Tutti i bonus per le mamme e per le famiglie nel 2026

Bonus per le mamme

Nel 2026 le mamme possono fare domanda per diversi bonus anche se sono disoccupate o senza tutela previdenziale. Vediamo insieme quali

Nel 2026 il sostegno economico alle famiglie con figli resta un tema centrale, con misure pensate per ridurre le spese di tutti i giorni e offrire un aiuto concreto nei momenti più delicati.

Tra agevolazioni per chi ha figli piccoli, contributi legati alla nascita e supporti per accedere ai servizi educativi, il sistema dei bonus continua a essere uno strumento importante per sostenere la genitorialità e provare a contrastare il calo delle nascite. Tra conferme, novità e proroghe, i benefici disponibili sono diversi e possono riguardare tutto il nucleo familiare, non solo chi è madre.

Quali sono i bonus a cui hanno diritto le mamme?

Diventare mamma è un momento bello e travolgente e, anche se lungo il percorso possono esserci difficoltà, l’obiettivo resta sempre lo stesso, fare il possibile per dare a chi cresce con te le risorse per stare bene.

Per questo lo Stato considera la maternità un momento delicato da proteggere e prevede aiuti economici e alcune tutele previdenziali per le famiglie.

In questo articolo trovi una panoramica chiara dei principali bonus mamme, degli assegni e delle misure disponibili, anche se in questo periodo sei disoccupata. Quali sono e a quanto possono arrivare? Continua a leggere per scoprirlo.

Bonus mamma 2026

Il bonus mamma 2026 riprende l’impostazione già vista nel 2025 e punta a sostenere in modo più deciso chi lavora e ha figli.

In alcuni casi prevede un esonero totale dei contributi previdenziali che normalmente vengono trattenuti dalla tua busta paga. L’esonero dipende dalla tua situazione familiare, dal reddito e dal tipo di lavoro.

Il bonus mamme lavoratrici 2026 viene riconosciuto direttamente in busta paga e non penalizza la pensione, perché non riduce i contributi utili al calcolo dell’assegno.

L’obiettivo è doppio. Da una parte darti un aiuto concreto ogni mese, dall’altra incentivare l’occupazione e sostenere la genitorialità, rafforzando il quadro dei bonus mamme 2026.

Bonus mamme 2025 con due figli​

Il bonus mamme 2026 con due figli, aggiornato dal Decreto 95 del 30 giugno 2025, nel 2026 aumenta rispetto all’anno scorso.

Nel 2025 l’importo era di 40 € al mese e poteva essere riconosciuto a chi lavorava, sia come dipendente sia come autonoma, se il reddito non superava 40.000 € e in famiglia c’erano due figli.

Nel 2026 il limite di reddito resta lo stesso, ma l’importo sale a 60 € al mese, per un massimo di 720 € all’anno. Il bonus viene riconosciuto fino a quando il figlio più piccolo compie 10 anni.

Puoi riceverlo anche se hai un contratto a tempo determinato o indeterminato, e sono incluse anche le lavoratrici autonome iscritte alla Gestione Separata. Restano esclusi i rapporti di lavoro domestico.

Questa misura fa parte di un insieme di interventi che puntano a sostenere la natalità e a rendere più sostenibile il lavoro quando hai figli piccoli.

Bonus mamme 2025 con tre o più figli

Per il 2026, il bonus mamme con tre o più figli prevede un aiuto più forte rispetto a quello per chi ha due figli. Le regole cambiano in base al tipo di lavoro, quindi è importante capire in quale situazione ti trovi.

Per chi ha un contratto da dipendente a tempo indeterminato, è previsto un esonero totale dei contributi a tuo carico, con un massimo di 3.000 € all’anno (fino a 250 € al mese). Il beneficio vale fino a quando il figlio più piccolo compie 18 anni. In questo caso non sono previsti limiti di reddito. Restano esclusi i rapporti di lavoro domestico.

Se invece hai un contratto a tempo determinato oppure lavori come autonoma nella Gestione Separata, l’aiuto previsto è di 60 € al mese, a condizione che il reddito sia sotto i 40.000 €. Anche qui il beneficio può andare avanti fino ai 18 anni del figlio più piccolo.

Nel complesso, la misura punta ad alleggerire le spese delle famiglie numerose e a sostenere in modo più stabile chi lavora e cresce figli, rendendo più semplice conciliare vita e lavoro.

Nuovo incentivo mamme senza lavoro

La Legge di Bilancio 2026 introduce un nuovo incentivo pensato per aiutarti a rientrare nel mondo del lavoro, grazie a un sostegno rivolto a chi assume mamme con almeno tre figli minorenni.

Dal 1° gennaio 2026, se un’azienda assume una persona disoccupata da almeno 6 mesi e con almeno tre figli sotto i 18 anni, può ottenere uno sgravio totale dei contributi fino a 8.000 € all’anno.

