Alimentazione: le Poke bowl sono davvero sane?

Poke bowl
(foto Shutterstock)

Lo abbiamo chiesto alla prof. ssa Maria Pia Rigobello, Direttrice del Master in Nutrizione Umana, Educazione e Sicurezza Alimentare, Università di Padova

Coloratissime e sfiziose, le “poke bowl” si sono ormai imposte come nuovo trend per la pausa pranzo in virtù non solo della rapidità di preparazione, ma anche del loro aspetto e accattivante e della promessa di salubrità e leggerezza.

Ma fanno davvero così bene o è solo apparenza? Ne abbiamo parlato con la professoressa Maria Pia Rigobello, Direttrice del master in Nutrizione Umana, Educazione e Sicurezza Alimentare all’Università di Padova.

Una specialità che arriva dalle Hawaii

Le poke bowl sono piatti unici, una sorta di variante delle nostrane insalatone, da cui fondamentalmente si differenziano per gli ingredienti, più esotici, e per la presenza di riso.

Tipiche delle Hawaii, le poke erano originariamente il pasto dei pescatori dell’Oceano Pacifico, che facevano a pezzetti (poke significa proprio “tagliare a pezzi”) gli avanzi di pesce e li mangiavano in una ciotola, con poco altro.

La ricetta si è via via arricchita di riso, frutta e verdura e in tempi recenti è sbarcata anche sulle tavole italiane, proponendosi come piatto unico salutare, leggero e molto piacevole.

Non tutto il riso è uguale

Ma attenzione: per quanto il piatto unico sia realmente una soluzione molto sana dal punto di vista nutrizionale, ci sono alcuni punti a cui prestare attenzione.

«Anzitutto» spiega Rigobello «attenzione al riso bianco, perché ha un elevato indice glicemico: significa che, se lo mangiamo, il glucosio derivato dall’amido entra rapidamente in circolo nel sangue. Questo vale anche per il riso venere, che tuttavia dal punto di vista alimentare è un prodotto ottimo, e anche italiano.

Per ridurre l’impatto glicemico, possiamo scegliere il riso integrale, che ha più fibre e quindi permette un assorbimento più lento dei glucidi. Inoltre, se il piatto contiene già del riso ricordiamoci che è meglio non accompagnare anche del pane: i carboidrati sono già presenti».

Pesce, il salmone è un “finto magro”

Le varianti sono ormai numerose ma, tipicamente, le poke bowl contengono pesce crudo. «E questo non va male» spiega ancora Rigobello «il pesce fa molto bene, è ricchissimo di Omega3 e tendenzialmente non troppo calorico.

Ricordiamo però che, se è crudo, dobbiamo essere molto certi della sicurezza alimentare. Il pesce crudo, infatti, se non è freschissimo può essere attaccato da salmonella e da parassiti come l’anisakis».

Non solo. Nell’immaginario collettivo il pesce è più leggero della carne. Ma anche qui c’è da mettere qualche puntino sulle “i”.

«Il salmone» continua l’esperta «che è il pesce tipicamente più usato per le poke, è in realtà fra i pesci più grassi. Inoltre, studi scientifici hanno dimostrato che il salmone d’allevamento, come è solitamente quello che finisce sulle nostre tavole, ha anche meno Omega3 rispetto al suo fratello “selvaggio”, che nuota libero nel mare».

Attenzione ai condimenti

Un altro punto su cui porre molta attenzione sono i condimenti. «Una poke bowl tutta vegetariana può essere sanissima e molto leggera» suggerisce Rigobello «ma se sopra ci metto maionese, salse, dressing e topping l’apporto calorico schizza.

Anche con la salsa di soia è bene non esagerare, perché è ricchissima di sodio e soprattutto chi soffre di ipertensione dovrebbe stare molto attento. Nelle poke bowl c’è anche frutta, che fa benissimo ma non va sottovalutata: tipicamente, per le poke bowl vanno per la maggiore mango e avocado, che sono molto calorici. E in più, per forza di cose, non sono frutta di stagione».

Come comporre una poke bowl bilanciata

«La poke bowl» conclude la direttrice del Master in Nutrizione Umana, Educazione e Sicurezza Alimentare «ha tutti i pregi del piatto unico, ma dobbiamo fare attenzione a comporla in modo bilanciato.

Per quanto riguarda le proteine, bene il pesce. Possiamo mettere dei gamberetti: sono poco calorici ma ricchi di colesterolo, quindi è bene non esagerare.

Anche il pesce azzurro dei nostri mari è tutto ottimo e leggero. In alternativa, possiamo inserire dei legumi, anche quelli nostrani: fagioli, piselli e tutti gli altri. La frutta e la verdura andrebbero aumentate in quantità: la porzione delle poke bowl non soddisfa il nostro fabbisogno quotidiano.

Per la frutta, ricordo che è sempre preferibile quella a km zero e di stagione, sia per ragioni etiche e sia per ragioni di salubrità, perché i prodotti italiani seguono una filiera controllatissima. Questo, naturalmente, senza demonizzare la frutta esotica. Lo stesso vale anche per la verdura: siamo in autunno, sono di stagione broccoli e broccoletti. E anche le carote, che sono colorate e fanno benissimo».

 

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