La moda del futuro per Armani, dopo Covid-19

(foto Shutterstock)

Armani in una lettera a WWD: la crisi è un’opportunità «per rallentare tutto, per riallineare tutto. Basta spettacolarizzazione, basta sprechi»

Quale lezione sta dando al mondo della moda la drammatica emergenza coronavirus?
Sembra avere le idee chiare, nel rispondere a questa domanda, Giorgio Armani, che in una lettera-sfogo al magazine Women’s Wear Daily (WWD) ha delineato un quadro dei cambiamenti di rotta che dovrebbe affrontare il sistema moda per ripartire di nuovo dopo la crisi, in modo più etico.

Secondo Re Giorgio la pausa forzata che il lockdown ha imposto al mondo del lavoro può diventare un’opportunità per aggiustare il tiro, cambiando mentalità, tagliando gli eccessi, rallentando i ritmi.

QUANDO È INIZIATO IL DECLINO DEL SISTEMA MODA

«Il declino del sistema moda, per come lo conosciamo, – si legge nella lettera – è iniziato quando il settore del lusso ha adottato le modalità operative del fast fashion, imitando il ciclo di consegna senza fine di quest’ultimo nella speranza di vendere di più, ma dimenticando che il lusso richiede tempo, per essere raggiunto e apprezzato».

LAVORARE COSÌ È IMMORALE

«Io non voglio più lavorare così, – continua – è immorale. Non ha senso che una mia giacca, o un mio tailleur vivano in negozio per tre settimane, diventino immediatamente obsoleti, e vengano sostituiti da merce nuova, che non è poi troppo diversa da quella che l’ha preceduta. Io non lavoro così, trovo sia immorale farlo. Ho sempre creduto in una idea di eleganza senza tempo, nella realizzazione di capi d’abbigliamento che suggeriscano un unico modo di acquistarli: che durino nel tempo. Per lo stesso motivo trovo assurdo che durante il pieno inverno, in boutique, ci siano i vestiti di lino e durante l’estate i cappotti di alpaca, questo per il semplice motivo che il desiderio d’acquisto debba essere soddisfatto nell’immediato. Chi acquista i vestiti per metterli dentro un armadio aspettando la stagione giusta per indossarli? Nessuno, o pochi, io credo. Ma questo sistema, spinto dai department store, è diventato la mentalità dominante».

«Sbagliato, bisogna cambiare» continua lo stilista. «Questa crisi è una meravigliosa opportunità per rallentare tutto, per riallineare tutto, per disegnare un orizzonte più autentico e vero. Basta spettacolarizzazione, basta sprechi».

Armani spiega poi di essere al lavoro insieme ai suoi team perché dopo il lockdown le collezioni estive rimangano nelle boutique fino ai primi di settembre.

RIDARE VALORE ALL’AUTENTICITÀ

È tempo di «ridare valore all’autenticità». Mettere un freno anche alla «moda come gioco di comunicazione», fatto di «sfilate in giro per il mondo, al solo scopo di presentare idee blande», tramite viaggi che inquinano, di «spettacoli grandiosi» inappropriati e volgari, show, sprechi di denaro.

«Il momento che stiamo attraversando è turbolento – chiude Armani –, ma ci offre la possibilità, unica davvero, di aggiustare quello che non va, di togliere il superfluo, di ritrovare una dimensione più umana…Questa è forse la più importante lezione di questa crisi».

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