L’Europa alla ricerca di competenze green e digital

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(foto Shutterstock)

In Europa e in Italia mancano le competenze digital e green. Un passo fondamentale per contrastare il cambiamento climatico

Il 42% degli europei non ha le competenze digitali di base: nel mercato del lavoro mancano milioni di esperti in cybersecurity, intelligenza artificiale, cloud e altri settori digital. Questo equivale a dire che due terzi delle città dell’Unione europea non posseggono gli strumenti per realizzare interventi contro il cambiamento climatico, e quasi la metà è indietro nella trasformazione digitale

A mettere a fuoco la carenza di competenze digital e green è anche lo studio del 2018 della Banca europea degli investimenti, che ha evidenziato come la maggior parte delle amministrazioni locali europee riferisca una serie di gap negli investimenti in infrastrutture, che colpisce soprattutto i settori della green economy, della digitalizzazione e dei trasporti urbani.

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Il report si basa sul sondaggio tra quasi 700 città dell’Unione europea, condotto nell’estate del 2020, a pochi mesi dall’inizio della pandemia di Covid-19.

Nei tre anni precedenti alla pandemia, gli investimenti infrastrutturali erano aumentati in quasi due terzi delle città dell’Unione europea, ribaltando un trend di austerità durato dieci anni

Mancano i fondi ma anche le competenze

In generale, quasi l’80% delle città dell’Ue considera la carenza di fondi il primo ostacolo a investire. Ma anche le competenze sono una barriera: per quasi due terzi degli intervistati mancano le capacità di gestione dei progetti green, e per quasi la metà non ci sono competenze adeguate per coordinare i progetti di digitalizzazione.

Quali settori richiedono competenze green

Nel 2020 la domanda di questa competenza ha riguardato circa 2,6 milioni di assunzioni, ossia il 79,3% delle entrate programmate dalle imprese. Nel momento in cui si tratta di competenze green di grado elevato, le entrate programmate sono pari a 1,2 milioni di entrate, ossia il 38,3% del totale.

Le professioni alle quali sono richieste maggiormente queste competenze sono: gli ingegneri civili, gli ingegneri elettronici e in telecomunicazioni, i tecnici della gestione di cantieri edili, i tecnici della sicurezza sul lavoro, gli ingegneri energetici e meccanici

Data la trasversalità delle competenze, si evidenziano valori elevati anche in figure meno specializzate, come gli idraulici e posatori di tubazioni idrauliche e di gas e i cuochi in alberghi e ristoranti.

Le competenze green vengono richieste all’84% dei laureati e all’83,5% di chi è in possesso di un diploma di istruzione tecnica superiore.

In particolare, nel settore delle costruzioni sono richieste competenze green a circa l’82% delle entrate, e nella meccatronica all’82,7%. Da sottolineare anche i dati nel turismo e nella ristorazione, per cui queste competenze sono richieste all’83,8% dei nuovi assunti.

La domanda di green jobs delle imprese italiane

Le “professioni verdi”, comprendono sia professioni specifiche, in alcuni casi emergenti, che sono richieste per soddisfare i nuovi bisogni della Green Economy, sia quelle che dovranno affrontare la sfida di un reskilling delle competenze in chiave green.

La spinta verso l’ecosostenibilità sta facendo emergere la necessità di green jobs trasversali a più settori, come ad esempio l’esperto in green marketing, il giurista ambientale, lo specialista in contabilità verde, l’addetto commerciale per la promozione di nuovi materiali sostenibili, o responsabile degli acquisti green

L’auspicio delle aziende europee è che si sviluppino figure legate alla riduzione degli impatti ambientali in campo tecnologico-digitale. Un professionista ricercato nelle realtà aziendali più strutturate è il mobility manager, ovvero il responsabile della mobilità aziendale, a cui spetta il coordinamento degli spostamenti casa-lavoro dei dipendenti in ottica di una mobilità sostenibile nelle imprese.

L’idea di una piattaforma “trova lavoro”

Il Ministero per l’Innovazione tecnologica e la transizione digitale ha comunicato la nascita della piattaforma europea per le competenze digitali. La “Digital Skills and Jobs Platform” è stata creata dalla Commissione europea, con l’obiettivo di offrire un unico punto di riferimento per studenti, imprese, persone in cerca di lavoro, dipendenti, esperti digitali, responsabili politici, e chiunque desideri migliorare le proprie competenze digitali.

La piattaforma è stata creata per unire gli sforzi degli Stati membri nel processo di digitalizzazione, e coinvolgere tutti gli attori protagonisti. 

La “Digital Skills and Jobs Platform” consentirà di raggiungere l’obiettivo del decennio digitale, ovvero almeno che almeno l’80% della popolazione possegga competenze digitali di base, e che si creino 20 milioni di esperti in tecnologie digitali entro il 2030

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