Busta paga, perché conservarla?

Per quanto tempo è utile conservare le buste paga

(foto Shutterstock)

La maggior parte delle persone pensa che la conservazione delle buste paga sia solo un obbligo del datore di lavoro. Scopriamo perché non è così

Il lavoratore ha diritto a ricevere copia della busta paga?

. Chiunque abbia un rapporto di lavoro dipendente ha diritto di ricevere una copia della propria busta paga riferita al mese appena concluso. 

La consegna della busta paga permette di capire la situazione della propria posizione lavorativa: non solo a quanto ammonta lo stipendio quel mese, ma anche altre informazioni, ad esempio quanti contributi (quota dipendente) sono stati trattenuti.

Perché è consigliabile conservare le buste paga?

Ci sono diverse ragioni per conservare le buste paga:

  • differenze retributive: il dipendente può chiedere al proprio datore di lavoro eventuali differenze retributive (cioè la differenza tra quanto percepito nella busta paga e quello che sarebbe stato dovuto) degli ultimi 5 anni e la busta paga costituisce un documento probatorio;
  • mancata contribuzione: il dipendente può controllare la correttezza dei contributi, utili ai fini del calcolo della pensione. Anche per recuperare i contributi non versati dal datore di lavoro ci sono dei termini: i contributi non versati si prescrivono nel termine di 5 anni, salvo il caso di denuncia del lavoratore, che porta il termine a 10 anni. Per verificare se il datore di lavoro abbia regolarmente versato i contributi, è possibile accedere al sito dell’INPS, e verificare lo stato dei versamenti.

Come può essere consegnata la busta paga?

Le modalità di consegna della busta paga, oltre a quella tradizionale a mano, possono essere molteplici: via PEC, tramite il sito aziendale o la piattaforma del portale paghe, o anche via email, ma solo se il contenuto è criptato.

Di regola le buste paga devono essere consegnate dai datori di lavoro ai lavoratori dipendenti, anche quando la retribuzione in basso a destra (netto) è a zero.

 

 

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