Il bonus mamme lavoratrici è una misura nata per aiutare le madri che lavorano e hanno due o più figli
Con la nuova Legge di bilancio per il triennio 2026-2028 e cioè la numero 199/2025 il Governo ha cercato, anche se in modo molto prudente e circoscritto, di rafforzare il sostegno alla genitorialità sia con misure economiche, che con incentivi all’assunzione e il potenziamento di alcune misure già esistenti, come il congedo parentale e il congedo per la malattia dei figli.
In questo articolo ci soffermiamo in particolar modo sull’analisi del bonus mamme che di fatto è stato introdotto perché l’esonero sui contributi previsto originariamente è stato spostato dal 2025 al 2026 e oggi dal 2026 al 2027. Iniziamo!
Il bonus mamme lavoratrici è una misura di integrazione al reddito pensata per sostenere le donne lavoratrici, sia subordinate che autonome, che intendono conciliare la propria carriera e i vari impegni familiari.
Si tratta di un beneficio economico, che è aumento nel suo importo rispetto al 2025, sul quale non vengono pagate né imposte né contributi. Un’altra cosa molto importante riguarda il fatto che questa somma, una volta incassata, non incide sul calcolo dell’ISEE.
Questo bonus madri lavoratrici nasce, quindi, per dare un supporto concreto a chi ha figli a carico, anche se è previsto solo per famiglie con più di due figli rimanendo, purtroppo, escluse tutte quelle con un unico figlio o figlia.
Questa misura viene chiamata anche bonus mamme INPS perché è gestita interamente dall’Ente previdenziale, che lo riconosce solo dopo aver presentato un’apposita domanda.
Infine, come spiegato nell’introduzione di questo articolo, il bonus lavoratrici madri è stato introdotto in via temporanea per risolvere il problema legato alla mancata entrata in vigore dell’esonero sui contributi, una specie di sconto contributivo di cui la lavoratrice avrebbe potuto beneficiare.
Spiegato questo, vediamo ora più nel dettaglio il funzionamento del bonus mamme.
È importante non fare confusione tra due misure:
Per quanto riguarda il secondo punto, non siamo in attesa di un decreto attuativo bonus mamme perché il decreto servirebbe, invece, per rendere operativo l’esonero sui contributi.
Purtroppo, solo attraverso il Decreto del Ministero del Lavoro e le eventuali circolari operative dell’INPS, potremmo avere un quadro completo sulle modalità tecniche di gestione di questa misura rimasta solo sulla carta.
La notizia più importante di apertura del 2026 riguarda il potenziamento della misura per l’anno in corso.
Il bonus mamme 2026 non è più una “speranza”, ma una realtà rafforzata: la Legge di Bilancio, infatti, al comma 207 ha aumentato l’importo mensile rispetto a quanto previsto dalla legge di bilancio per l’anno scorso.
La misura passa da 40 € a 60 € per ogni mese o frazione di mese lavorata.
Per quanto riguarda le lavoratrici autonome, le formulazioni di legge sono leggermente cambiate nei due anni a confronto:
Per accedere al beneficio, bisogna rispettare dei paletti precisi. Ecco i requisiti bonus mamme lavoratrici:
Restano escluse dalla misure la lavoratrice del settore domestico.
Veniamo al punto che interessa di più, cioè quanti soldi puoi ricevere con questo bonus.
Dal 1° gennaio 2026, l’importo è di 60 € per ogni mese, o parte di mese, in cui hai un rapporto di lavoro attivo.
È una somma netta, perché non sono previste trattenute di tasse o contributi, e ti viene pagata direttamente dall’INPS.
Come spesso accade, serve aspettare un po’ di tempo tra la data di pubblicazione della Legge di bilancio e l’aggiornamento dei portali INPS.
Al momento, la domanda non è ancora attiva per le nuove mensilità, quindi se ti stai chiedendo quando fare domanda bonus mamme lavoratrici, sappi che tutto dipenderà dalle istruzioni che l’INPS rilascerà a breve.
Fai attenzione però: la norma stabilisce però un meccanismo particolare per il pagamento perché il bonus coprirà i mesi da gennaio a novembre 2026.
Per capire come fare domanda e quindi come richiedere il bonus mamme lavoratrici, serve aspettare che l’INPS aggiorni la procedura online sul proprio sito.
Di solito, la richiesta prevede che tu indichi i codici fiscali dei figli, così l’INPS può verificare i requisiti.
Quando l’INPS pubblicherà la procedura aggiornata o le istruzioni ufficiali, potrai trovare lì tutti i passaggi da seguire.
Riprendiamo quello che abbiamo spiegato nei paragrafi precedenti.
L’aiuto economico non sarà immediato, né tanto meno ti verrà pagato mese per mese. Quando arriva, quindi, il bonus mamme? La risposta è a fine anno per tutte, a patto che siano presenti tutti i requisiti previsti dalla legge.
Con la mensilità di dicembre 2026, infatti, verranno pagati in un’unica soluzione tutti gli arretrati maturati da gennaio a novembre.
La Legge di Bilancio 2026 prevede anche altre misure che possono favorire l’occupazione di chi ha figli.
Oltre al bonus di cui abbiamo parlato, è previsto un esonero contributivo per le aziende che assumono madri con almeno tre figli minorenni. Se non lavori da almeno 6 mesi, questa misura può rendere più semplice per l’azienda scegliere la tua candidatura, perché l’assunzione diventa meno costosa.
La norma prevede anche limiti di spesa. Questo significa che le risorse non sono infinite e, in pratica, l’agevolazione potrebbe essere usata fino a esaurimento dei fondi.
Per le regole operative serve però aspettare i chiarimenti ufficiali, perché alcuni dettagli non sono ancora definiti. Anche l’esonero contributivo diretto a favore delle lavoratrici madri è previsto più avanti, dal 2027, quindi per ora non si possono descrivere con precisione tempi e modalità.
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