Il 5 maggio 2023 è entrato in vigore il nuovo Decreto Lavoro, cioè un pacchetto di novità molto rilevanti in materia che apportano consistenti modifiche su diversi aspetti centrali, dal contratto di lavoro a termine alle misure di inclusione sociale.
Sicuramente uno degli ambiti più toccati da questa riforma è proprio quello del Reddito di cittadinanza che, come più volte anticipato anche prima dell’entrata in vigore del decreto stesso, cesserà di esistere e verrà sostituito da una nuova misura a partire dal 1° gennaio 2024.
L’assegno di inclusione, infatti, prevede il rispetto di requisiti e condizioni diverse rispetto alla vecchia misura, nonché delle conseguenze più forti nel caso in cui il richiedente rifiuti un’offerta di lavoro ritenuta congrua o presenti documenti falsi.
Ma in cosa consistono tutte queste novità? Qual è la durata effettiva di questa nuova misura? Scopriamolo insieme
Il sussidio entrerà in vigore a partire dal 1° gennaio 2024 come misura nazionale per il contrasto della povertà, della fragilità e dell’esclusione sociale delle fasce deboli.
Si tratta di un beneficio di integrazione del reddito familiare e di inclusione sociale e professionale che, però, per poter essere goduto, necessita del rispetto di alcuni requisiti molto importanti, tra cui:
Attenzione: se il richiedente o un soggetto da lui delegato presenta dichiarazioni o documenti falsi, è prevista la reclusione da un minimo di 2 a un massimo di 6 anni.
L’Assegno viene versato ogni mese per un periodo massimo di 18 mesi.
Terminato questo periodo massimo, si potrà presentare la domanda di rinnovo, ma solo dopo che sarà trascorso un mese di sospensione.
Il rinnovo potrà essere concesso non per 18 ma per un massimo di 12 mesi.
Dipende dalla composizione del nucleo familiare.
Nei casi ordinari, l’integrazione del reddito familiare sarà pari a 6.000 euro l’anno, 500 mensili, a cui si affianca un contributo per il pagamento dell’affitto per locazioni regolari pari a 3.360 euro l’anno, cioè 230 euro al mese.
L’importo, inoltre, aumenta a 7.560 euro l’anno, 630 mensili, nel caso in cui la famiglia sia composta solo da soggetti con più di 67 anni di età oppure, oltre a questo, abbia anche familiari con disabilità o grave non autosufficienza. In questi casi, però, l’agevolazione per il pagamento dell’affitto si riduce a 1.800 euro l’anno cioè 150 euro al mese.
Attenzione: in ogni caso l’importo dell’assegno non potrà mai essere inferiore a 480 euro all’anno salvo il rispetto di tutti i requisiti richiesti dalla legge.
Semplice: non ha più diritto a ricevere l’assegno, anche se si tratta del primo rifiuto.
Il testo del decreto prevede infatti che il cittadino debba obbligatoriamente accettare un’offerta di lavoro per un contratto:
Dopo la presentazione dell’apposita domanda telematica sul sito dell’Inps, il beneficio economico è erogato attraverso uno strumento di pagamento elettronico ricaricabile, denominato “Carta di inclusione”.
Attenzione: come specificato in precedenza è necessaria la sottoscrizione di un patto di attivazione digitale. Il beneficio economico, quindi, decorre dal mese successivo a quello di sottoscrizione del patto stesso.
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