Il burnout nasce dall’ambiente di lavoro, non dalle persone

(foto Shutterstock)

Il burnout è fortemente influenzato dal modo in cui i dipendenti vengono gestiti. Manager e imprenditori devono interrogarsi sulle cause del malessere e aprire un dialogo con i collaboratori

Immaginate un canarino in una miniera di carbone. Al suo ingresso nella miniera sarebbe in salute e canterino, ma uscendone, ricoperto di fuliggine e malato, non canterebbe più.

Staremmo a domandarci come il canarino si sia ammalato? No, perché la risposta sarebbe ovvia: è stata la miniera a far ammalare il canarino.

Con questa immagine illuminante, raccontata in un articolo di Harvard Business Review, Christina Maslach, psicologa sociale e professore emerito di psicologia alla University of California, offre uno spunto di riflessione su ciò che sta alla base del burnout. Un fenomeno del nostro tempo classificato dall’OMS come una forma di esaurimento legata al contesto occupazionale, una sindrome «conseguente a stress lavorativo cronico che non è stato gestito con successo». Un malessere moderno da analizzare sotto una nuova luce, non solo dal punto di vista della manifestazione e dei sintomi, ma anche da una prospettiva legata più alle ragioni che alle conseguenze.

LE 5 CAUSE DEL BURNOUT 

Uno studio di Gallup del 2018 ha interrogato 7.500 dipendenti full-time, ricavando le 5 ragioni più frequenti che portano i lavoratori a “scoppiare”:

  • Trattamento non equo al lavoro.
  • Eccessivo carico di lavoro.
  • Mancanza di chiarezza nei ruoli.
  • Mancanza di comunicazione e supporto manageriale.
  • Tempi troppo stretti.

I due terzi degli intervistati ha avuto esperienza di burnout: il 23% ha affermato di sentirsi in tale condizione molto spesso o sempre, e il 44% solo qualche volta.

Le organizzazioni tentano di gestire il problema proponendo ai dipendenti ad esempio corsi di yoga e mindfulness, chiedendo alle persone di essere ‘resilienti’, di imparare a dire ‘no’, ma questo non può bastare, perché le cause indicano con evidenza che il problema sta a monte, nella gestione delle persone e del lavoro.

Per questo, più che di una cura al burnout, sembra esserci bisogno di un “vaccino” e di un cambio di visione (e di azione) da parte di imprenditori e manager.

I leader dovrebbero porsi una serie di interrogativi – come “qual è la causa che provoca malessere nel mio team? Come posso migliorare l’ambiente di lavoro?” – e chiedere ai loro collaboratori cosa li aiuterebbe a lavorare meglio, cosa li motiva e cosa invece genera in loro insoddisfazione. 

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