“Il futuro del lavoro è femmina”: competenze, spazio e tempo (parte uno)

(foto tratta da youtube.com/TEDxDarsena)

Silvia Zanella a TEDxDarsena: nel lavoro di domani saranno fondamentali le abilità in genere assegnate al modo di lavorare delle donne, le soft skill

È una prospettiva inedita nel dibattito sul futuro del lavoro quella raccontata da Silvia Zanellaesperta di digital HR e oggi Head of Employer Branding and HR Communications in EY – durante il suo intervento al TEDxDarsena 2019 di Milano. 

Il talk sposta infatti l’attenzione da «scenari apocalittici, robot e automazione» agli aspetti «più soft» del futuro del lavoro, che riguardano modalità di lavoro, competenze, gestione del tempo e dello spazio, identità, relazioni professionali, fino al modo di cercare impiego

COMPETENZE SOFT

In un contesto di grande trasformazione tecnologica, spiega Zanella, gli studi e il mondo accademico sono concordi nel sostenere che per andare avanti nel lavoro del futuro serviranno le cosiddette “soft skills, ovvero «empatia, capacità di entrare in relazione, collaborazione, condivisione, capacità di ascolto, di mettersi nei panni degli altri», attributi che genericamente vengono assegnati al modo di lavorare delle donne. Caratteristiche molto diverse da uno stile manageriale «accentratore, egoriferito, totalmente rinchiuso in se stesso», guidato da una visione da “maschio alfa” che oggi non è più efficace e non ha più senso di esistere. 

Per questi e altri motivi le caratteristiche del modo di lavorare di domani saranno “femminili”, termine che qui non vuole avere né accezione femminista e né chiamare in causa questioni di “genere”. 

COME GESTIREMO LO SPAZIO DI LAVORO NEL FUTURO?

Lo spazio del lavoro del futuro risentirà sempre di più della globalizzazione e dell’internazionalizzazione delle imprese, che implicano l’incontro tra culture e persone diverse, un valore aggiunto a cui è necessario rapportarsi con gli strumenti adeguati. In questo scenario, “diversity e inclusion” saranno «asset fondamentali per l’azienda, non solo come fattore competitivo, ma anche di sopravvivenza. Inutile dire che un approccio al femminile, abituato a essere escluso dai processi decisionali, è più capace di interpretare le necessità delle minoranze e di accogliere l’altro».

La seconda dimensione dello spazio del futuro, per Zanella, è già nel presente, perché il posto di lavoro tradizionalmente “fisico” sta già subendo una trasformazione attraverso la tecnologia, che permette alle persone di lavorare da remoto e di collaborare a distanza.

In questo spazio, una lettura al femminile e la capacità di lavorare in maniera agile permetteranno di gestire in maniera flessibile il modo di lavorare del futuro.

COME GESTIREMO IL TEMPO NEL LAVORO DEL FUTURO?

Il lavoro agile ha trasformato la dimensione e la “corporeità” del tempo del lavoro, svuotando di senso il classico orario di lavoro dalle 9 alle 18. 

Puntando al risultato, più che al tempo trascorso sul luogo di lavoro, lo smart working ha bisogno di un approccio manageriale basato su una «cultura dell’ascolto», su empatia e fiducia, e sulla «capacità di mettersi nei panni degli altri, invece di andare a verificare in maniera micro-manageriale» le attività dei collaboratori.
Anche in questo caso entrano in gioco una prospettiva femminile e un modo di procedere “multitasking”.


Il video del talk di Silvia Zanella per TEDxDarsena.
(video youtube.com/TEDxDarsena)

Leggi anche:
“IL FUTURO DEL LAVORO È FEMMINA”: TEMPO, RELAZIONI, RICERCA DI LAVORO (PARTE DUE)

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