L’inclusione lavorativa di “Habile” abbatte le barriere e fa emergere i talenti

Tommaso Regazzo, tutor di Habile, con Flavio e Gianmarco

(foto Habile)

Il progetto della coop Riesco, specializzata in servizi di ristorazione collettiva, è un modello nazionale. Ne parliamo con il fondatore Paolo Tognon

Oltre cento addetti, di cui il 32% con disabilità, e 4 mila pasti serviti ogni giorno nelle aziende e nelle comunità del territorio. La cooperativa sociale Riesco, con il progetto Habile, non offre solo piatti buoni, sani ed equilibrati, ma anche una possibilità di realizzazione e riscatto sociale a 50  lavoratrici e lavoratori svantaggiati, che una volta entrati iniziano un percorso alla scoperta dei propri talenti visibili o nascosti, delle proprie capacità inespresse, delle peculiarità che li rendono speciali. Paolo Tognon, responsabile risorse umane e diversity manager del consorzio di cooperative sociali che ha lanciato il progetto Habile, ne ha illustrato finalità e modus operandi nel corso del webinar sull’inserimento lavorativo delle persone disabili organizzato da SHR ITALIA.

Abbattere le barriere: il progetto Habile

«Habile» spiega Tognon, «nasce nel contesto del Ccs, il Consorzio delle cooperative sociali, che da oltre 30 anni si occupa di inclusione sociale. La lettera H sta per handicap, ma abbiamo voluto porre l’accento sulle abilità che ognuno ha, piuttosto che sulla disabilità. Questo è quello che facciamo con i nostri lavoratori: andiamo a scoprire e co-progettare con la persona stessa la sua attività, stanando talenti e professionalità. In tutti questi anni abbiamo imparato un concetto fondamentale: la disabilità è strettamente legata al contesto, che può rendere una persona più o meno disabile. Prendiamo l’esempio delle barriere architettoniche: in un edificio progettato per non averne, una persona in carrozzina non si sentirà disabile. Al contrario, di fronte a barriere difficili da superare sentirà ancora di più il peso dei propri limiti. Noi cerchiamo di fare questo, abbattere le barriere».

Il lavoro come forma di integrazione e realizzazione personale

La coop, che ha sede in provincia di Padova, lavora da anni con queste modalità, coniugando la produttività e l’inclusione, la professionalità e l’integrazione sociale. I lavoratori con disabilità sono perfettamente inseriti nella filiera produttiva e ricoprono ruoli diversi: dalla cucina alla contabilità. Carlo ad esempio lavora in magazzino, controlla gli ordini, carichi e scarichi sul database, smista le merci. Alice confeziona i cestini di frutta, Paolo lavora in cucina e ha coronato così quello che era il suo sogno da bambino. Enrico segue i social su LinkedIn, Alessandro sogna di diventare Youtuber e crea video. Per tutti loro il lavoro è realizzazione, indipendenza, gratificazione umana e professionale.

I servizi di Habile per le aziende

«Con Habile», sottolinea Tognon, «portiamo l’esperienza maturata in Riesco e Sobon nelle aziende profit: le supportiamo nella ricerca di personale da inserire in osservanza alla legge 68/1999, che impone la presenza di una quota di lavoratori svantaggiati o con disabilità, affianchiamo i reparti produttivi e gli uffici nell’inserimento lavorativo attraverso i nostri Tutor e seguiamo il percorso attentamente attraverso un monitoraggio digitalizzato. Tutor, tecnologia ed competenza sociale rendono più efficace e soddisfacente il percorso sia per il lavoratore che per l’azienda».

 

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