Case history: digitalizzazione in Fondazione Poliambulanza

(foto Fondazione Poliambulanza)

L’ospedale privato di Brescia ha introdotto sistemi robotici e intelligenti a supporto dei processi clinici e di cura del paziente

La struttura ospedaliera Fondazione Poliambulanza si distingue per un continuo percorso di avanzamento tecnologico che le ha fatto ottenere per due anni di seguito, nel 2014 e 2015, il “Premio Innovazione Digitale in Sanità” dell’Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità della School of Management del Politecnico di Milano; seguito, nel 2016, dalla prestigiosa certificazione EMRAM Stage 6 di HIMSS (Healthcare Information Management Systems Society), conferita agli istituti che meglio implementano soluzioni informatiche efficienti a supporto dei processi clinici e di cura del paziente.
La certificazione attesta l’avanzata informatizzazione dei processi di trattamento e cura del paziente: dalla gestione della documentazione clinica medica e infermieristica al ciclo di prescrizione e somministrazione delle terapie, fino alla completa digitalizzazione di tutti i percorsi diagnostici, incluse le immagini radiologiche e i referti.

Poliambulanza è nata nel 1903 su iniziativa di alcuni medici bresciani che aprirono un poliambulatorio per i più poveri, ed è diventata Fondazione nel 2005. È un ospedale privato no profit con sede a Brescia, convenzionato con il Sistema sanitario nazionale e regionale della Lombardia. Ha circa 600 posti letto, 2.400 operatori e gestisce 31.000 ricoveri all’anno, 19.000 interventi chirurgici e 82.000 accessi al pronto soccorso.

IL PROCESSO DI DIGITALIZZAZIONE

L’impegno continuo della fondazione rivolto al miglioramento clinico, tecnologico e organizzativo si è tradotto, a partire dal 2014, nella gestione informatizzata dei pazienti, con l’utilizzo di sistemi digitali di supporto alle scelte cliniche e alla gestione della documentazione medica e infermieristica, attraverso la cartella clinica elettronica, consultabile e aggiornabile da qualsiasi punto dell’ospedale.

Successivamente, a maggio 2016, è entrata a regime la nuova piastra polifunzionale con dieci sale operatorie, terapia intensiva, blocco operatorio e terapia intensiva neonatale. 

A gennaio 2017 è iniziato poi il processo di automazione del magazzino centrale della farmacia attraverso un sistema robotizzato di gestione. Il quale ha una lunghezza di 20 metri ed è in grado di gestire 55 mila confezioni, tra farmaci e dispositivi medici, con una produttività tra le 400 e le 1.200 confezioni all’ora. I reparti trasmettono le richieste di farmaci ai tablet degli operatori della farmacia e vengono inoltrate a un robot che poi prepara le confezioni.

Lo stesso anno Poliambulanza ha acquistato la piattaforma intelligente “Apoteca Chemo” per la formulazione e preparazione dei farmaci antiblastici, utilizzati nella cura dei tumori. La piattaforma, grazie a un braccio antropomorfo, è in grado di dosare perfettamente la quantità di farmaco necessaria alle esigenze di ogni singolo paziente. Il braccio robotizzato è capace di pesare farmaci in soluzione, ricostituire quelli in polvere ed allestire siringhe, sacche e dispositivi di infusione, il tutto in massima sicurezza per operatori sanitari e pazienti, senza rischi di contaminazione e accidentali sprechi di farmaci costosissimi. 

L’introduzione di elementi innovativi dal punto di vista tecnologico inizialmente è stata accolta con qualche resistenza da parte del personale, ma, grazie a formazione, discussione e focus group, il processo di digitalizzazione è andato a buon fine con ottimi risultati. 

Poliambulanza è una delle realtà organizzative citate dal primo rapporto AIDP-LABLAW 2018 a cura di Doxa su “Robot, Intelligenza artificiale e Lavoro in Italia”.

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