La durata cambia in base al tipo di contratto. Lo sgravio vale 12 mesi se l’assunzione è a tempo determinato, e può arrivare fino a 24 mesi se l’assunzione è a tempo indeterminato.

Bonus mamme disoccupate

Il bonus mamme disoccupate è un aiuto economico per chi ha appena avuto un figlio o una figlia e non riceve già altre indennità di maternità. È pensato per chi, in quel periodo, non lavora.

Per il bonus mamme disoccupate 2026 puoi ricevere fino a 2.020,85 € in totale, pagati in cinque rate da 404,17 € ciascuna.

Puoi richiederlo se non stai già ricevendo l’assegno di maternità previsto dallo Stato oppure la maternità obbligatoria pagata dall’INPS.

La domanda può essere presentata entro 6 mesi dalla nascita o dall’ingresso in famiglia in caso di adozione o affidamento. Se invece si tratta di adozione o affidamento internazionale, il termine può arrivare fino a quando la persona adottata compie 18 anni.

Carta nuovi nati e bonus asilo nido 2025

La Carta nuovi nati 2026 ti permette di ricevere 1.000 € dall’INPS se hai un ISEE sotto i 40.000 € annui. Per ottenerla devi anche avere la cittadinanza italiana oppure un titolo di soggiorno valido e riconosciuto, e questi requisiti devono esserci al momento della nascita di tuo figlio o tua figlia.

Il bonus asilo nido, invece, è un contributo che ti aiuta a pagare la retta dell’asilo nido, sia pubblico sia privato. È previsto per ogni figlio o figlia tra 0 e 3 anni, fino a un massimo di 3.600 € l’anno, divisi in 11 mensilità.

L’importo cambia in base all’ISEE minorenni in corso di validità. In pratica, più l’ISEE è basso, più alto può essere il contributo, sempre entro il limite della spesa che hai davvero sostenuto.

L’assegno unico e universale sostituisce Bonus Bebè e Bonus Mamma Domani

L’assegno unico è una misura ormai molto nota che ti garantisce un sostegno economico per ogni figlio o figlia a carico, dal settimo mese di gravidanza fino ai 21 anni. Se tuo figlio o tua figlia ha una disabilità, non c’è nessun limite di età.

Da marzo 2022, l’assegno unico ha sostituito diversi aiuti che esistevano prima, come il bonus alla nascita (Bonus mamma domani), il Bonus Bebè e i vecchi assegni al nucleo familiare.

L’importo dipende dalla tua fascia ISEE, ma puoi richiederlo anche se non presenti l’ISEE o se hai un ISEE più alto di 46.583 €. In questi casi, però, ricevi solo l’importo minimo previsto dalla legge. 

Bonus scuola: noto anche come voucher scuola o bonus libri

Il bonus scuola è un sostegno economico rivolto alle famiglie con figli che frequentano la scuola secondaria di primo o di secondo grado.

La misura è destinata ai nuclei familiari con un ISEE entro le soglie stabilite dai bandi regionali o comunali e consente di ottenere un contributo per coprire, in tutto o in parte, spese come libri di testo e materiali didattici alternativi, come per esempio dispense o audiolibri. In alcune realtà locali, il contributo può essere utilizzato anche per acquistare dispositivi tecnologici utili alla didattica.

Il bonus è in genere riconosciuto agli studenti iscritti sia a scuole statali sia a scuole paritarie, incluse quelle presenti negli albi regionali, e può comprendere anche percorsi di istruzione e formazione professionale accreditati dalla regione.

Domanda, scadenze e importi cambiano in base al comune o alla regione di residenza, che pubblicano ogni anno un bando con requisiti e modalità di accesso.

Congedi e fringe benefit: più flessibilità e denaro

Nel 2026, i congedi parentali diventano più flessibili e, in parte, anche più vantaggiosi dal punto di vista economico.

I genitori lavoratori possono assentarsi dal lavoro per occuparsi dei figli fino ai 14 anni (fino al 2025 il limite era 12 anni), ricevendo un’indennità a carico dell’INPS.

Per il 2026, fino a 3 mesi di congedo sono indennizzati all’80% della retribuzione, mentre per i mesi successivi l’indennità scende al 30%, sempre entro i limiti massimi previsti per ciascun genitore. I mesi maggiorati all’80% possono essere utilizzati fino al compimento del sesto anno di vita del figlio.

Ogni genitore ha inoltre diritto a tre mesi non trasferibili, cioè utilizzabili solo personalmente, oltre a ulteriori mesi che la coppia può suddividere liberamente. L’obiettivo è aiutare le famiglie a gestire meglio i tempi di cura e quelli dedicati all’accudimento, rendendo più sostenibile l’equilibrio tra vita privata e lavoro.

Per quanto riguarda i fringe benefit, nel 2026 sono confermate le soglie di esenzione già previste per il 2025: 1.000 € per i lavoratori senza figli fiscalmente a carico e 2.000 € per chi ha figli a carico.

 

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