Itelyum: il nome dell’economia circolare

img 1: “Stabilimento Itelyum”

(foto Itelyum)

Itelyum, con una storia che parte dagli anni 60, oggi è leader in Italia e in Europa per l'economia circolare dei rifiuti industriali

L’economia circolare è un settore in forte evoluzione, e le grandi industrie di tutto il mondo stanno investendo per convertire parte dei loro processi nella trasformazione degli scarti

Emblematica la storia di Itelyum, oggi player internazionale nella gestione e valorizzazione e rigenerazione dei rifiuti industriali. A delineare le caratteristiche di questo colosso fortemente impegnato per contribuire alla decarbonizzazione delle nostre filiere è Alberto Ponti, Chief HR & Organization Officer Itelyum, con una lunga esperienza in ambito HR.

img 2: “Alberto Ponti, Chief HR & Organization Officer Itelyum”
(In foto Alberto Ponti, Chief HR & Organization Officer Itelyum)

Itelyum, industria e servizi insieme

Tra i pionieri globali dell’economia circolare, Itelyum fa della sostenibilità il suo asse strategico attraverso l’offerta di servizi innovativi integrati, ad alta valenza ambientale e sociale.

L’attività di Itelyum è suddivisa, sostanzialmente, in due ambiti: da una parte la trasformazione e il recupero di rifiuti industriali – in particolare rigenerazione di oli esausti e purificazione di reflui chimici e frazioni petrolifere – e dall’altra la gestione responsabile e la valorizzazione di una vasta gamma di rifiuti industriali.

«Itelyum è la realtà italiana con più di mezzo secolo di storia, riconosciuta a livello internazionale per tecnologia, esperienza e qualità nella rigenerazione di oli lubrificanti, nella purificazione di solventi e reflui chimici e nei servizi ambientali per l’industria», spiega Alberto Ponti. 

Il settore della circolarità è in grande sviluppo ed evoluzione: queste tematiche stanno prendendo sempre più piede nel Paese, costituendo un business complesso ma, senza dubbio, sul quale si stanno concentrando le attenzioni delle aziende di tutto il mondo. Itelyum crede nell’economia circolare da molto prima che nascesse questa espressione e oggi è orgogliosa del ruolo di leadership in questo ambito. 

«La nostra mission è preservare le risorse naturali e migliorare la qualità della vita, con processi, prodotti e soluzioni sostenibili per la gestione dei rifiuti e l’ottimizzazione dei mercati serviti, condividendo la creazione di valore con i nostri business partner, la società e l’ambiente – prosegue Alberto Ponti –. Itelyum si posiziona qui e, per me, è stata una delle leve più motivanti per iniziare questa avventura professionale.

Il ruolo dell’HR è cambiato in una chiave più moderna. Non è più un ruolo legato solo a una gestione delle tematiche tipicamente inerenti a quella funzione, ma è un manager che opera vicino al business, ed è partner dei processi dedicati a esso. Questo vale anche nel settore industriale, dove tematiche di organizzazione e revisione dei processi interni, di ridisegno costante delle strutture per renderle più efficienti e di sviluppo delle persone diventano chiave per il successo nel business»

Itelyum, i numeri

Con la forza di 23 società, 27 siti operativi e più di 900 persone, Itelyum offre soluzioni sostenibili a oltre 35.000 clienti in più di 60 paesi ed è una delle società che meglio rappresentano l’approccio sistemico verso la sostenibilità. Headquarter a Lodi (MI), due grandi impianti di ri-raffinazione dell’olio, l’unità che si occupa della purificazione dei solventi con sede a Landriano (PV), e una ventina di società, prevalentemente PMI, che gestiscono diversi servizi in ambito ambientale, oggetto di acquisizioni negli ultimi anni.

Le persone al centro

«Il settore in grande evoluzione in cui opera Itelyum ha un forte impatto anche sulle politiche di gestione delle risorse umane. Operare nell’economia circolare richiede infatti oggi competenze nuove, una capacità di comprensione del contesto ambientale più ampia rispetto al passato (che includa anche le fasi a monte e a valle della mera gestione del rifiuto), un mindset orientato all’innovazione e alla ricerca di nuove tecnologie e una forte sensibilità culturale alla sostenibilità», continua Alberto Ponti.

Alla luce di questo, Itelyum ritiene prioritario investire sulle proprie organizzazioni e prevede nel corso del 2022 l’inserimento di circa 60 nuove risorse dall’esterno in grado di portare nuove competenze e know-how.

Parallelamente, lo sviluppo e la retention delle risorse in essere assume un ruolo chiave, pertanto, all’interno dell’agenda HR di Itelyum, è divenuto centrale concentrarsi su

  • People development, ovvero formazione sia su hard che su soft skills (leadership, team working, comunicazione efficace), politiche retributive che premiano i risultati, job rotation tra realtà del gruppo
  • Welfare e well-being, perché il benessere delle persone è una priorità per mantenere un elevato livello di motivazione e di coinvolgimento, al fine di raggiungere gli ambiziosi obiettivi che l’azienda si è prefissa. Per questo sono stati attivate o sono in fase di attivazione diverse iniziative in ambito welfare come Smart Working, supporto alla salute e il lancio di una newsletter interna come strumento di comunicazione e maggior vicinanza alla popolazione aziendale.

Formazione Itelyum, azienda e scuole

L’attenzione, infine, non è rivolta solo a dipendenti e collaboratori: tra i progetti di Itelyum, infatti, rientra Obiettivo Sostenibilità Scuole, realizzato in collaborazione con il MIUR, che ha coinvolto una pluralità di scuole in tutta Italia, cercando di avvicinarle alla logica del business legato all’economia circolare.

L’obiettivo di Itelyum è quello di coinvolgere anche le generazioni più giovani nella propria attività, partendo dal mondo della scuola.

 

Leggi anche:

Le nuove professioni dell’economia circolare, il Rapporto di Randstad Research

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