#HairHasNoGender, campagna Pantene per l’inclusione

img 1: “Pubblicità campagna Pantene #HairHasNoGender”

(foto Pantène)

Pantene lancia la campagna a sostegno della comunità LGBTQIAP+ per un ambiente di lavoro più inclusivo per tutti

La diversità è ricchezza, e le aziende che valorizzano le differenze, premiando i talenti e favorendo l’inclusione, sono vincenti. Lo ha capito Pantene, che con la campagna #HairHasNoGender 2022 vuole promuovere il rispetto della diversità negli ambienti di lavoro

Per il terzo anno consecutivo, Pantene e il gruppo Procter & Gamble sostengono la comunità LGBTQIAP+, dando ai suoi membri la possibilità di raccontare la propria esperienza, affrontando temi delicati come l’espressione della propria intimità, e la libertà di essere se stessi sul lavoro.

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Hair has no gender

La campagna è stata lanciata a livello mondiale in occasione della Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia, e ha coinvolto dodici membri della comunità queer di diversi paesi che svolgono professioni completamente diverse fra loro. A ciascuno è stato chiesto di raccontare in video la propria storia, soffermandosi soprattutto sull’aspetto professionale

Pur avendo esperienze e background assolutamente differenti, le loro storie sono collegate da fattori comuni. La difficoltà di fare coming out, e di mostrarsi veramente se stessi al lavoro: secondo delle stime riportate dalla stessa Pantene, oltre la metà dei lavoratori LGBTQIAP+ sarebbe ancora in difficoltà nel rivelare il proprio orientamento sessuale a colleghi e superiori. 

Dall’altro, al contrario, c’è la libertà di esprimersi, ritrovata grazie a un taglio o un colore di capelli: le proprie scelte di haircare diventano, così, non solo un tratto distintivo della propria personalità, ma anche e soprattutto uno strumento per accrescere la propria autostima e, di conseguenza, la stima e la considerazione di colleghi e superiori nei propri confronti.

 

(In video una presentazione di “Hair has no gender”)

I protagonisti di #HairHasNoGender

Tante, e diverse, le storie che i professionisti hanno raccontato. Tra i protagonisti, l’avvocata Cathy La Torre, conosciuta sui social per il suo impegno sulle tematiche di genere e diritti civili. Hanno dato il loro contributo anche la modella Erika Mattina e Silvano Caso, impiegato dello stabilimento produttivo di Procter & Gamble Italia.

La storia di Silvano è la più significativa per l’obiettivo della campagna: è la prova calzante di come un ambiente di lavoro inclusivo, rispettoso e capace di valorizzare la diversità possa aumentare la produttività e il benessere dei lavoratori, ma anche essere d’esempio per gli altri, perché si mostrino in tutta la loro personalità. 

Il coming out di Silvano, in una forma pubblica da farne un vero e proprio ambasciatore del gruppo e delle sue politiche di inclusione, diventa così un supporto per i colleghi, e la testimonianza di come, in Pantene e P&G, tutti siano al sicuro e vengano considerati per il loro talento e le proprie capacità, indipendentemente da genere e orientamento sessuale.

Una piattaforma dedicata all’inclusione

L’OCSE stima che le persone LGBTQ nel mondo siano circa 17 milioni, ma sono moltissime quelle che non hanno ancora avuto l’opportunità e le condizioni sociali e lavorative di sentirsi libere e di esprimersi apertamente

Pantene e P&G hanno trasformato la pagina sul sito aziendale dedicata alle varie edizioni di #HairHasNoGender in una piattaforma dove confrontarsi, trovare materiale o consigli utili, dedicata ai membri della comunità LGBTQIAP+ direttamente coinvolti nella campagna, e a tutti i dipendenti che potrebbero averne necessità.

Leggi anche:

‘Fastweb, inclusione e convivenza tra differenze’

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