperimenta lo smart working dal 2018: oggi ha trovato il giusto equilibrio e inaugura la nuova organizzazione

Soluzioni innovative nel campo dell’edilizia, ma anche un forte impegno per la sostenibilità, con l’obiettivo principe di creare valore per le persone e per l’ambiente. Nata in Italia nel 1969, oggi FITT è un’azienda leader nel proprio settore, nonché un modello di impresa fortemente impegnata nell’ambito della responsabilità sociale. Promossa dall’Istituto Tedesco Qualità e Finanza (Itqf) fra i 300 “Best Employer” d’Italia, sul finire del 2021 ha varato una policy sullo smart working che consente di lavorare da casa per 3 giorni a settimana

FITT, società benefit verso la certificazione B Corp

Gruppo leader internazionale, FITT è pioniere nella produzione e nello sviluppo di soluzioni ad alto contenuto innovativo finalizzate al passaggio di fluidi o aria. L’azienda produce tubi per diverse applicazioni, dall’uso domestico a quello professionale: dal tubo estensibile per annaffiare il giardino di casa ai tubi corrugati per portare materia prima ai macchinari per la produzione industriale. Ma anche infrastrutture come grondaie o tubi per gli acquedotti. Oggi conta oltre 950 collaboratori e 15 sedi nel mondo.

Nel 2019, in occasione del cinquantesimo anniversario, la società ha inserito la sostenibilità tra i propri pilastri: è il primo passo di un ambizioso percorso che porta FITT a diventare, nel 2021, società benefit, unendo alla finalità economica che caratterizza ogni impresa commerciale anche la finalità di creare valore per la società. Successivamente, l’azienda ha iniziato il percorso che la porterà alla certificazione come B Corp. Per tagliare questo traguardo, sta adottando comportamenti virtuosi sul fronte della produzione, della sostenibilità ambientale, della parità di genere, dell’equità salariale

Verso lo smart working: un progetto iniziato nel 2018

Tra le iniziative all’avanguardia di FITT c’è la nuova policy sullo smart working, frutto di una sperimentazione iniziata nel 2018. «Ben prima della pandemia», spiega l’HR Director Sara Trentin, «avevamo avviato una serie di valutazioni per la creazione di un nuovo modello di lavoro. Un’impresa non semplice, perché trovare un accordo per permettere alle persone di svolgere da casa il lavoro d’ufficio richiede un ripensamento completo del modello organizzativo e anche dei processi». 

Nel 2018 parte il primo progetto pilota, in ambito white collar, con 23 lavoratori in smart working per 16 ore al mese. Dopo un confronto sull’esito di questo primo tentativo si passa velocemente da 16 a 32 ore al mese, ampliando anche il bacino di persone in sperimentazione. Nel 2019 l’azienda inizia una survey sull’andamento del progetto e cambia approccio, arrivando all’inizio del 2020 con un solido programma di formazione massiva per tutti i manager. «C’era ancora molto da lavorare» sottolinea Trentin «ma diciamo che la pandemia non ci ha colti impreparati». 

Sara Trentin, HR Director di FITT
(In foto Sara Trentin, HR Director di FITT)

L’importanza dei rapporti umani e la corretta gestione delle riunioni 

«Lo smart working sperimentato negli ultimi due anni» continua l’HR Director «è stato un dovere di protezione più che una scelta per il work life balance. Ma ci ha permesso di concentrarci sui valori da tenere ben saldi e sulle nuove competenze necessarie. La nostra nuova policy permette di lavorare da casa per 3 giorni su 5, ma pone l’accento sui due che invece si passano in ufficio, perché quel tempo è fondamentale. Coltivare le relazioni umane, trovare del tempo per vedere i propri responsabili e gli altri colleghi, vivere il proprio ambiente di lavoro è importantissimo».

Tra i temi su cui l’azienda ha lavorato di più, proprio grazie all’esperienza maturata durante la pandemia, c’è quello delle riunioni. In particolare, FITT ha lanciato un progetto lavorando sugli stili di comunicazione interna, sugli spazi da adibire alle riunioni e su come utilizzarli. Il percorso, cui hanno partecipato 80 collaboratori, si è concentrato molto sull’organizzazione e sul ruolo della leadership nel coinvolgere i dipendenti e facilitare le relazioni nel corso delle riunioni. Tra gli strumenti di engagement e per far conoscere la nuova policy, merita una menzione anche l’originale format “Camera CaFitt”, con dei brevi sketch sul modello della sitcom comica “Camera Café“. 

FITT, Best employer 2021

L’attenzione costante di FITT per le proprie persone è stata riconosciuta anche dall’Istituto Tedesco Qualità e Finanza (Itqf) che, in collaborazione con Affari&Finanza, ha compiuto uno studio sui migliori datori di lavoro in Italia, selezionando le 300 aziende “Top Job – Italy’s Best Employers 2021/22”. Lo studio, basato sul metodo del social listening index, ha raccolto in 12 mesi oltre 1 milione di citazioni online (su social media, blog, forum, portali news, video), contenenti riferimenti sui 2 mila datori di lavoro presi in esame. Fra gli aspetti analizzati rientrano il clima di lavoro, lo sviluppo professionale, le prospettive di crescita, la sostenibilità e i valori aziendali

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